Privacy Policy 25 Gennaio Un Anno di Londra (con uno spiegone assolutamente non richiesto sul controllo dell'informazione, egemonia culturale, echo chamber ed il fenomeno sociale degli anti-vax) | Andrea Ciufo

25 Gennaio Un Anno di Londra (con uno spiegone assolutamente non richiesto sul controllo dell’informazione, egemonia culturale, echo chamber ed il fenomeno sociale degli anti-vax)

Io credo che egli approfitto’, per venirsene via, di una migrazione di uccelli selvatici.
Il mattino della partenza mise bene in ordine il suo pianeta.
Spazzo’ accuratamente il camino dei suoi vulcani in attivita’.
Possedeva due vulcani in attivita’.
Ed era molto comodo per far scaldare la colazione del mattino.
E possedeva anche un vulcano spento.
Ma, come lui diceva, “non si sa mai” e cosi’ spazzo’ anche il camino del vulcano spento.

Se i camini sono ben puliti, bruciano piano piano, regolarmente, senza eruzioni. Le eruzioni vulcaniche sono come gli scoppi nei caminetti.
E’ evidente che sulla nostra terra noi siamo troppo piccoli per poter spazzare il camino dei nostri vulcani ed e’ per questo che ci danno tanti guai.
Il piccolo principe strappo’ anche con una certa malinconia gli ultimi germogli dei baobab. Credeva di non ritornare piu’.
Ma tutti quei lavori consueti gli sembravano, quel mattino, estremamente dolci.
E quando innaffio’ per l’ultima volta il suo fiore, e si preparo’ a metterlo al riparo sotto la campana di vetro, scopri’ che aveva una gran voglia di piangere.
“Addio”, disse al fiore.
Ma il fiore non rispose.
“Addio”, ripete’.
Il fiore tossi’. Ma non era perche’ fosse raffreddato.
“Sono stato uno sciocco”, disse finalmente, “scusami, e cerca di essere felice”.
Fu sorpreso dalla mancanza di rimproveri. Ne rimase sconcertato, con la campana di vetro per aria. Non capiva quella calma dolcezza.
“Ma si’, ti voglio bene”, disse il fiore, “e tu non l’hai saputo per colpa mia. Questo non ha importanza, ma sei stato sciocco quanto me. Cerca di essere felice. Lascia questa campana di vetro, non la voglio piu'”.
“Ma il vento…”
“Non sono cosi’ raffreddato. L’aria fresca della notte mi fara’ bene. Sono un fiore”.
“Ma le bestie…”
“Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano cosi’ belle. Se no chi verra’ a farmi visita? Tu sarai lontano e delle grosse bestie non ho paura. Ho i miei artigli”.
E mostrava ingenuamente le sue quattro spine.
Poi continuo’:
“Non indugiare cosi’, e’ irritante. Hai deciso di partire e allora vattene”.
Perche’ non voleva che io lo vedessi piangere. Era un fiore cosi’ orgoglioso…
Il Piccolo Principe-Capitolo IX

Il 25 Gennaio del 2020 atterravo a Londra, Roberto era in giro, mi aveva lasciato le chiavi di casa sotto un vaso e la pandemia ancora non si era manifestata.

Ovviamente, nei mesi successivi si sarebbe rivelata in tutta la sua crudeltà e con lei la nostra fragilità.

Nonostante questo è stato un anno pieno di emozioni dalle mille sfumature.

Porto nel cuore il primo Natale lontano dalla mia famiglia, i sorrisi di quelle rare videochiamate con gli amici e le amiche, gli impasti di pizza, di pane, ed i mie progressi nel mondo dell’analisi dati.

Ho impartato tante cose a Londra, una in particolare.

Mai avrei pensato che possano esserci così tanti di giorni di fila senza pioggia ma con il cielo perennemente grigio. Quando mi lamento con il mio insegnante di Inglese del meteo la sua risposta è sempre la stessa:“Veramente ti stupisci del meteo in UK? Io non me lo ricordo famoso ne per il clima ne per il cibo”

Ha perfettamente ragione.

Quest’anno londinese mi ha lasciato un’altra riflessione sul mio spirito di adattamento:

quando ho fretta sono in grado di cucinare delle cose vergognose.

Ad esempio, recentemente ho preparato una pasta e ceci che non troverete, per fortuna, nemmeno nelle peggiori mense degli ospedali.

Oppure se non voglio cucinare riesco a mangiare il meal deal della Tesco/qualsiasi supermercato per almeno 5 giorni di fila.

Il meal deal è un menù di 3£ composto da un panino con ingredienti sconosciuti&tremendi, della frutta ed un succo.

Vi assicuro che è la rappresentazione moderna del male, un vero e proprio patto con il diavolo. Uno scambio impari, da un lato la dignità della tradizione culinaria italiana dall’altro il tempo e la convenienza economica.

Gli ultimi 365 giorni mi hanno fatto capire che basta poco per migliorare la vita di chi ci sta intorno. A volte basta semplicemnte comunicare quello che sappiamo, ma questo è indipendente da Londra, eh!

Per essere un po’ più pratico, mi riferisco a 4 articoli che ho scritto su questo blog negli anni passati e che hanno determinato oltre 1700 visualizzazioni organiche in un anno alle quali si aggiungono diverse persone che mi hanno scritto su linkedin per avere consigli su come approcciare al mondo dei dati.

Nonostante la perdita di un lavoro che amavo e l’adozione di misure di sicurezza particolarmente stringenti, è stato un anno che mi ha dato la fortuna di convivere con delle persone fantastiche.

Il viceversa non è ancora ben chiaro.

Inoltre l’eterogeneità della casa fornisce uno sguardo sul mondo diverso e la possibilità di mettermi in discussione su molteplici tematiche sociali.

Personalmente non sono sicuro, cambiati coinquilini, che con altre persone avrei avuto la possibilità ed il piacere di pranzare e cenare quasi tutti i giorni insieme.

Dai racconti di vari amici ho notato che il clima che si respira al 10 di Spencer Grove è abbastanza raro.

Rimanendo sul tema casa, prima del temporaneo rientro del Pecora in Italia ci siamo fatti tutti e 4 la boccia. Un momento per me epocale, direi storico, i capelli così corti li ho portati solo una volta alle medie.

Ovviamente, anche per non spaventare i Recruiter del cambio di pettinatura, ho cambiato foto su tutti i Social.

Per Linkedin, un sorriso un po’ forzato
Un sorriso naturale, ma purtroppo non vi posso dire perchè Semola mi stesse facendo ridere

Come va?

Molto bene, per quanto si possa stare bene durante una pandemia barricati in casa.

Mentre cerco di entrare in una corporate del settore Retail sto lavorando a due consulenze ed una competizione su Kaggle lanciata da Acea (si quella delle bollette). Se siete curiosi qui trovate tutto.

Kaggle è una delle piattaforme più importanti per noi Data Scientist ed Acea ha lanciato un concorso per l’analisi e la predizione del comportamento di alcuni corpi idrici che monitorano.

Le due consulenze, invece, mi stanno permettendo di approfondire meglio:

  • Il mondo della visualizzazione dati, che ho scoperto piacermi in modo maniacale
  • Il mondo dell’analisi del linguaggio anche detta Natural Language Processing (da non confondere con la NLP Neuro Linguistic Programming che è tutta un’altra cosa)

Nella prima sto automatizzando la reportistica per una azienda di telecomunicazioni. Hanno bisogno che vengano automatizzati i report per i loro clienti e questo mi spinge a riflettere sul cosa deve emergere da quel preciso grafico, andando oltre due assi cartesiani, un titolo e le unità di misura.

Per la seconda invece, sto cercando di creare un sistema che analizzi i titoli di un ecommerce e dopo riesca ad identificare i prodotti simili. Il tutto attraverso un apprendimento non supervisionato dell’algoritmo.

Fortunatamente da quando nel 2013 Google ha rilasciato word2vec la questione si è fatta leggermente più semplice, ma resta una materia super-tosta.  

Questa seconda consulenza è molto più ostica per me, ma ho il supporto di un grande come Pier, che è ricercatore presso l’Università di Bari.

Giovedì 28 ho un altro colloquio di lavoro, scrivo un altro perché da Gennaio ho avuto molte chiacchierate con diversi recruiter, che però poi non sono proseguite/concretizzate in un lavoro.

Un lavoro a progetto di 3 mesi, 200£ al giorno.

Incrociamo le dita.

Nel mentre sto aspettando notizie da Amazon per altre due posizioni, il retail resta sempre il mio focus principale.

Sempre di corsa!

Continuo ad andare a correre per placare un po’ lo stress e non rammollirmi del tutto.

Nonostante il freddo e le scarpe che mi stanno iniziando ad abbandonare è sempre bello girare senza una direzione precisa per il quartiere.

Non è come correre per Garbatella vecchia, mi sembra scontato, ma questa è un’altra storia e dovrei tornare ai tempi dell’Università.

Questo qui sotto è un video di una delle ultime volte che sono andato a correre generato automaticamente dall’App che uso per il tracking.

Letture

Da fine Dicembre faccio parte di un collettivo di letture e recensioni, Equi-libri Precari.

Qui il link Facebook

Qui il link Instagram.

Purtroppo al momento do solo consigli tecnici al gruppo ed ancora non ho contribuito con delle mie recensioni, appena si placa la situazione sarà un piacere.

Uno degli obiettivi è realizzargli per fine Febbraio inizio Marzo un sito in WordPress.

Personalmente sto leggendo questi due libri, uno per prendere sonno la sera ed uno per approfondire le mie competenze tecniche.

Nell’ultima foto vedete anche un tech gadget che ho acquistato per natale.

Una penna scanner per riportare automaticamente sul pc le frasi che sottolineo nei libri (uso la mattita mica sono così barbaro).

Se volte acquistarla o vi incuriosisce la trovate qui.

Tornerò su IG e Facebook?

Si, magari dopo la consegna del 17, alcune persone me lo hanno chiesto esplicitamente. Capire il perché non è stato troppo difficile.

Le mie storie al 90% parlano di cibo ed il restante 10% di dati e grafici.

Le risate e la convivialità che un piatto di pasta riesce a creare sono inclusive e non esclusive.

Oggi mi sono concesso questo strappo alla regola ed ho aggioranto i Social. Un giorno importante, ci tenevo a scrivere questo post.

Tornerò a farmi vivo dopo la consegna del concorso di Acea il 17 Febbraio.

A cosa penso in questo periodo?(Lo spiegone di Andrea)

Uno dei pensieri miei più frequenti in questo periodo è il fenomeno della Echo Chamber.

Fondamentalmente il problema si può così descrivere: i social network ci mostrano solo quello che ci piace, così spendiamo più tempo su queste piattaforme e allo stesso tempo ci forniscono una visione distorta e polarizzata del mondo.

Altra riflessione di qualche giorno fa per i 130 anni dalla nascita di Gramsci il 22 Gennaio è stata sull’Egemonia Culturale descritta da uno dei padri del Partito Comunista Italiano.

Perché il proletariato non si ribellava alle condizioni della classe dominante? Questa era una domanda che i neomarxisti si ponevano spesso.

La risposta secondo Gramsci era legata all’Egemonia Culturale controllata dalla classe sociale dominante.

Ma cos’è l’Egemonia Culturale? L’Egemonia Culturale è il controllo di tre pilastri:

  • I valori culturali di una società
  • Gli intellettuali tradizionali che consolidano i valori e lo status quo
  • L’educazione e formazione dei futuri lavoratori e della classe dirigente

Banalmente, per fare un esempio, come si contrasta uno sciopero dei lavoratori senza usare direttamente la violenza fisica?

Nel passato negli USA quando si proclamava uno sciopero i quotidiani lo descrivevano come un attacco al bene ed alla prosperità della nazione. Chi scioperava non amava veramente gli USA. Era un’epoca in cui la stampa e gli intellettuali tradizionali (ai quali si contrappongo gli intellettuali organici, scettici ed in opposizione allo status quo) definivano quali fossero i valori/la cultura “positiva” e quali i “disvalori”.

Un tema molto affascinante e che mi piacerebbe saper spiegare meglio.

Un’altra riflessione strettamente connessa alle precedenti è legata al consenso.

Ho così approfondito, sempre nei limiti del poco tempo a mia disposizione, le teorie di Noam Chomsky e di Marshall McLuhan sulla costruzione del consenso ed il controllo dei media.

Il primo è famoso per il libro “La fabbrica del consenso“  Mi è piaciuto molto ragionare sulla stampa e di come non sia mai libera al 100%, ma sempre assoggettata ad un gruppo di interesse, sia esso politico/industriale o altro.

Chomsky è molto influenzato dal pensiero di Lippman (lo scrittore americano che ha utilizzato per la prima volta il termine “Guerra Fredda”) in particolare sul controllo in uno stato democratico dei mezzi di informazione.

Per Lippman, c’è una ipotesi filosofica alla base, senza dover essere delle brutte persone/criminali, del perché si dovrebbe controllare l’informazione che viene fornita ad una persona media.

Il controllo dell’informazione era stato utilizzato da Lenin, tutt’ora l’informazione è controllata in Cina e l’importanza del suo controllo era già stata teorizzata da Marx. Quello che invece risulta essere nuovo è l’applicazione di queste stesse strategie in un contesto democratico (parliamo dell’inzio del ventesimo secolo).

Ma perché ne dovrebbe beneficiare la società?

Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo vedere la società con gli occhi di Lippman.

Per lo scrittore la società può essere divisa in tre classi, la classe dominante, i politici/burocrati pubblici e noi il gregge disorientato.

Le persone appartenenti alla classe dominante hanno I mezzi per controllare le altre due classi.

La classe dominante ha le risorse e può decidere se finanziare o meno i politici, conseguentemente, influenzarli. Anche il politico con le migliori intenzioni non può sopravvivere senza i finanziamenti della classe dominante e deve adeguarsi alle richieste di questa. Ovviamente questo discorso dovete collocarlo storicamente e geograficamente negli Stati Uniti del primo Novecento.

Secondo Lippman, il controllo della classe politica è abbastanza semplice per la classe dominante, per questi ultimi risulta più difficile il controllo delle masse (il gregge disorientato).

Perchè?

Perchè le persone sono spaventate da chi detiene il potere.

Quindi, come fare a controllarle le masse senza fargli sapere che sono controllate? Come controllare i molteplici bisogni che noi, come massa, possiamo avere?

Attraverso la distrazione, in altrettanti molteplici modi.

Torniamo quindi al punto principale, perché impegnarsi nel distrarre le masse in una democrazia? Qual è il beneficio?

Non sarebbe meglio che tutti abbiano accesso alle informazioni più oggettive e rilevanti così da fare le migliori scelte di voto?

Chomsky ha dato un’ottima spiegazione su questo punto.

Immaginate di essere un genitore con tre bambini.

Chiunque ha avuto dei bambini sa come sia facile per loro farsi male. Come genitore, per proteggere il bambino, definisci una serie di regole e comportamenti stringenti, non necessariamente “punitivi”, anzi.

Ecco allora che viene regalato un giocattolo o che si accende lo smartphone e youtube per non farlo urlare al ristorante.

Come gentiore, afferma Chomsky, potenzialmente potete dare al bambino tutta la libertà che egli vuole e lui, sempre ipoteticamente, potrebbe farsi del male in modo inconsapevole.

Un po’ come il sottoscritto, a quattro anni attraversavo la strada senza guardare e mia madre ogni volta era nel panico (questa è una delle meno peggio che ho fatto, un giorno vi racconterò di quando in pieno Luglio ho acceso i termosifoni).

Quindi per ricapitolare, perché un genitore dovrebbe lasciare il proprio bambino in assoluta libertà? Sarebbe irresponsabile.

E’ proprio questa “irresponsabilità” uno dei motori secondo Chomsky della classe dominante e la loro visione nei confronti della massa.

Bisogna limitare le masse e le loro scelte devo essere ridotte il più possibile, così da renderle meno irresponsabili, ma come?

Distraendole (Facebook feed, sport, serie tv, talk show….)

Bisogna lasciare le masse libere di pensare che siano libere, come?

Attraverso il controllo dei media e dell’informazione.

Per questo Chomsky dirà:

“Propaganda is to a democracy what the bludgeon is to a totalitarian state.”

-Noam Chomsky

Che tradotto:

La propaganda sta alla democrazia come una mazza ferrata sta alla dittatura.”

-Noam Chomsky

No! Lo spiegone non è ancora finito.

Il secondo, Marshall McLuhan, è stato uno dei primi teorici dei media di massa.

Oltre ad una sua apparizione nel film di Woody Allen, mi è piaciuta la sua generalizzazione di media inteso come mezzo non solo in senso stretto e vincolato alla comunicazione.

McLuhan ha evidenziato come il “mezzo”, il “media”, non solo cambi il modo di comunicare, ma cambi proprio l’essere umano.

Il media non influisce e modifica una società esclusivamente attraverso il messaggio che trasporta, ma il tipo di media stesso influisce su ciò che è la società.

L’esempio più semplice per spiegare questo concetto, lo prendo in prestito da Wikipedia, ed è quello della lampadina.

Questo mezzo/media non ha un messaggio, al contrario di un post su Facebook, di un podcast o la telefonata con mamma, ma comunque è un mezzo che ha un impatto su ciò che è la società, perché ci permette di lavorare di notte, o in generale con scarsa luminosità.

La lampadina secondo McLuhan è un mezzo senza contenuto, ma anche in assenza di questo modifica la società solo con la sua presenza.

Ogni nuova tecnologia è una estensione del nostro corpo e, punto critico, una estensione della nostra consapevolezza.

Vi faccio due esempi, la ruota è una estensione delle nostre gambe, il telescopio dei nostri occhi.

Ma la parte più scivolosa e critica della mia riflessione è caduta sulla pubblicità.

La pubblicità rappresenta realmente una estensione della nostra consapevolezza e di quello di cui abbiamo bisogno o rappresenta una estensione in qualche modo “distorta” e “corrotta”?

Tutte le riflessioni precedenti sono molto particolari e mi sembrano tra loro iperconnesse determinando nella mia testa un utlimo ed attuale problema i No-Vax.

Qui, senza che io mi dilunghi, c’è un fantastico video del TED che da una prospettiva nuova e più umana per la comprensione di questo fenomeno sociale.

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