Lettere da Linkedin

Vi posto uno scambio, breve, di messaggi privati che c’è stato su linkedin la settimana passata dopo aver aperto un topic seguitissimo nel gruppo dell’AIDP(Associazione Italiana Dirigenti del Personale)

Il 28/08/11 13:14, Alessandro Raggi ha scritto:
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ciao ho letto il tuo topic e spero che il mio articolo sul ruolo dell’imprenditore, pubblicato nel numero di luglio di Persone & Conoscenze, possa darti qualche spunto d’interesse. Allego il link.
Mi farebbe piacere sapere che ne pensi. Ti saluto.
Alessandro Raggi
http://www.intelligenze.com/blog.html

 

On 09/04/11 2:23 AM, Andrea Ciufo wrote:
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Ho letto con interesse l’articolo, come già ti accennavo seppur sono ancora giovane e da meno di due anni mi interesso, per hobby, di Imprenditoria, Management e HR leggendo riviste come l’Impresa ed HBR il tema non mi è peregrino.

Ovviamente quelle che le riporto sono le mie riflessioni.

Sono pienamente in accordo con il non considerare l’Imprenditore come l’alter ego del Manager, ma sono convinto che le competenze manageriali possano dare una marcia in più all’Imprenditore.
L’anno scorso partecipando ad un progetto del Ministero della Gioventù, ISD!, nella giornata introduttiva ci è stato detto che in Italia venivano fondate numerose start-up ma che altrettante ne morivano perchè mancavano gli strumenti adatti, ovvero le competenze manageriali.
L’obiettivo del corso era proprio quello, dare degli strumenti per giovani imprenditori.

Io, personalmente, sono convinto che per il successo dell’impresa ci vogliano due cose:
un Imprenditore, ma soprattutto un Leader, con capacità manageriali seppur minime per avviare il progetto
un Team efficiente ed efficace che possa essere complemento di quelle competenze che non possono essere curate dall’Imprenditore

Sicuramente l’Imprenditore è il collante dell’azienda, soprattutto nella fase di nascita e crescita, ma mi domando, da ignorante, come si giustifica a fronte del tuo articolo il successo di grandi multinazionali quali Coca-cola, GM o P&G dove non vi è più la figura dell’Imprenditore, ma di un top manager?

Ti ringrazio per la mail.

Cordialmente

Andrea

Il 05/09/11 2:28, Alessandro Raggi ha scritto:
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ciao Andrea, complimenti per i tuoi studi e le tue riflessioni.
Concordo con te: le competenze manageriali possano dare una marcia in più all’Imprenditore. Le competenze manageriali in un impresa che inizi a d avere 50/100 dipendenti o ci sono internamente o vanno reperite all’esterno.

Sagace la questione delle Multinazionali, diciamo che il mio contributo va inquadrato in uno specifico contesto, che è quello delle imprese di medie dimensioni di stampo familiare, dove l’imprenditore o l’Imprenditore, c’è e non se ne può (spesso purtroppo…) fare a meno. Non penso che se l’imprenditore decidesse di lasciare l’azienda, questa non possa continuare con successo, e la mia non vuole essere (assolutamente) l’apologia dell’imprenditore.
La mia riflessione vuole essere anche uno “stimolo” verso tanti imprenditori che credono di poter fare da soli e meglio di chiunque altro. In realtà, superate certe dimensioni organizzative (50 dipendenti, 10 milioni di fatturato, ecc…) ciò non è pensabile neanche per il più illuminato degli imprenditori, e questo si deve dare una struttura manageriale. Il team manageriale deve avere competenze diverse da quelle dell’imprenditore (che spesso crede di poter dire ai suoi manager non solo cosa fare, ma anche come farlo!) e l’Imprenditore (maiuscolo) deve lasciare loro uno spazio autonomo e diverso dal suo. Le competenze sono differenti e pensare di integrarle, sarebbe bello, ma è mera utopia. Sono rarissimi gli imprenditori che riescono a diventare anche buoni manager (io non ne ho mai conosciuti).
Un imprenditore sa creare un impresa, un manager la sa condurre.
Come tra un costruttore di auto da corsa ed un pilota: l’uno non è meno dell’altro ma svolgono ruoli differenti.
Un caro saluto
Alessandro
On 09/06/11 12:54 AM, Andrea Ciufo wrote:
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Ciao sono molto contento e felice degli apprezzamenti che mi hai fatto, non mi capita tutti i giorni, anche perchè purtroppo non ho la possibilità di parlare con molte altre persone di questi argomenti. Mi sono già segnato il sito da cui mi hai fatto leggere l’articolo tra i preferiti ;D
Volevo chiederti, se posso, potrei pubblicare questa “conversazione epistolare” sul mio blog? Preferisci, sempre se posso, che oscuri il tuo nome?

Cordiali saluti
Andrea

 

Data: 6 settembre, 2011

pubblica pure, nessun segreto, anzi grazie
alessandro

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ps

In realtà dovevo continuare a parlare delle pavimentazioni flessibili/rigide, ma i programmi a lungo termine vanno sempre aggiornati per la via ;D
(Vi lascio con il dubbio che alcuni mi hanno evidenziato “Ma quindi meglio una pavimentazione flessibile o rigida?”. Lo scioglierò appena finiscono questi esami!)

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