Barcellona prt 4, la trippa, la amatriciana, lu Salentu e le riflessioni esistenziali

Luogo: WC Barcellona Garden Hostel
Sveglia alle 06:30 un paio di palle, però ho dormito benissimo!
Doveva svegliarmi Silvana, ma ha spento la sveglia e si è rimessa a dormire.
Quando è suonata la mia alle 06:50 ho capito che era tardi e mi sono rimesso a dormire anche io fino alle 08:00.
Ho fatto una colazione fantastica infatti avevo comprato il latte di soya i cereali integrali e due pesche al discount.
Qui le pesche sono eccezionali ed economiche 1,50 €/kg.
Lo yogurt greco qui è finto, ha 3,4 g di proteine per 100g di prodotto.
Ah, sono al cesso, perchè ormai ho capito come gestire l’assenza del bidet in questo mondo di barbari, dopo doccia e poi si esce.
Anche a Barcellona come a Parigi nei palazzi il primo piano era dei nobili ed i superiori dei poveri, questo perchè in estate i piani superiori sono più caldi.
Il modernismo Catalano, da approfondire, veramente affascinante.
Ho fatto amicizia con altri due ragazzi Silvana e Omi. Lei del Wales (Galles) e Omi di Tel Aviv.
Siamo in giro sul bus Hop-on Hop-off
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170m la torre che caratterizzerà la Sagrada Familia
“Il mio cliente non ha fretta” Gaudi sui tempi di costruzione della Sagrada Familia.
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Oggi siamo andati al mercato della Boqueria e c’era la signora che puliva i ricci, cazzo che emozione!
Ero con Silvana ed Omi (che essendo ebreo non dovrebbe mangiare molluschi) e loro non avevano mai mangiato un ricco di mare!
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08/10/16
Cose da fare oggi:
Mercato di santa Caterina
Sono stato al mercato questa mattina di Santa Caterina, meno turistico, decisamente, pieno di Barcelloneti (?), che con calma facevano tutto,
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anche la fila scorreva lentissima.
09/10/16

Il mercato di Santa Caterina che ho visitato ieri è bellissimo. Era pieno di persone del posto che conoscevano i negozianti. Si respirava un’aria bellissima, così ho comprato 1kg di trippa, una sorta di guanciale molto grasso

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Le signore del guanciale e pecorino

e salato di cui non ricordo il nome,

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Sta mentuccia pare che sta a morì (ed è così), ma era l’unica che ho trovato

la mentuccia ed altri ingredineti per preparare la Trippa alla romana e la amatriciana per tutto l’ostello.

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Che fai nella pasta e nella trippa un po’ di pecorino non ce lo metti?!

 

Al pomeriggio ho riposato e poi sono uscito con Omi per vedere due bellissime Cattedrali gotiche, anzi una cattedrale ed una chiesa.
La “Cattedrale”, sulla mappa non viene riportato un nome (perchè è chiamata semplicemente “La Cattedrale”), e la chiesa gotica di Santa Maria Del Mare.
La sera Omi ha cucinato il sciasciuchi, credo anche scritto appam, io ho calato 700 grammi di pasta corta Garofalo, ed ho preparato una sorta di amatriciana perchè ho usato il pecorino locale ed il sapore del guanciale era molto forte.
Le persone dell’ostello erano felicissime, abbiamo anche realizzato un fantastico video dove abbiamo spiegato il segreto della trippa alla romana in 5 differenti lingue:
inglese, italiano, ebraco, una sorta di hindi (tamil) e spagnolo.
La pasta è stata un successo, apprezzatissima.
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Il famoso sorriso da “Amatriciana fatta da Andrea”

 

Successivamente siamo andati a ballare in una delle discoteche più importanti d’Europa 17€ di ingresso + 4€ per ogni shoot di vodka o jager. il nome dovrebbe essere Raz Mataz.
I DJ erano veramente bravi in tutte e tre le sale hanno realizzato dei bellissimi mix, volevo ballare tutto il tempo.
Alla fine alle cinque siamo andati a dormire anche perchè alle 10:30 avevamo il check out, nonostante la mia proposta per un afterone.
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C’è molto rumore, le cose importanti, le emozioni più belle sono coperte dal rumore e dal chiacchiericcio del nulla.
Quest’oggi sto preparando la trippa e poi mi sposterò all’ostello San Hordi.
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La faccia di Gabriel e Kinga mentre mangiano la trippa alla romana

 

 

Una cosa che mi ha scandalizzato ieri sera è stato [censurato]
mio dio abbiamo una cultura dell’igiene che dovrebbero un po’ studiare negli altri paesi.
Che poi ieri sera camminando verso la discoteca abbiamo incontrato 3 ragazzi italiani di Corigliano, vicino Lecce.
Ad un certo punto Omi e Silvana hanno chiesto informazioni, ma i ragazzi gli hanno detto che parlavano solo italiano e non ignelse, così sono intervenuto io, dopo tre parole, ascoltando solo l’accento, gli ho chiesto:

-Ragazzi ma voi siete di Lecce, ma di Lecce Lecce?

E loro: No di Corigliano, vicino Otranto!
Anche loro si stavano dirigendo al club e così abbiamo camminato insieme a loro.
Ad un certo punto della serata è venuto spontaneo dire ad Omi e Silvana “Mena ragazzi che dobbiamo andare”
Oggi Omi e Silvana sono partiti, io sono un po’ malinconico, non so perchè, ma percepisco una ineluttabile solitudine che carratterizza la nostra vita, credo che le uniche cose che ci permettano di non essere soli siano la famiglia, gli amici ed uno scopo che ci motivi ogni mattina
Rifletto sull’importanza di molte persone e come queste servano a definire la nostra vita e chi siamo.
Questa vacanza mi sta facendo riflettere molto sul cibo ed il mangiare come momento di socializzazione e di cura di se stessi, perchè in fondo il cibo è ciò che facciamo entrare nel nostro corpo ed è importantissimo.
I ritmi , il “progresso” stanno inesorabilmente portando ad una perdita di questa conoscenza, una ignoranza alimentare ed anche i negozi “bio”, “fatti a mano”, “artigianali”, mancano di passione e sembrano forzati e finti.
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Welcome my son, welcome to the Machine

 

E’ interessante come i ragazzi che lavorano all’ostello siano internazionali.
Kinga è dell’Ungheria, Gabriel e Giselle dell’Argentina ed un’altra ragazza tedesca.
Alcuni come Kinga hanno letto online l’annuncio di lavoro e dai loro paesi hanno inviato il CV e poi a Barcellona hanno fatto il colloquio.
In alcuni momenti della giornata hanno la responsabilità di gestire l’ostello ed hanno 24 anni, fantastico.
Tempo di cambiare ostello e visitare un po di giardini.
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Contratti importanti lungo la Ronda de Sant Antoni

Jean Claude Forestier, paesaggista francese 1861-1930 scalinate di Montjuic, introduce il concetto di “giardino mediterraneo” nella Città di Barcellona.
Giardino di Mossen Costa I Llobrera, inaugurato nel 1970, 6 ettari per cactus e piante succulente
Architettto Joaquim Marie Casamor e Joan Panella
Ed ecco qui il segreto per la trippa alla romana , dispoinibile nella versione Inglese, Italiana, Ebraica, Tamil e Spagnola.

Ma come non avete capito? Ma è la MENTUCCIA (che è la morte sua)!

 

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Barcellona Parte 3, Paella Do Brasil

Disclaimer 1 L’italiano in questo è post è decisamente peggio dei precedenti, scritto di getto, alcune parti sono completamente sconnesse, c’è un motivo per il quale alle medie riuscivo a mala pena a raggiungere la sufficenza sufficienza.

Inutile giustificarlo con “Eh ma sai il flusso di coscenza, come se fosse antani” no le mie capacità espositive sono paragonabili ad un sasso di Matera.

Disclaimer 2 Questo post è estremamente smielenso.

Disclaimer 3 Le prossime foto saranno scannerizzate perchè le foto delle foto perdono troppa qualità.

05/10/16

Molo di Barcellona

Scrivere dal molo è veramente scomodo, ho conosciuto le mie compagne di stanza almeno il 50% (sono in una camera mista da 8).

Quelle più fredde, che c’erano anche ieri, sono due sorelle canadesi di Toronto di origine metà irlandese e metà inglese, le altre due ragazze californiane, una Angela asiatica piena di tatuaggi ed un piercing sul naso e l’altra Stevie (mi ha confermato come Stevie Wonder) di origine irlandese.

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Stevie regge due bottiglie di vino senza problemi.

Prima di cena dalla terrazza dell’ostello Kabul ho potuto vedere uno spicchio di luna sopra la Sagrada Familia, meraviglioso!

Non ho con me la macchina fotografica ma resterei qui tutta la notte.

Le onde si frangono dolcemente sugli scogli posti parallelamente al moto ondoso e con più forza verso la battigia. Si percepisce la sovrapposizione di questi due suoni come differenti toni di una stessa voce.

Le luci del lungomare si riflettono sul mare con una naturalezza che sembra essere il loro scopo, riflettere sul mare e definirlo, non il ruolo banale di illuminare la passeggiata. Intorno a me alcuni pescano, alcuni ridono ed io sono qui ad ammirare questo spettacolo.

Ogni città ha più anime, noi dobbiamo sforzarci di conoscerle e scoprire quella di cui innamorarci, l’ho finalmente trovata.

Infine c’è il vento, la brezza, che come in ogni città di mare che si rispetti bacia tutti con freddezza senza chiedere e senza pretendere.

Oggi dimenticavo ho fatto amicizia con due ragazzi di Treviso Federico e Federico.

Tamerici, platani, palme e tigli, nessun albero di ulivo, a me la scelta di queste piante non fa impazzire mi sembrava un minestrone, ma forse un motivo c’è.

[Censurato]

Un gelato 3 gusti sul lungomare 5,50€ 1 gusto 2,70€

Sono tornato sulla terrazza del Kabul e sono riuscito a fare una sorpresa alle 4 ragazze con cui ho parlato prima, sono riuscito a prendere 4 rose a 4 euro anche se il prezzo iniziale era di 2 euro per rosa ed entrare in camera senza farmi notare.

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Angela mi spiegava fisicamente che la chiamano “Chicken” per la postura assunta durante i pranzi dagli asiatici, peccato che la foto sia venuta mossa😀

Le due canadesi dormo da un po’, le americane invece si devono ancora cambiare. Qui fra 10 minuti chiudono il bar [ndr c’è un bar sopra la terrazza], ogni sera fino alle 01:00 di notte c’è la possibilità di socializzare solo ed esclusivamente con gli altri dell’ostello e mi sembra veramente bello.photoeditor-1477769614844

[—-] [Questa parte è censurata, se vuoi leggerla puoi scrivermi ad andciufo gmail.com]

06/10/16

Boulevard Rosa, struttura con finestre che simulano degli oblò di fronte a palazzi storici, periodo? (Io direi 60-70 più 70)

Devo scrivere della storia di Slava, il russo che a 12 anni con la famiglia si è trasferito in Belgio dalla Siberia, il padre era un operaio di una azienda petrolifera.

12:00

Check-in a Barcellona Central Garden Hostel, non so perché la Postepay non è andata bene.

Slava mi parlava del problema del Belgio di avere 3 lingue ufficiali (Francese, Fiammingo e Tedesco) e che la Polizia e gli atti amministrativi devono essere redatti nella specifica lingua ufficiale per quella regione. Questo è causa dei frequenti incidenti ferroviari in Belgio, fondamentalmente parlano lingue differenti.

21:30

Sto aspettando che si liberi un fornello oggi ho cambiato ostello quello nuovo è molto più pulito e confortevole.  Dovrei evitare di stare in pigiama nella sala comune perché ci si siedono tutti con i vestiti del giorno, se mi vedesse mamma.
Alle 14 sono andato con una ragazza brasiliana a mangiare un piatto di paella, non è il mio stereotipo di ragazza brasiliana (lo stereotipo è culo esagerato riccia ed alta 1,80), lei invece liscia, bassa e noiosa, ma avevo voglia di mangiare paella e ascoltare una storia nuova, però mannaggia la **** e **** il selfie da sola mentre siamo a tavola è il massimo della maleducazione.

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Pamela in una interessante conversazione

Ero senza parole quando l’ho vista infatti alla fine a differenza di come faccio solitamente [che offro] abbiamo smezzato il pranzo.

La storia di Pamela

Pamela è una ragazza di32 anni di una città estremamente piovosa del Brasile.

E’ una store manager di un negozio di scarpe e guadagna 6.000 qualcosa, la moneta brasiliana, 0,25 centesimi di euro per 1 qualcosa brasiliano, 1500 euro mese.

Il fratello è un ingegnere gestionale che lavora alla Exxon.

Ha origini polacche ed ama la Polonia.
Secondo lei, essendo tutta concentrata l’Europa, ha il clima tutto uguale, da Londra a Palermo, nel caso fosse servita la conferma sulle sue scarse capacità intellettive pari ad un sasso di Matera (ma senza il suo pregio culturale architettonico) c’era la sua assoluta ignoranza su cosa fosse la Sangria.

Ora non dico di pianificare anche quando fare la cacca, però studiare i piatti tipici!

Abbiamo mangiato da Palermo quando 11 anni fa la proprietaria dell’ostello, originaria di Buenos Aires si trasferì dall’Italia a Barcellona il vino della casa costava 2€ (ma soprattutto 11 anni fa gia c’era l’euro, ma tutto sto tempo come è passato?) e oggi invece 3,60€ una bottiglia e per essere il vino della casa era lontanissimo dal vino che fa il cugino dello zio Gianni che ognuno di noi ha, accettabilissimo.

La brasiliana dopo era ubriaca, e pensare che l’avevo bevuto quasi tutto io.

La Paella nulla di che, ho visto solo dopo come era conservate le cozze dentro i sacchi a rete in plastica, quando vado a comprare le cozze, come le vongole sono sempre sfuse all’interno di vasche con acqua corrente che viene cambiata. La carne era estremamente asciuttta, dire secca.

Pochi minuti fa sono entrato in camera e la brasiliana con cui condivido insieme ad altre 2 ragazze la stanza ( che non conosco) è sempre su Facebook, mi ha fatto vedere un video della sua città, li adesso è primavera, c’era la grandine ovunque.

Mi aveva detto che li c’era un tempo di merda.

Ah, Pamela nel tempo libero guarda serie TV come House of Cards, Narcos ed ha due cani.

La cosa positiva è che lepiaccioni i Pink Floyd, Deep Purple e BB King, però anche qui, se non conosci “Made in Japan” di che stiamo parlando?

Io sono proprio un cretino, mi sono scorado un asciugamano al vecchio albergo!

Contatterò sia l’albergo che la ragazza americana per sapere se l’ho dimenticato li.

Al pomeriggio 1645 ho riservato l’ingresso alla Sagrada Familia, è stato veramente emozionante. Prima di andare a pranzo con Pamela, che poi è stata la proprietaria dell’ostello ad organizzare questa uscita, da internet ho prenotato l’orario di ingesso, veramente bella come cosa ( non so se in Italia si può fare per qualche opera d’arte)

E’ stato veramente emozionante entrare nella Sagrada Familia, una esperienza rara.

Avevo tutto il tempo il sorriso ebete stampato sul volto.

Aveva spiovuto, il sole iniziava a tramontare illuminando le vetrate rosse dipingendo le fantastiche colonne di Dalì ed il volto dei turisti meravigliati di un rosso bellissimo.

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Non saprei proprio descriverla, tutta la passione di Cristo scolpita su una facciata, ma soprattutto i colori che dominavano spettacolarmente la chiesa erano un brivido lungo la schiena.
Credo di essere stato particolamente fortunato sia per lo spettacolo del sole al tramonto sia perché dopo un’ora ha iniziato pesantemente a piovere.

L’ostello è veramente bello sembra una famiglia. La proprietaria che tipa! Devo assolutamente scrivere dei suoi ragazzi italiani (di cui uno di Bain) del suo pessimismo nei confronti della scomparsa delle tradizioni e di come due ore di macchina non siano nulla.

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I blocchi che caratterizano l’Exploit sono bellissimi. Ildefonso Cerdá riuscì a realizzare qualcosa che trovo spettacolare, anche il fatto che sia una carreggiataa tre corsie ed un unico senso di marcia lo trovo urbanisticamente emozionante.

2 cose prima di andare a dormire.

Primo, la brasiliana nellla stanza apre l’ombrello per farlo asciugare, santo dio ma come? Al di la della sfiga, alla quale possiamo crederci o meno, nel 2016 abbiamo inventato i portaombrelli!

Non dico il bidet, che ormai mi sono fatto una ragione è esclusiva tutta italiana, ma il portaombrelli!

E poi sta cosa che camminavano tutti scalzi e i primi sono quegli zozzi degli ….. sullo stesso pavimento dove si cammina con le scarpe, se li lavassero almeno! No!

Senza pudore con i piedi nel letto.
Madonna che schifo!

C’è una puzza di scarpe in questa stanza pazzesca.

Domani sveglia alle 06:30 per vedere il parco di Gaudì, porcozio all’alba ma dalle 07 alle 08:00 è gratis.

[Spoiler per il prossimo episodio, indovina chi non si è svegliato alle 06:30? ]

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Barcellona parte 2, bagno (di)vino

Disclaimer 1. Ho saltato una parte del racconto perché mi sono dimenticato di far sviluppare un rullino e senza foto non sarebbe la stessa cosa

Disclaimer 2. Il mio italiano è veramente indecente, alcune parti sono sconnesse ma ho preferito ricopiare il diario fedelmente così come è stato realizzato per lasciarlo il più vero possibile

Disclaimer 3. Alle foto non ho applicato filtri particolari, semplicemente non so fare le foto e con la pellicola questo è palese

Disclaimer 4. E’ evidente che non sappia disegnare, in particolare non ho assoultamente padronanza della prospettiva, migliorerò con i prossimi viaggi!

05/10/16

Barcelloneta

Cambiati un po’ i programmi, prima ho fatto colazione poi ho visitato il mercato, ho ritrovato la mia penna nera.

Particolare il sole qui alle 11, la sabbia non è fantastica, ma il colore del mare è veramente bello.

La sabbia qui è scura con i ciottoli, alcuni molto belli.   bagno

Mi sono fermato in un bar ho preso un bicchiere di rosso ed un panino con il prosciutto herrano, molto turistico, ma sono curioso di scoprire cosa mi porteranno, il bicchiere è costato 3,90€ mentre il panino non ricordo, servito al tavolo, fronte mare. al-bar

Io adesso mangio e poi mi vado a comprare un costume devo assolutamente farmi il bagno.

Il vino ha superato il test. Dolce leggermente acido e poco alcolico. Il panino, un po’ meno, secco il pane, poco prosciutto, devo assolutamente comprare ed assaggiare del Jamon Herrano.

Nel locale dove mi trovo i posacenere hanno l’acqua dentro, che cosa interessante.

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Tinto Synera, il nome del rosso che ho preso.

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Carrer de Carbonell, questa strada mi ha incuriosito vicino Barcelloneta (o a Barcelloneta), vicino la stazione francese, perché gli spigoli di un palazzo avevano le stesse decorazioni, credo dei bugnati, che mi ricordano alcuni palazzi storici di Formi nello specifico quello accanto a Recco dove si trova al piano terra la pizzeria.

La stazione francese è stata un’altra realtà di Barcellona che ho visitato in mattinata lo stesso stile di Milano Centrale, con la sua struttura caratteristica in ferro.

Nota: il museo storico della Catalunya ricorda molto alcuni edifici presenti alla Giudecca a Venezia

 

05/10/16

14:30

Ho fatto il bagno a Barcellona, una di quelle cose che dovevo fare. Rispetto ai gabbiani che vedo a Gaeta qui ci sono i piccioni, fa un po’ schifo, i ciottoli come dicevo prima sono belli e l’acqua per essere una grande metropoli è pulita. Dopo pochi passi, forse un metro dalla battigia l’acqua diventa molto profonda, due metri dalla riva e già non si tocca. Sarà la temperatura, ma è pieno di inglesi, russi e tedeschi. Ad esempio la famiglia che mi ha guardato la borsa credo sia tedesca.

In spiaggia ci sono molti venditori ambulati, veramente molesti, l’unica cosa positiva che al posto delle granite vendono sangria e mojito.

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Nota: il grande palazzo in vetro che definisce lo skyline di Barcellona è il palazzo del “gas Natural fenosa”. Vicino al mare ci sono strutture di notevole pregio architettonico che però mi sembrano quasi denaturare il rapporto con il mare.

Indubbiamente questi edifici sono forma e sostanza di Barcellona, ma non li vedo in armonia con il mare, se non nell’ottica di una modernità che personalmente non mi piace.

 

Prova gelato, mi trovo in una gelateria artigianale, il piccolo viene 2,80, crema catalana e stracciatella.

Alla fine la prova gelato è fallita (o quasi), qualitativamente il latte della stracciatella era eccezionale, la crema Catalana non saprei. Quello che in verità mi ha lasciato perplesso è stato chiedere una coppa piccola e avendo scelto due gusti mi sono ritrovato una media, quindi 3,30 al posto di 2,80. E’ stato poco chiaro, non è nei 0,50 cent il problema.

Ho capito che la parte moderna di Barcellona non mi affascina, quella dei palazzi storici del 900 e del periodo coloniale le trovo bellissime, anche l’uso della pietra viva di alcuni palazzi mi fa impazzire.

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Il mare a Barcellona ha un colore bellissimo di un blu vivo, sarà il tipo di sabbia ciottolosa, ma è veramente bello.

Anche il sole al tramonto dipinge con colori stupendi Barcellona, peccato che nei prossimo giorni sarà nuvolosa (Sabato dovrebbero esserci anche i temporali)

 

(Nota, la spiaggia di Barcellona era particolarmente piena di cicche di sigarette)

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Terrazza dell’ostello

(Notavo solo ora che la terrazza dell’ostello abbozzata nella pagina precedente ha il pavimento sporco di cicche di sigaretta)

 

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Barcellona parte 1, la partenza

Intro:

7 giorni a Barcellona

5 Rullini da sviluppare

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3 Ostelli differenti

2 Notti al Kabul Hostel, 3 al Barcellona Garden Hostel, 2 al Saint Jordi Rock Palace, camerate miste con perfetti e perfette sconosciute.

15km percorsi a piedi ogni giorno

2 Oggetti dimenticati in ostello, un asciugamano ed un ombrello

Persone con cui ho stretto amicizia:

  • Due americane, west coast, la prima studia psicologia, l’altra, non mi ricordo, ma ricordo perfettamente l’intensità dei decibel del rutto che aveva emesso nella stanza, seguirono 20 minuti di applausi dal quinto piano, noi eravamo al terzo
  • Due canadesi
  • Un israeliano che studia ingegneria elettronica, da poco ha finito i suoi tre anni di servizio militare obbligatorio (altrimenti ergabbio)
  • Una ragazza del Galles di 21 anni, che aveva voglia di viaggiare nel weekend ed una capacità di reggere l’alcol mai vista in una donna
  • Una ragazza di Singapore che studia economics and business che vorrebbe fare un tour enologico in Italia
  • Una ragazza brasiliana, di origine polacca, di 32 anni, store manager in un negozio di scarpe, che passa il tempo libero con i cani e guardando serie tv
  • Un ragazzo di 18 anni americano che vuole vedere l’Europa prima di iscriversi in un college e studiare per diventare un venture capitalist
  • Una ragazza di 18 anni Australiana, la più giovane ragazza che abbia conosciuto che viaggiasse in solitaria
  • Tre ragazzi di Corigliano D’Otranto, perchè il Salento è ovunque

La parte successiva in corsivo è il diario così come è stato preso, mi scuso quindi per eventuali errori o un incorretto uso della consecutio temporum.

“03/10/16

Formia

Sarà fuori in giro per Barcellona, partirò domani in solitaria, ma devo capire che valigia portarmi”

“04/10/16

Aereo

La partenza

Nonostante sia riuscito a fare solo il 30% delle cose che avevo in programma sono partito.

A Barcellona dove soggiornerò per 7 giorni sarò in 3 ostelli differenti.

Questo sia perché nessuno aveva una completa disponibilità per 7 giorni sia perché volevo provarli tutti e tre.

Verso le 12:00 sono uscito dalla casa dove vivevo a Roma con Fede che mi ha accompagnato fino alla stazione Ostiense.

Aspettando il bus si sono seduti accanto a noi due vecchietti tornati dalla spesa confidandoci due verità sul loro passato:
“Alla nostra età a noi le panchine facevano allergia” (Riferendosi al fatto che erano iperattivi e non avevano il bisogno di stare seduti)

“Godetevi la vita che è breve e poi una volta arrivati al capolinea non si può fare molto”

Da Ostiense alle 12:55 ho preso il bus per Fiumicino accanto alla tipica donna dell’est figlia del degrado post sovietico.

Ciabatte, leggins fino al ginocchio e pelliccia di topo.

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Sono arrivato all’aeroporto con due ora e mezza di anticipo [questo dettaglio sarà fondamentale per il seguito] e per passare il tempo ho iniziato ad osservare tutti i punti ristorazione e la loro disposizione.

Dopo aver visto tutti i bar ho deciso di fermarmi al bar della Mercedes Benz perché dietro al brand della casa automobilistica ero abbastanza certo che la gestione fosse del gruppo Autogrill e volevo avere conferma dallo scontrino.

Così è stato.

Che poi Panino + Dessert + Acqua erano in offerta, ma preso ogni prodotto singolarmente quanto differisce dalla promozione? C’è un aumento degli utili a fronte della diminuzione dei margini perché c’è un aumento del valore dello scontrino medio?

Dopo il panino ho cambiato bar per il caffè, nulla di particolare, il ragazzo della cassa mi stava facendo pagare un caffe 0,85 centesimi  che è il prezzo per i dipendenti contro 1,10 € che è il prezzo al pubblico. Uno sconto del 23% , pensavo che costasse meno per i dipendenti, non dico regalato, ma qualcosa in meno sicuro.

Avevo già fatto controllare la valigia e così verso le 15:00 mi sono avviato al gate D8, che la ostess mi aveva precedentemente segnato, l’unico problema è che avevo perso la carta d’imbarco.

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Non conosco il momento preciso, dopo i controlli di sicurezza e dopo il panino con la porchetta sicuramente.

Dopo 20 minuti di fila arrivo dallo steward chiedendogli mezzo impanicato come potessi fare se il PDF sul telefono andava bene (per l’ansia mi ero scaricato anche l’app di Ryanair).

Il ragazzo mi aveva detto di non preoccuparmi e dopo aver preso il codice del PDF mi guarda e mi dice:

“Tu vai a Barcellona vero?”

“Si”

“Perché questa è la fila per Corfù”

Santabarbara!

Nella pratica mancavano 5 minuti alla partenza, fortunatamente l’aereo è partito con 15 minuti di ritardo.

Alla fine sono riuscito a partire per la Catalugna, ma essendo uno degli utlimi, nonnostante le due ore di anticipo mi è stato chiesto di imbarcare gratuitamente il bagaglio”IMG_20161004_155010.jpg

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Biologia della Sopravvivenza Aziendale

La Boston Consulting Group ha realizzato un’analisi molto interessante che trovate qui nel dettaglio.

La cosa che più mi ha affascinato è che sul piano qualitativo erano considerazioni non nuove rispetto a quanto trattato durante la preparazione all’esame di Ecologia Applicata.

L’articolo, rispetto a quanto studiato, si caratterizza per una analisi dei dati molto più strutturata e questa è stata una delle ragioni che mi ha spinto a scrivere un nuovo articolo.

Il concetto principale è il seguente:

Abbandonare una modellizzazione lineare dell’azienda e delle sue dinamiche considerando questa e le sue azioni all’interno di un sistema complesso adattivo.

Iniziamo però a snocciolare, come piace a me, un po’ di dati (un po’ presi dall’articolo un po’ aggiunti)

Oggi abbiamo 2,6 miliardi di persone che usano gli smartphone, il progresso ha incrementato sensibilmente la velocità con cui un nuovo prodotto può raggiungere tali persone e conseguentemente il tasso di adozione.

 

Tutto questo in termini quantitativi cosa significa?

 

La BCG ha analizzato la vita di 30.000 aziende quotate in borsa negli Stati Uniti su un arco temporale di 50 anni.

A causa di fusioni, acquisizioni o peggio ancora bancarotta hanno una probabilità su tre di essere “delistate” nei successivi 5 anni.

L’età media delle aziende che vengono “delistate” è passata dai 50 anni abbondanti ai 31.6.

 

Secondo le analisi di Martin Reeves, senior partner alla BCG, questo fallimento è da imputarsi alla incapacità di adattamento delle aziende ai cambiamenti (concedetemi la provocazione, sarebbe anche lecito domandarsi quante di queste aziende delistate abbiano chiesto consulenze in ambito strategico a BCG, Bain o McKinsey).

 

 

Soluzione per adattarsi velocemente al cambiamento, soluzione non nuova, è quella di prendere esempio dalle dinamiche che regolano gli ecosistemi.

 

Vedere l’azienda all’interno di un sistema complesso adattivo.

Sistema, perché formato da una pluralità di attori che interagiscono.

Complesso, in quanto le azioni e reazioni non sono regolate da funzioni lineari, ma non-lineari e conseguentemente meno prevedibili.

Adattivo, perché se perturbate da un elemento esterno al sistema riescono ad adeguarsi (affermava un mio amico biotecnologo riferendosi al corpo umano che in un sistema complesso l’introduzione di un corpo esterno o porta al collasso del sistema stesso o il sistema rigetterà il corpo esterno,  ci sarebbero dei “se” e dei “ma”, non è questo il momento)

I punti chiave identificati da Martin Reeves sono 6:

  • Eterogeneità

Le diversità di una forma di vita permettono un miglior adattamento quando determinate variabili che caratterizzano l’ecosistema cambiano. Ad esempio i differenti ceppi di un Virus permettono a questo lo sviluppo di un resistenza ai farmaci. L’autore evidenzia l’importanza di favorire i piccoli fallimenti aziendali per garantire la nascita e test di nuove idee. E’ da evitarsi l’estrema verticalizzazione dell’azienda e nel concreto il caso citato è quello della Fujifilm che è riuscita a sopravvivere alla rivoluzione del settore delle macchine fotografiche digitali, al contrario della Kodak. Fujifilm investì pesantemente in ricerca e sviluppo oltre ad acquisire più di 40 aziende.

 

  • Modularità

Su questo punto l’autore non è stato chiarissimo o forse sono io lento a capire il concetto (molto più probabile). Partiamo dal grande problema: spesso le aziende organizzate in strutture  funzionali e si determinano delle dinamiche da “silos”, reparti che comunicano poco o male tra di loro. La soluzione è aumentare le connessioni, i contatti per rendere il sistema robusto. La correlazione ecologica è con incendi occasionali che aiutano a garantire una “modularità” del sistema permettendo la nascita di zone della foresta con minore combustibilità.  Il concetto della modularità mi riporta ad una organizzazione per divisione dell’azienda (con tutti i pro e contro).

Anche qui perdonatemi se posso apparire un sofista ma non si capisce se si parla di resilienza o resistenza, due qualità differenti di un ecosistema (resiliente è subendo un danno dall’esterno riesce a ritornare velocemente alla condizione imperturbata, resistente è un sistema che per la perturbazione di un agente esterno viene danneggiato lievemente, ma se la magnitudo dell’agente è elevata un sistema resistente può collassare e non ritornare alla situazione originaria)

 

  • Ridondanza

Nel risk management questo concetto è fortemente sviluppato. Considerate ad esempio la circolazione ferroviaria, nel tempo la gestione della sicurezza si è sempre più sofisticata (nel senso positivo del termine).

L’infrastruttura è suddivisa in più sezioni, il distanziamento minimo tra due treni è tale che se il mezzo di testa si dovesse fermare a causa di un guasto allora il mezzo di coda deve poter effettuare una manovra di arresto.

Il sistema è progettato in modo tale che l’arresto di emergenza non sia vincolato al conducente. Se il conducente non dovesse intraprendere la manovra, il sistema elettronico automaticamente attiverà la manovra di arresto, se per colpa di un guasto tecnico il comando elettronico non dovesse funzionare allora  si attiverà un sistema meccanico tale da permettere l’inizio della manovra di arresto.

Inizialmente pensavo che questo andasse contro i principi “lean”, ma in realtà l’autore cita come caso di studio un evento occorso in Toyota. Un incendio nel 1997 alla Aisin Seiki, dove c’era l’unica fornitura di P-valves, avrebbe potuto bloccare la produzione per settimane. Ma Toyota e Aisin furono in grado di contattare più di 200 partner e riprendere in sei giorni la produzione con ritmo regolare. Attenzione, Aisin era l’unica azienda ad avere l’esperienza e la conoscenza per la produzione delle P-Valves, ma il fitto network di Toyta ha permesso di resistere e superare l’imprevisto.

In chiave ecosistemica questo meccanismo di difesa si riscontra nel sistema immunitario. Infatti abbiamo diverse linee di difesa contro i patogeni, barriere culturali (igiene personale), barriere fisiche (la pelle), un sistema immunitario (globuli bianchi) e la possibilità di ricorrere a trattamenti medici (antipiretici-antibiotici) che permettono di contrastare eventuali agenti patogeni.

  • Consapevolezza dell’imprevisto

Caratteristica di un sistema complesso adattivo è che noi non possiamo predire con certezza uno stato futuro. Nonostante questo possono essere acquisite informazioni e dati che definiscano un potenziale cambiamento.

In ambito aziendale poche cose sono più difficili da predire più del progresso e impatto di nuove tecnologie, ma è possibile, e sicuramente utile, collezionare attivamente le attività di competitor “Inusuali” (o non diretti, il termine inglese utilizzato è “Maverick”) per evitare di essere spazzati via dal mercato. Esempi di aziende che non sono riuscite a percepire questi segnali ci sono, i produttori di macchine fotografiche analogiche o per i produttori di compact disk con l’avvento delle PenDrive. Una strada per rilevare i deboli segnali del cambiamento può essere l’analisi del flusso delle smart money, ossia gli investimenti early stage dei Venture Capital. Successivamente capire se  una startup sta crescendo ed è apprezzata, capire che conseguenze può avere per il  business (sia minacce che opportunità ovviamente).

 

  • Feedback loops e meccanismi di adattamento

I meccanismi di feedback sono elementi che permettono al sistema di rimanere sano ed autoregolarsi. In natura si ha una selezione degli elementi che meglio si adattano al sistema, una mutazione genetica solo se porta ad un beneficio per la specie si conserva nel tempo poichè la specie con quel gene mutato meglio si adatterà alle condizioni del sistema in cui è inserito.  Accettare i fallimenti di progetti pilota per valutare nuove opportunità di business piuttosto che effettuare semplici ottimizzazioni operative. Sulla questione dei feedback nell’articolo si citano i manager giapponesi che spesso si spostano dai piani alti al “gemba” il piano dove ci sono gli operai di livello più basso, “quelli che si sporcano le mani”,  per acquisire informazioni nuove. La questione dell’acquisizione delle informazioni è fondamentale, trattata anche da Andrew Groove in “High Output Management”, da Steve Jobs (la leggenda narra che chiedesse sempre a chi fosse in ascensore con lui “Qual è il contributo che stai dando ad Apple”) .

Questo punto non pone la differenza tra un feedback negativo ed uno positivo, questa omissione mi sembra indebolire la correlazione.  L’autore vuole giustificare la necessità di tutelare l’eterogeneità all’interno di un sistema organizzativo in contrasto con il pensiero manageriale dominante che vede nell’eterogeneità una inefficienza, una dispersione delle risorse.  Il caso di successo che si cita è la Tata Consultancy Services, ma al di la del risultato finanziario 20 milioni di dollari di fatturato nel 1991, 1 miliardo di dollari nel 2003 e 15 miliardi nel 2015 andrebbero anche analizzate altre variabili come lo sviluppo tecnologico indiano, il costo della manodopera in India e la sua informatizzazione, probabilmente è stato trattato e non discusso per motivi di sintesi nell’articolo.

 

  • Fiducia e cooperazione

Affinché un sistema complesso possa conservarsi dinamicamente nel tempo è necessaria una cooperazione tra gli elementi (è estremamente semplificato come concetto, ma questo vale anche per i punti precedenti, è ovvio che in un ecosistema alcune specie competano per la sopravvivenza). Nell’economia dell’ambiente  è stato studiato da Garret Hardin the tragedy of the commons :

“Secondo questa impostazione, se un bene non appartiene a nessuno ma è liberamente accessibile, vi è una tendenza a sovrasfruttarlo. L’individuo che si appropria del bene comune, deteriorandolo, infatti, gode per intero del beneficio, mentre sostiene solo una piccola parte del costo (in quanto questo costo verrà socializzato). Poiché tutti ragionano nello stesso modo, il risultato è il saccheggio del bene. Analogamente, nessuno è incentivato a darsi da fare per migliorare il bene, poiché sosterrebbe un costo a fronte di un beneficio di cui non potrebbe appropriarsi che in parte.”

Secondo invece il primo premio nobel per l’economia di sesso femminile Elinor Ostrom, è possibile superare questo problema attraverso la cooperazione, che si traduce in fiducia tra gli utilizzatori, una conoscenza del rischio in caso di sovra sfruttamento, questa consapevolezza può portare a non massimizzare i profitti individuali, in favore dell’ottimo della collettività. Questo approccio è stato adottato dalla Novo Nordisk per entrare nel mercato farmaceutico Cinese nei primi anni ’90. Negli anni 90 in Cina non erano ancora diffuse in ambito medico delle procedure per l’analisi del diabete. Novo Nordisk ha iniziato a collaborare con il Ministero della Salute Cinese e la “World Diabetes Foundation”  per insegnare ad oltre 200.000 medici procedure per la diagnosi del diabete. Novo Nordisk non si è posizionata solo come un distributore di insulina, ma ha realizzato dei centri di ricerca e sviluppo in Cina oltre che di produzione.

Questi sforzi sono stati bene ricompensati.

Oggi la Novo Nordisk detiene il 60% del mercato dell’insulina in Cina.

 

 

In realtà gli ecosistemi sono sistemi complessi, molto delicati che impiegano migliaia di anni per svilupparsi e spesso basta un elemento esterno come l’uomo per portarli al collasso in poco tempo.

La correlazione, che ho trovato in alcuni punti forzata, è strutturata ed interessante.

Mi incuriosisce particolarmente conoscere l’evoluzione del pensiero delle società di consulenza strategica nei prossimi anni.

Chissà.

 

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Pixar, Artists, Founders and Corporate Innovation

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Sorgente: Pixar, Artists, Founders and Corporate Innovation

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Riflessioni su un approccio di Design Thinking proposto dall’ IDEO

Il numero di Settembre di HBR era focalizzato sul Design Thinking, a causa della sessione estiva l’ho letto in ritardo.

Un articolo che mi ha fatto riflettere è stato “Design to action”, scritto dal CEO della IDEO. Nell’articolo si discuteva di come il cambiamento nelle abitudini o nell’accettazione di una nuova strategia richiedesse una gradualità di azione.

L’Apple quando lanciò sul mercato il primo Ipod sapeva che l’introduzione dei giochi, delle varie app come quella per correre, non potevano ne dovevano avvenire in un unico momento.

Questo perché gli utenti inizialmente avrebbero dovuto accettare un nuovo prodotto che cambiava le loro abitudini di ascolto. Soltanto una volta che questo cambiamento era stato accettato potevano introdurre nuove funzionalità.

Lo stessa filosofia di approccio era stata adotatta dal progettista (o designer se preferite) del Palm Pilot Jeff Hawkins. Il palmare inizialmente doveva fare poche cose Rubrica-Calendario- Note perché altrimenti i clienti non sarebbero riusciti ad accettare un cambio di abitudini troppo rapido.

Secondo gli autori l’accettazione di una nuova strategia all’interno di una azienda, può e deve seguire un iter simile.

Spesso c’è uno scarso “Commitment” (perdonatemi, manon riesco a trovare un termine che renda l’idea in italiano) da parte dei manager nei confronti delle strategie definite da parte dei consulenti aziendali (indipendentemente se interni o esterni).

Le obiezioni più frequenti da parte dei dirigenti nei confronti delle nuove strategie sono:

  1. Questa strategia non è in linea con i problemi che riteniamo critici
  2. Questi non sono gli scenari che avremmo considerato
  3. Queste non sono le analisi che avremmo condotto
  4. Questa non è la soluzione che avremmo scelto

In questo modo l’esecuzione della strategia diventa un’eccezione piuttosto che una regola ed il problema è tanto più marcato quanto più la strategia si allontana dallo status quo.

La soluzione proposta dal CEO dell’IDEO si struttura attraverso un processo interattivo ed iterativo che si può articolare come segue:

  • Il consulente analizza una serie di problemi e ne discute con l’executive “Guarda questi sono i problemi che pensiamo essere critici, in quest’ordine di priorità, che ne pensi? Cosa ci sta sfuggendo?”
  • Sulla base di questa “sintesi” con chi poi implementerà la strategia, il designer avanza nel processo identificando dei possibili scenari da analizzare successivamente.

Anche in questo caso, attraverso l’interazione con l’executive, il designer può valutare la risposta, il feedback e capire se ha identificato tutti gli scenari o c’è qualche lacuna

  • Definiti in comune gli scenari da approfondire il designer inizia a scavare nelle analisi e, successivamente, la definizione della strategia diventa una formalità.

Personalmente non sono convinto di due punti:

  • della semplificazione nella definizione della strategia finale
  • delle dinamiche e condizionamenti che si potrebbero generare da un eccesso di feedback

E’ un articolo molto sintetico, di un processo molto più articolato ed alcune dinamiche vengono analizzate in questo libro, quindi un corretto approccio per avere una visione più chiara sarebbe leggere tutto il libro e non solamente quattro pagine sulla Harvard Business Review.

Mi torna alla mente è la massima di Henry Ford che affermava “Se avessi chiesto ai miei clienti cosa volevano, mi avrebbero chiesto probabilmente un cavallo più veloce”.

Inoltre il metodo, almeno per come è stato descritto, non sembrerebbe adatto a cambi drastici di direzione in tempi rapidi quando invece può essere richiesto da un mercato estremamente dinamico e volatile.

Ma sono delle mie personalissime considerazioni anche un po’ acerbe.

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