Ricordi del Liceo Alberti, di una Autogestione e del “Giornalino Scolastico”

Oggi stavo sistemando la mia stanza a Formia ed ho ritrovato pezzi del mio passato rievocando così ricordi che avevo completamente dimenticato.

Nel 2008, durante l’Autogestione del Liceo, avevo organizzato un corso sulla storia del Rock dalle origini fino ai SOAD.  Il nome era osceno “Storia delle Rocce”  le persone pensavano fosse un corso di geologia. Purtroppo l’Autogestione era vissuta come un momento di svago e rimasi deluso profondamente dalla cosa scrivendo un articolo molto polemico sul giornalino della scuola, che ho riportato in questo post (il mio liceo era frequentato da 700-800 studenti con relativi professori).

Non ho apportato correzioni o modifiche all’articolo originario, mi piaceva riportare su questo blog questo ricordo nudo e crudo come lo fu a suo tempo.

“A proposito di quell’autogestione

Quest’anno dopo un anno di stasi si è svolta la settimana dello studente. Durata dal 6 al 9 febbraio almeno sulla carta si presentava come un progetto costruttivo, che avrebbe permesso allo studente di ampliare la propria cultura fuori da quegli schemi della conoscenza scolastica. La realtà si è invece rivelata diversa ed un po’ deludente. E’ accaduto che nelle prime due ore i corsi venivano frequentati dalla maggioranza degli studenti, soprattutto del biennio, un po’ forzati dalla security poi la frequenza si riduceva fino a sparire completamente.

Mi correggo, più che sparire gli studenti migravano in massa verso i campetti di calcio o il tavolo da ping pong dove si svolgevano i relativi tornei (a pagamento). Faccio fatica a spiegarmi come mai questo grande interesse rispetto a corsi intellettualmente più stimolanti, (per citarne alcuni lo studio del montaggio cinematografico o i vari sulla storia della musica).

La conclusione cui sono pervenuto è la seguente:

l’odore del maschio sudato ha una forza attrattiva più grande di qualsiasi dibattito o approfondimento che possa ampliare la propria cultura.

Ma c’è di più!

Questa massiccia migrazione di studenti ha tolto la materia prima agli organizzatori dei corsi: gli ascoltatori. Così che demoralizzati molti hanno chiuso baracca. Sono stati pochi i corsi che hanno resistito nonostante i pochi interessati, merito della caparbietà di tutti coloro che non si sono lasciati scoraggiare, gli unici che hanno capito il vero valore dell’autogestione.

Sono convintissimo che nella Scuola questa settimana sia stata vissuta dalla maggior parte degli studenti come un momento di puro svago e riposo senza considerare minimamente lo studio ed il lavoro che c’era da parte degli organizzatori anche per una sola ora di lezione.

Avrei apprezzato la partecipazione dei professori durante questo periodo, perché i corsi non erano indirizzati solo agli studenti.

Sarebbe stato piacevole uno scambio di ruolo e percepire una voglia attiva da parte dei docenti di conoscere i nostri pensieri e le nostre idee, ma nulla di ciò è accaduto.

L’unica eccezione che ho potuto constatare è stato il professore Pastorello il quale ha perfino preso la mia chitarra acustica e ha incominciato a suonare insieme ad un video degli ZZ Top! presentando opinioni riguardo eventi musicali.

Questi giorni sono stati per me molto significativi e formativi mi hanno reso cosciente di quanto sia indifferente la maggior parte della mia generazione.

Spiego meglio: se argomenti proposti dagli studenti stessi non interessano potrà mai attrarre una lezione di storia o la spiegazione delle emozioni di un dipinto di Monet?

Ignoro cosa interessi oggigiorno alla massa adolescenziale e ho paura.

Non sono certo determinato a rievocare l’attivismo (giusto o sbagliato che sia stato) di quaranta anni fa, ma sicuramente è necessaria una presa di coscienza della nostra voglia di non-conoscere.

L’autogestione è stata la dimostrazione che la nostra fame di sapere tende allo zero. Questa critica sia ben inteso vale anche per gli studenti “dalla media elevata” che hanno dato l’immagine di persone legate ad un numero, ad una votazione e non interessate ad una oggettiva volontà di conoscere.

L’anno prossimo non dovrei (salvo imprevisti) essere al liceo Alberti, ma mi auguro che la maturità collettiva cresca affinché la prossima settimana studentesca sia costruttiva di quest’ultima.”

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