Romano Prodi, David Sassoli, Lezione sull’Europa

Oggi alla Sala del Garante in Piazza Montecitorio, c’è stato un incontro con Romano Prodi e David Sassoli al quale, grazie a due miei amici, ho avuto la possibilità di partecipare. E’ stato un piccolo dibattito sull’Europa e sull’economia insieme al Professore.

Prima di entrare  ho visto Maroni, quello buono, quello di Striscia, che aspettava qualche politico per scherzare un po’.

Nella sala appena sono entrato insieme a Fede  mi è molto dispiaciuto sapere che c’erano in prima fila i ragazzi del liceo classico Vivona con le domande preparate(i maschi che dovevano fare le domande erano perfino in giacca e cravatta) un artificio che ha fatto perdere un po’ l’immagine dell’evento, anche perché gli spunti per domande non preparate c’erano. Non era colpa di Sassoli o di Prodi, ma semplicemente degli insegnati.

Di cosa si è parlato? VIP dell’incontro sono stati:

  • L’Europa
  • La riduzione del debito pubblico italiano
  • La Cina

Coinvolgente ascoltare Prodi. Subito parlando dell’UE ha evidenziato che da tre generazioni non si ha una guerra tra gli stati membri(la guerra di Iugoslavia è fuori l’UE), tre generazioni dai tempi di Cristo.

Si è rivendicata l’importanza che ha avuto la moneta unica permettendo di smetterla con il giochino della svalutazione che costantemente era stato utilizzato dagli anni 80. Inoltre l’euro ha permesso di abbassare il costo dei mutui alleggerendo il carico per le famiglie, purtroppo vanificato da una inefficiente politica economica che si sarebbe dovuta accostare in sostegno. Quando Prodi lasciò il governo lo spread era allo 0,37% oggi invece, contingenza la crisi, supera il 5%. Personalmente mi ha dato una visione dell’Europa Unita sulla quale avevo riflettuto poco, della debolezza decisionale europea, della sua poca influenza a livello mondiale come voce unica, si veda per esempio il caso Israele-Palestina, ma anche del suo alto potenziale.

Affascinante sentirsi Europei, oltre che Italiani.

Anche il secondo punto, tema scottante, è stato trattato con spirito critico ed analitico. Non per difendere il suo governo voglio riportare solamente dei dati storici, quando siamo entrati nell’euro il nostro debito pubblico era al 120%, si era riusciti a diminuirlo, ma vuoi una crescita prossima allo zero che ha caratterizzato il governo Berlusconi, vuoi la crisi contingente e la speculazione, dopo una flessione siamo tornati al valore pre-euro.

Ma come fare per sanarlo?

Le soluzioni evidenziate dal Professore sono state due:

  • La Patrimoniale, che va ad incidere subito sugli italiani tassandoli salatamente
  •  Attraverso delle azioni congiunte quali:
  • Diminuzioni della spesa pubblica(tagli per dirla breve)
  • Riforma del lavoro
  • Lotta all’evasione fiscale

Si sono individuati due elementi tra loro vivamente connessi che accentuano il nostro arrancare:

  • Il mezzogiorno, sottosviluppato e incapace di crescere(nonostante in passato ci sia stata la famosa “Cassa del Mezzogiorno”
  • La criminalità organizzata

Il terzo punto è stato oggetto di una mia personale domanda rivolta a Prodi, come possiamo noi giovani competere con un mercato come quello cinese dove il costo del lavoro è ancora in rapporto1:8 rispetto quello italiano ed i diritti dei lavoratori sono pressoché nulli?

La Cina, che si prevede per il 2050 essere produttrice del 40% della ricchezza mondiale caratterizzata da un tasso di crescita del PIL dell’8% all’anno, negli ultimi 3 anni ha subito un aumento salariale del 17% e un aumento del valore dello yuan del 3%. Inoltre i cinesi si stanno un po’ “svegliando” recentemente ci sono stati scioperi in fabbriche importanti con una conseguente riduzione del rapporto(infatti alcune aziende già si stanno spostando in Vietnam dove il costo della manodopera è ancora più basso). Sul piano del lavoro manuale ancora non possiamo competere ma per il lavoro specializzato le retribuzioni sono le stesse, è stato citato l’esempio di Unicredit che paga un manager in Cina quanto in Italia. Della mia categoria, gli ingegneri non sono proprio sicuro, almeno fino a qualche anno fa c’era l’invasione degli ing. indiani, perché preparati e con un costo inferiore rispetto la media.

Un incontro veramente interessante e di spessore(escluse le domande preparate del liceo classico Vivona), spero se ne organizzino con più frequenza.

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