La ricerca dell’equilibrio

E’ quasi passato un anno da quando ho ricevuto il mio smartphone, il mio primo smatphone.

Veramente un grande strumento,  ricevere e-mail  di lavoro e rispondere mentre si è sul treno, avere la possibilità di cercare informazioni attraverso un browser di navigazione, poter tenere traccia dei risultati quando vado a correre o inviare messaggi senza dovermi preoccupare del costo del sms se è Wind Vodafone ecc tutte queste cose sono grandiose.

Purtroppo se da un lato ci sono questi pregi e facilitazioni dall’altro ci sono anche elementi negativi, ad esempio , per me,  l’applicazione di Facebook.

Questo per me che sono una persona “socialmente iper-attiva” si traduce nel condividere tutto, dalla foto al piatto di pasta all’ultima canzone che ho ascoltato.

Non so come lo chiamerebbero gli psicologi, ogni pausa che faccio, ogni momento apparente morto, mi piace (ma più che piacere la chiamerei pulsione) leggere gli aggiornamenti di Facebook.

Questo non solo ammazza la concentrazione perché spesso si dilungano le pause, ma soprattutto potrei fare altro, come facevo un po’ di tempo fa.

Se in autobus non è interessante il paesaggio fuori dal finestrino posso sempre leggere un libro, se la signora di fronte in metro mi guarda storto posso sempre ascoltare una canzone, un album degli anni ’70 dei Beatles.

Delle attività decisamente più significative.

Risolvere la questione è in generale molto semplice, basta non andare su Facebook(generalizzo qualsiasi social network), il problema è la sua implementazione.

La concentrazione, le pulsioni, le controlliamo non solo con la forza di volontà (variabile principale) ma anche immergendoci in un ambiente adatto.

L’immagine che mi viene in mente è quella dei monaci tibetani che meditano nell’assoluto silenzio dentro il monastero.

Se l’ambiente non è adatto e può capitare (qualsiasi sia l’obiettivo, dallo smettere di fumare al cercare di studiare per gli esami), va creato o ricercato, così da rendere più facile il cambiamento di abitudini.

 

Tutto questo per dire cosa?

Volevo raccontarvi che ho cancellato l’applicazione di Facebook dal mio smartphone e volevo farla sembrare una svolta epocale.

Buon Week End!

 

ps. A breve partirò con un nuovo blog in inglese(maccheronico, ma da qualche parte dovrò cominciare) sul mondo delle startup, ma senza volermi spacciare per esperto o luminaredato che non ho il titolo ne le competenze, ho solo voglia di raccontarvi quello che mi stupisce di questo ecosistema
Ovviamente qui continuerò a scrivere!

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Archiviato in Racconti universitari, Tecnologia

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