MadeExpo Vs Saie

07/10/11

“Sono adesso sul treno che da Bologna mi riaccompagna a Roma, abbastanza stanco, ma soddisfattissimo di questa esperienza.

Quest’anno il “Made Expo” di Milano e il “Saie” sono capitati nella stessa settimana e così con la mente ancora fresca posso fare un piccolo confronto tra queste due fiere importantissime per chi si occupa di edilizia, design e impianti.
Il Made Expo ha curato di più la disposizione degli espositori, ogni padiglione aveva una caratteristica precisa e chiara, vi erano padiglioni dedicati  alle impermeabilizzazioni ed alle tecniche per realizzare coperture termicamente isolanti, altri dedicati ai software per la progettazione, altri ancora che si occupavano di interior design. Inoltre la cartina era molto chiara anche per chi si recava per la prima volta.

Al Saie invece era un po’ più difficile orientarsi e la disposizione degli espositori non era chiarissima, seppure vi erano spazi dedicati ad argomenti e tecnologie interessantissime: macchine da cantiere, gestione delle acque reflue, installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di riscaldamento geotermico.

Sicuramente, anche per chi non ci fosse andato, ma avesse solo letto le pubblicità si può dire che il Made Expo è rivolto ad un target quale Architetti, Designer ecc… il Saie al contrario è più per Ingegneri Civili,  in particolare strutturisti ed idraulici. Ho voluto precisare ciò perchè per quanto riguarda la realizzazione delle strade e infrastrutture viarie in genere c’era davvero poco, sia al Saie che al Made Expo.

Di interessante al Saie, nel mio settore,  ci sono state due aziende:

  • la prima, è stata la Full Service (Divisione Pavimentazioni) che si occupa dell’inerbimento delle scarpate dei rilevati e della produzione di un particolare legante per la realizzazione dello strato ultimo della pavimentazione assolutamente ecocompatibile. Un possibile utilizzo di  una loro emulsione liquida consolidante costituita da un legante polimerico liquido atossico potrebbe essere la strada che porta sul Monte Redentore a Formia che in alcuni tratti è asfaltata in altri invece c’è dello stabilizzato(brecciolino) pericolosissimo per chi si muove in motorino, oltre le deformazioni che quella pavimentazione ha subito nel tempo.

    Pavimentazione trattata con Soilsement

Ammetto che mi piacerebbe conoscere la resistenza nel tempo di questo polimero(il legante) a fenomeni di fatica  in funzione del peso e del numero di veicoli che percorrono la pavimentazione.

  • la seconda invece, la Plydex , si occupa della realizzazione e distribuzione di Geotessili, particolari materiali dagli usi più svariati:
      • rinforzo delle scarpate
      • migliore distribuzione dei carichi dalla pavimentazione al sottofondo
      • impermeabilizzazione di superfici per evitare risalite di acqua capillare
      • drenaggi

Con questa azienda ho chiarito un dubbio che avevo sull’uso dei geotessili per garantire maggiore stabilità alle piste temporanee di cantiere. Volevo sapere se c’era la possibilità di riutilizzare i geotessili al termine del cantiere e la dismissione di queste. Purtroppo quando si deve togliere il materiale al di sopra del geotessile si ha un deterioramento di questo ed un suo inutilizzo successivo. Rimango col dubbio che convenga effettivamente utilizzare i geosintetici(in particolare geogriglie) come rinforzo per le piste temporanee.”

Un esempio di geotessile in particolare una geogriglia

Al Made Expo invece?

A Milano di interessante c’era:

  • L’Italcementi(nonostante la figura non troppo positiva, vedi post precedente) con delle pavimentazioni rigide drenanti fantastiche che vanno dai 150 l/mq al minuto fino ai 300 l/mq al minuto(ovvero 150 bottiglie d’acqua da un litro in un  minuto su una superficie di un mq). Nella mia ignoranza non pensavo si potesse realizzare una pavimentazione drenante rigida(con un legante quale il cemento), nè l’avevo capito dagli appunti di Materiali Stradali ed è stata una scoperta interessantissima!

    Pervious Concrete, Il calcestruzzo drenante della Italcementi

  • La Pavesmac con la sponsorizzazione del Porfidbloc(un cubetto simile al san pietrino)  un composto cementizio vibrocompresso per la realizzazione di pavimentazioni di piazzali, marciapiedi, non solo con un costo molto più contenuto del classico cubetto di porfido ma anche con una maggiore resistenza all’usura!

Sembra il racconto di una gita del liceo o delle medie, infatti lo spirito con cui andavo era proprio quello di chi vede per la prima volta un mondo nuovo con la voglia e la curiosità di conoscere ed esplorare.

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