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A pancia piena si ragiona meglio

Il libro che sto leggendo in questo periodo è “Pensieri Lenti e Veloci” del premio Nobel Daniel Kahneman.

La lettura è nata dal suggerimento di alcuni alumni di InnovAction Lab, sono quasi a metà del libro e già mi sento di dire che è un arricchimento del pensiero critico e delle riflessioni quotidiane.

E’ uno dei libri che appartiene al Progetto promosso dall’Associazione Alumni di InnovAction Lab “Never Stop Learning” per tutti gli Alumni.

Ogni mese leggiamo un libro e verso la fine ci incontriamo su Skype per discuterne le parti più interessanti. 

Questo post nasce perché Febbraio è il mese dedicato proprio alla lettura di “Pensieri Lenti e Veloci”.

Pensieri Lenti e Veloci del Nobel Daniel Kahneman

Nel testo viene analizzato il nostro modo di pensare, anzi più precisamente, vengono indentificati due sistemi pensanti:

  • Sistema 1, il sistema che agisce e reagisce in modo automatico e veloce
  • Sistema 2, il sistema “che riflette”, quello che attraverso lo sforzo, la concentrazione effettua i calcoli matematici o altre attività logiche

Il Sistema 1, quello delle intuizioni, viene anche identificato come il “Sistema Pigro”, perché permette di giungere a conclusioni ed azioni in poco tempo e con pochi sforzi.

Ovviamente come lo stesso autore afferma questa è una semplificazione dei processi cognitivi, ma è necessaria per focalizzare l’attenzione del lettore su una pluralità di errori, o bias, e le conseguenze che si determinano quando un nostro giudizio è eccessivamente guidato dall’intuito (o Sistema 1).

In un capitolo si evidenzia come il Sistema 2 abbia bisogno di energia per funzionare correttamente.

Ma cosa accade quando è privato di questa?

Accade che le nostre decisioni sono molto più condizionate di quel che pensiamo.

Nello specifico viene citato un esperimento riportato su “Proceedings of the National Academy of Sciences” nel quale 8 giudici di Israele dovevano valutare o meno la concessione della libertà condizionata a dei condannati.

I giudici dedicavano l’intera giornata all’analisi delle richieste di libertà, fornite in una sequenza casuale.

Mediamente ogni richiesta era analizzata in 6 minuti e la media delle approvazioni era del 35% (o il 65% delle richieste veniva rigettato).

I ricercatori si sono concentrati nel valutare come le probabilità di rigetto variassero prima e dopo le tre pause per uno spuntino (break della mattina-pranzo-break pomeridiano).

Dopo ogni pausa-spuntino il 65% delle richieste veniva approvato.

Nelle due ore precedenti ad una delle tre pause la probabilità di approvazione scendeva significativamente, fino ad essere prossima a zero poco prima del pranzo.

Dopo aver provato e analizzato differenti variabili e cause i ricercatori sono giunti ad una conclusione:

I Giudici stanchi e affamati tendono ad assumere giudizi predefiniti.

Lo studio insieme a tutta una parte in cui si correla la carenza di zuccheri con la difficoltà di resistere alle tentazioni e distrazioni mi ha molto incuriosito, ma soprattutto ho trovato un riscontro scientifico al vecchio detto “A pancia piena si ragiona meglio”.

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