Liberalizzazioni, idee e critiche di uno studente univeristario prt2

Poichè il decreto legge è molto vasto come materie trattate e di alcune non mi sento abbastanza maturo per commentarle analizzerò come scritto nel post precedente 4 punti, così potrete anche andare a leggervi i punti che vi interessano senza sciropparvi tutto l’articolo, che lo ammetto è un pò lunghetto:

  • Giovani e Start-up
  • Taxi-Farmacie
  • Energia
    • Gas
    • Carburanti
  • Infrastrutture
    • Trasporto regionale su rotaia
    • Scorporo RFI dal Gruppo FS
    • Holding pubbliche, Municipalizzate
    • Grandi opere ed edilizia
  • Considerazioni personali

Giovani e Start-up

Se in Italia fare impresa è difficilissimo per una serie di limiti quali la pressione fiscale, una pubblica amministrazione lenta, inefficente ed una giustizia incerta, se sei un giovane è una vera e propria “mission impossible“.

Con il nuovo decreto con la cifra simbolica di 1 € si potranno fondare delle Società a Reddito Limitato (SRL) e questo vale per tutti gli under 35 senza dover passare dal Notaio ma semplicemente servirà un accettazione al registro delle imprese. I Notai evidenziano come questo possa portare ad un aumento del riciclaggio di danaro, la creazione di società fittizie ed infiltrazioni ad opera della criminalità organizzata. Tutte ragioni sacrosante, ma è il rischio che si deve correre quando si vuole innovare. Inoltre fino ad oggi la criminalità è sempre riuscita a reinvestire il danaro sporco nel mattone, attraverso scatole cinesi di imprese fittizie(vi ricordate la storia di DeGirolamo, il caso Fastweb e Mokbel?) quindi mi sembra una argomentazione poco solida, più per proteggere una figura professionale, che un rischio vero e proprio. Dico di più proprio perchè giovani, infatti, i controlli sulla provenienza dei soldi per gli investimenti meriteranno un occhio di riguardo da parte degli organi di supervisione.

Personalmente sono molto contento di questa novità che insieme agli sgravi fiscali per le assunzioni dei neo-laureati e delle donne, fatta nel precedente decreto salva Italia, mi sembra un buon segnale per abbattere e far scendere il tasso di disoccupazione giovanile, che ricordo essere al 30%.

Taxi-Farmacie

Due lobby di cui si sente molto parlare e non sempre visti bene dalla opinione pubblica, per una serie di ragioni.

Taxi

Seppur debole come motivazione ho sempre avuto paura di prendere un taxi perchè più volte è capitato che per aumentare le entrare non scegliessero la strada più breve, ma stranamente non sono l’unico (Lemiedisavventureconitaxi, LaconcorrenzaconiNCC) ed ho anche ricordi di quando mio padre rispose al tassista “Grazie per il giro turistico, ma non serviva”, se non sono visti benissimo dalla società ci sarà un perchè.

La Lega nella sua opposizione, un pò forzata e un pò populista rispetto a quella dell’IDV salvo poi salvare Cosentino, ha più volte sottolineato che non è il tipo di liberalizzazione che gioverà allo sviluppo dell’Italia. In effetti è vero non incide in modo significativo, ma è un segnale. E’ un segnale nei confronti di chi sta pagando dalla precedente manovra.

E’ bene dare un pò di dati:

Roma con 6.826 taxi ha un costo iniziale è di 2.8 euro, 0.92 euro al km, 23.7 euro all’ora.

Londra con 21.681 taxi il costo iniziale è di 2.55  euro,  1.71 euro al km,  28.62 euro all’ora.

Madrid con 15.646  2.15 € costo iniziale, 1,0 euro al km, 20,0 euro all’ora

Parigi con 15.500 taxi ha 2.3€ costo iniziale, 0.92  euro al km, 29.25  euro all’ora

Sui costi stiamo più o meno in linea ma per i cittadini il servizio è carente. In un sondaggio dell’EUROSTAT il servizio di Berlino e Parigi risulta molto buono con un indice di gradimento superiore all’80%, Madrid con il 69,98% e Roma al 65,98 reputato scarso, purtroppo non sono riuscito a trovare Londra, scusatemi.

Un’altra ambiguità, che lascia perplessi sulla loro onestà è la dichiarazione dei redditi. Un tassista guadagna 100-120 euro lordi al giorno che equivalgono a 2000 netti al mese(secondo l’Espresso del 06/01/12), se avete avuto modo di vedere piazza pulita o servizio pubblico oppure prendendo gli studi di settore il reddito medio(non i ricavi) è di 14.200 euro annui.

Ma cosa ha fatto la riforma nei confronti della categoria?

La riforma ha deciso che sarà l’Autorità di regolazione dei trasporti a definire le tariffe e l’emissione delle licenze e non più dei sindaci.

Qual è la differenza? Che l’Authority si pone come ente super partes mentre i sindaco è legato al suo elettorato e, quando questo può attigere a 6.576 tassinari come a Roma più familiari, l’imparzialità viene meno.

Le Farmacie

La riforma aumenta il numero di Farmacie presenti sul territorio Italiano, di 5.000 unità.

Permette non più un prezzo fisso sui medicinali di fascia A, se pagati direttamente dal cittadino e non a carico del servizio sanitario nazionale, con conseguenti dei risparmi per i consumatori. Stiamo parlando comunque di farmaci sotto ricetta medica il rischio mosso da alcuni di una impennata dei consumi è più imputabile ad un’abuso da parte del medico a cui ci rivolgiamo piuttosto che al Decreto in se.

I farmaci di fascia C restano comunque una esclusiva delle farmacie.

Inoltre con  il decreto i medici dovranno indicare l’esistenza di un farmaco generico a minor prezzo.

Poichè non si avrà un aumento dei consumi, stiamo parlando comunque di farmaci, si stima una forte flessione delle entrate delle farmacie, attualmente sono iscritti all’ordine dei farmacisti 81.624 soggetti ed ogni farmacista mediamente ha un giro di affari annuo di 133.250 €, significa che se pure ci fosse un calo del 50% avrebbero un giro di affari pari 66.625 euro, 5.550 al mese.

Energia

In Italia come avevo fatto notare ieri le aziende pagano un costo molto alto che incide sulla competitività.

La riforma prevede lo scorporo di SNAM(che gestisce la rete di trasporto del Gas in Italia) dall’Eni(il soggetto fornitore) e potenzialmente questo può portare ad una crescita della SNAM, con un miglioramento degli investimenti rispetto ai divindendi coneguentemente una efficenza maggiore. La società indipendente potrà garantire servizi neutrali a tutti gli operatori abbattendo una condizione di monopolio e questo si potrà riflettere in modo positivo sull’abbatimento dei costi per aziende energivore del settore cartiero, della ceramica, in sintesi tutto il gruppo Gas Intensive.

Fortunatamente sono state cancellate le norme per la semplificazione e la promozione delle estrazioni di gas e petrolio dal suolo e dai mari italiani. Resta comunque vietata l’attività petrolifera di qualunque genere a meno di 12 miglia dalla costa.  Non è che non capisco l’esigenza di dipendere meno da paesi come l’Iran ecc.. ma nell’eventualità che riaccada un evento come quello della Deepwater Horizon siamo sicuri che il gioco valga la candela, ma poi in Italia, l’Italia della gestione dei rifiuti , dei fusti tossici nel santuario dei cetacei, soprattutto per una nazione che dovrebbe puntare su un cavallo vincente quale il turismo?

Ha prevalso il buon senso, grazie di cuore.

Carburanti

Purtroppo il risparmio per i consumatori sarà basso, anche perchè il costo del carburante è legato al 59% da una componente fiscale e al 41% dal prezzo industriale, ma è anche vero che quando cala il prezzo del greggio c’è sempre qualche motivazione dei petrolieri per cui non possono abbassare i prezzi.

Con il decreto viene incentivato il self service che in Italia è al 33% in Germania al 99%  nel Regno Unito al 96% e in Francia pure, inoltre ci sarà la possibilità da parte dei gestori proprietari dell’impianto di acquistare il 50% del carburante erogato da chi vuole(leggi: dove costa meno) e non dalla bandiera dell’impianto.

Nelle stazioni con una superficie superiore ai 1500mq sarà possibile acquistare anche prodotti non-oil quali giornali, pezzi di ricambio, tabacchi. L’unico motivo che trovo a questo vincolo di metratura è per disincentivare le piccole stazioni diseconomiche e critiche sul piano ambientale(pulizia, rifornimento dei serbatoi). Su viale Marconi a Roma ce ne sono come funghi e personalmente più volte mi è capitato vedere chiazze di colore vario accanto alle pompe che finiscono dirette nel sistema fognario con tutti i problemi che comportano.

Infrasttrutture

Trasporto regionale su rotaia

La situazione pre decreto era la seguente: le Regioni non erano obbligate a mettere a gara i treni dei pendolari, anche noti come “carri bestie”,  caratteristici per i loro ritardi. Con il decreto al termine del contratto di sei anni stipulato con Trenitalia, le Regioni saranno obbligate a bandire delle aste. In questo modo si potrà abolire il monopolio che fino ad ora ha caratterizzato il trasporto ferroviario, chi c’ha provato, pre-decreto, come la Arenaways è stata ostacolata duramente fino al fallimento. Molti sono scettici sulla base di esperienze come in Lombardia, in Veneto e in Emila, personalmente la possibilità di una gara  e quindi la concorrenza tra più players con l’obiettivo del miglior rapporto qualità prezzo mi sembra di grande slancio per un settore che dovrebbe essere potenziato e migliorato.

L’Autorità definirà, successivamente, specifici diritti, anche di tipo risarcitorio, degli utenti nei confronti dei servizi e delle infrastrutture.

Scorporo RFI e Gruppo FS

Il ministro Passera ritiene che lo scorporo di RFI(proprietaria della rete ferroviaria, l’infrastruttura) dal Gruppo FS(nella quale si trova Trenitalia, che gestisce il servizio) non sia necessario e le attuali norme permettono già l’ingresso di altri concorrenti. Questo sulla carta è vero, ma NTV da anni sta cercando di inserirsi nel mercato del trasporto Alta Velocità, con non pochi ostacoli, forse si sarebbe potuto fare di più come per lo scorporo di SNAM dall’ENI. Il principio è sempre quello garantire maggiore concorrenza separando chi detiene l’infrastruttura da chi la utilizza erogando un servizio.

Questo scorporo viene rimandato all’Authority e citando Passera “Sarà l’Authority a vedere come rendere efficace la separazione tra l’infrastruttura e la gestirone del servizio. Già oggi l’Italia si colloca a un livello elevato, si vedrà se andare oltre e come”. Resta la domanda che mi ponevo prima, NTV, con tutti i treni già testati ecc., ancora non è in funzione.

Holding Pubbliche

Le holding pubbliche ovvero le aziende con partecipazione degli enti locali vengono incentivate a crescere ampliando il loro bacino di utenza(da un  livello comunale a provinciale).  Si potenzia così il servizio pubblico locale migliorando il fattore concorrenza. Inoltre fino ad oggi per affidare, senza gara, dei servizi ad aziende pubbliche controllate al 100% dall’ente locale, la soglia massima era pari a 900mila euro del valore contrattuale, con il decreto viene abbassata a 200 mila.

Una forma di privatizzazione si potrebbe giustamente obiettare, ma fino ad oggi molti comuni, specie i meno virtuosi(vedi lo scandalo Atac a Roma che trasversalemnte tocca politici di destra e sinistra), hanno di fatto sfruttato molto queste società attraverso assunzioni facili per raccogliere consensi elettorali(a danno della collettività). Questa può essere una strada verso l’efficienza e la trasparenza, infatti non si nega la partecipazione delle holding pubbliche ma ci sarà una gara avendo così una rosa di scelte maggiore.

Grandi Opere

Fortunatamente hanno definanziato il Ponte Sullo Stretto! Un’opera che, stando ai rumors universitari, ma non solo è assolutamente inutile, citando un mio professore di cui però non farò nome “Se voi prendete tutti i maschi Calabresi e Siciliani e li mettete in Sicilia, mentre le donne in Calabria comunque non avrete una domanda di mobilità tale da giustificare la costruzione dell’opera”.

Le cifre stanziate dal Governo Berlusconi vengono reinvestite per opere medio-piccole  strategicamente più importanti:

  • Ammodrenamento delle scuole (556 milioni), di cui due terzi al Sud
  • Difesa del suolo(750 milioni), anche se, piccolo sfogo personale, qui si dovrebbe potenziare la lotta all’abusivismo edilizio soprattutto dove il rischio idrogeologico è maggiore, ma è comunque un investimento importante
  • Manutenzione della rete ferroviaria (840 milioni)

 

Il CIPE ha sbloccato 6.2 miliardi per interventi infrastrutturali. Viene dedicato un ammontare di 212 milioni di investimenti(64 stanziati dallo Stato) per programmi di edilizia abitativa scolastica e sociale nelle regioni Calabria, Abbruzzo e Lazio. Spero che ci sia una idoneo controllo della gestione di questi fondi da parte delle autorità e dei cittadini, perchè la possibilità di infiltrazione è alta.

 

Considerazioni Personali

Sono molto soddisfatto di buona parte delle norme che difficilmente sarebbero potute essere realizzate ed approvate da un governo non tecnico, sotto schiaffo di questi stessi poteri forti. Sicuramente si vedranno scioperi da parte delle categorie colpite, che rivendicheranno le loro posizioni, molto spesso preferendo l’immobilismo che li ha caratterizzava, c’è da aspettarselo ascoltare le loro ragioni è giustissimo ma la collettività è sempre l’obiettivo ultimo. Adesso dobbiamo metterci del nostro, dobbiamo impegnarci per una ricrescita anche perchè ci aspetta un anno in cui si dovrà stringere la cinghia con un pil in contrazione del 2%. Dobbiamo essere attenti  che quelle risorse stanziate, che quelle gare vengano gestite nell’interesse della collettività, non di cerchie ristrette. La capillarità con cui possono circolare le notizie nel web 2.0  mi rendono fiducioso nella eventualità di una cattiva gestione, che si possa subito bloccare con interventi ed iniziative popolari.

Queste considerazioni e analisi seppur supportate da dei dati restano molto personali, qundi vi invito a leggere a mettere sempre in discussione una idea, ad approfondire delle notizie e soprattutto ad una apertura mentale verso il confronto, senza essere aggressivi, cercando di capire ed ascoltare anche le altre parti con cui vi confrontate. E’ un momento davvero difficile, particolarmente per noi giovani, dobbiamo tornare a comunicare e cooperare, è faticoso, indubbiamente, ma  scusate la cecità altre strade io non ne vedo.

 

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2 commenti

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2 risposte a “Liberalizzazioni, idee e critiche di uno studente univeristario prt2

  1. per quanto riguardo i taxi ti porto altri due dati
    il primo dimostra come un percorso simile costi circa il 20% in più, ad esempio, rispetto a Madrid e Barcellona (confrontando Roma e Milano): http://www.nuovaresistenza.org/2012/01/15/schedail-costo-dei-taxi-in-europa-il-messaggero/

    e qui spiega come un’ora in taxi a Madrid costi circa il 40% in meno che a Milano (verso la fine dell’articolo): http://www.taxistory.it/wordpress/?p=11953

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