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Barcellona prt. 5 la pasta al sugo Australo-Tedesca

09/10/16 Saint Jordi Hostel

E’ comunque interessante riflettere sulla differenza di età tra me Omi e Silvana. Dei tre io ero il più grande, Omi 23 e Silvana 21, tutti e tre eravamo in viaggio in solitaria, ma per i loro genitori non c’erano problemi di viaggio.

Inoltre Omi ha svolto 3 anni di servizio militare perché in Israele è obbligatorio, sia per gli uomini che per le donne, quest’ultime rispetto ai ragazzi devono fare un anno in meno.

Passeggiando con Omi ho potuto vedere delle differenze tra i nostri sistemi educativi (anche con Silvana).

Ad esempio Omi non ha studiato Storia Dell’Arte, probabilmente viene da una sorta di Istituto Tecnico, ma ha studiato programmazione iniziando con Pascal.

Ora lui lavora come sviluppatore in una startup che ha raccolto 100milioni di euro con 60 dipendenti, clienti come Netflix e uffici a Londra e Parigi.

Suo padre è ingegnere elettronico, la madre dentista, il fratello maggiore ingegnere meccanico e la sorella ingegnere biomedico.

Oggi ho camminato tantissimo ed ho visto i giardini botanici (due).

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Devo iniziare a pensare cosa regalare a Claudia.

Oggi inoltre è successa una cosa strana, non so come, ne quando …[Censurato]

10/10/16

Saint Jordi Hostel

Sto per andare a dormire, domani vorrei vedere il museo di storia di Barcellona e la Pedrera.

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A cena ho cucinato una carbonara, mentre cucinavo sono arrivati due ragazzi lei bionda giacca di pelle converse e calzini che nascondevano qualche origine del nord Europa, lui invece scarpe bucate calzino alto di spugna, felpa scambiata e pantaloncini.

Lei 18 anni australiana, con genitori tedeschi (il calzino non mente) e anche lui 18 da New York.

Entrambi trascorrevano un anno sabatico prima di cominciare l’università, si sono conosciuti lavorando in una fattoria in Portogallo 20/30 ore alla settimana in cambio di vitto e alloggio gratuiti.

Avevo calato più pasta di proposito per conoscere qualcuno. Così quando la ragazza australiana mi ha fatto i complimenti per l’aspetto del piatto mentre mescolavo la pasta con la carbonara, ha preparato un piatto anche per lei e lui, inutile dire quanto fossero felici.

Per ricambiare il favore hanno fatto un piatto della loro pasta per me.
Come hanno preparato la pasta?  (Davvero volete saperlo?)

Hanno preso l’acqua e senza aspettare che bollisse hanno buttato dentro la pasta, una volta cotta (senza assaggiare) hanno aperto il sugo pronto di pomodoro (a freddo, come la morte) e l’hanno versato sopra, tutti e due felici di condividere con me questo momento di gloria culinaria.

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Un mal di pancia allucinante.

La salsa più la pasta erano salatissime, ma non ho fatto lo spocchioso e così il mio commento è stato “normale” e aggiungendo che il giorno dopo gli avrei insegnato a cucinare.

Visto che mi è avanzato un bel pezzo di guanciale e formaggio preparerò una amatriciana.

Appuntamento alle 19:30 nella cucina dell’ostello.

La Pedrera note sparse:

  • Sagrada Familia -> le colonne si diramano secondo le equazioni di paraboloidi iperbolici che ritroviamo negli alberi, l’uso di colonne in Cemento Armato Precompresso ha permesso di raggiungere altezze superiori alle basiliche tradizionali, rendendola una delle più alte al mondo
  • Ferro battuto riciclato nei parapetti della Pedrera

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  • Mattone per archi catenari per sostenere la terrazza.
  • Conoscenza maniacale di Dali per la geometria descrittiva.
  • I comignoli non sono sterili elementi funzionali, questi ispireranno George Lucas per le truppe dell’Impero

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  • Le facciate autoportanti della Pedrera permettono di realizzare grandi finestre
  • La famiglia Guell era una borghesia che pagava i lavori avrebbe poi venduto quelle abitazioni

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  • Gaudi studio molto i frattali nello specificole geometrie degli oggetti naturali (mais, pigne, palme). Cercava di identificare equazioni dietro queste forme
  • I mobili in rovere e frassino sono coerenti con l’edificio
  • Sono stati effettuati degli studi ergonomici sulle sedie
  • L’ergonomia della maniglia: calco in argilla così da sapere qual è la forma più opportuna. Vivere il problema per capire come progettare la soluzione.
  • La sedia era stata progettata con uno spazio centrale per impugnarla nel caso fosse servito spostarla

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  • E’ possibile quindi identificare di una progettazione integrata dell’abitazione, dove tutto è gli spazi sono pensati in funzione degli arrendi e viceversa, non sono due fasi della progettazione indipendenti

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Che poi una volta che la guida inizia a raccontare dello studio della geometria descrittiva di Gaudi pensare alla forma Gaussiana della finestra è un attimo.

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Io non so disegnare credo si noti 🙂

La cucina ha i fornelli senza fiamma ed una piastra veniva scaldata con un bruciatore e su questa posizionata la pentola, sarà questo che ha portato ad alcuni paesi ad usare le piastre piuttosto che la fiamma viva?

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Superiormente decorazione in gesso.

Ho visto alla Pedrera il primo bidet in Spagna, forse devo ricredermi e la regola vale solo per gli ostelli dove sono stato, chissà!

Interessante come alla fine della visita sia obbligatorio attraversare lo shop o l’invito ad acquistare qualcosa per avere una foto stampata gratis con lo sfondo della Pedrera (ti fanno la foto con un telo bianco dietro e poi applicano uno sfondo).

Sono al Bar Pinotxo, molto carino era sulla lista dei migliori posti dove mangiare a Barcellona.

Il vino nulla di che.

Ho ordinato della carne grigliata e del codfish fritto con pomodori.

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Il nome del locale deriva dal cane del figlio di uno dei proprietari.

Il pesce è fritto da loro nella farina di mais, pazzesco!

Il caffè è buono, la miscela deve avere una certa quantità di robusta.

Mangiare qui è stato un vero piacere.

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Barcellona prt 4, la trippa, la amatriciana, lu Salentu e le riflessioni esistenziali

Luogo: WC Barcellona Garden Hostel
Sveglia alle 06:30 un paio di palle, però ho dormito benissimo!
Doveva svegliarmi Silvana, ma ha spento la sveglia e si è rimessa a dormire.
Quando è suonata la mia alle 06:50 ho capito che era tardi e mi sono rimesso a dormire anche io fino alle 08:00.
Ho fatto una colazione fantastica infatti avevo comprato il latte di soya i cereali integrali e due pesche al discount.
Qui le pesche sono eccezionali ed economiche 1,50 €/kg.
Lo yogurt greco qui è finto, ha 3,4 g di proteine per 100g di prodotto.
Ah, sono al cesso, perchè ormai ho capito come gestire l’assenza del bidet in questo mondo di barbari, dopo doccia e poi si esce.
Anche a Barcellona come a Parigi nei palazzi il primo piano era dei nobili ed i superiori dei poveri, questo perchè in estate i piani superiori sono più caldi.
Il modernismo Catalano, da approfondire, veramente affascinante.
Ho fatto amicizia con altri due ragazzi Silvana e Omi. Lei del Wales (Galles) e Omi di Tel Aviv.
Siamo in giro sul bus Hop-on Hop-off
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170m la torre che caratterizzerà la Sagrada Familia
“Il mio cliente non ha fretta” Gaudi sui tempi di costruzione della Sagrada Familia.
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Oggi siamo andati al mercato della Boqueria e c’era la signora che puliva i ricci, cazzo che emozione!
Ero con Silvana ed Omi (che essendo ebreo non dovrebbe mangiare molluschi) e loro non avevano mai mangiato un ricco di mare!
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08/10/16
Cose da fare oggi:
Mercato di santa Caterina
Sono stato al mercato questa mattina di Santa Caterina, meno turistico, decisamente, pieno di Barcelloneti (?), che con calma facevano tutto,
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anche la fila scorreva lentissima.
09/10/16

Il mercato di Santa Caterina che ho visitato ieri è bellissimo. Era pieno di persone del posto che conoscevano i negozianti. Si respirava un’aria bellissima, così ho comprato 1kg di trippa, una sorta di guanciale molto grasso

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Le signore del guanciale e pecorino

e salato di cui non ricordo il nome,

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Sta mentuccia pare che sta a morì (ed è così), ma era l’unica che ho trovato

la mentuccia ed altri ingredineti per preparare la Trippa alla romana e la amatriciana per tutto l’ostello.

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Che fai nella pasta e nella trippa un po’ di pecorino non ce lo metti?!

 

Al pomeriggio ho riposato e poi sono uscito con Omi per vedere due bellissime Cattedrali gotiche, anzi una cattedrale ed una chiesa.
La “Cattedrale”, sulla mappa non viene riportato un nome (perchè è chiamata semplicemente “La Cattedrale”), e la chiesa gotica di Santa Maria Del Mare.
La sera Omi ha cucinato il sciasciuchi, credo anche scritto appam, io ho calato 700 grammi di pasta corta Garofalo, ed ho preparato una sorta di amatriciana perchè ho usato il pecorino locale ed il sapore del guanciale era molto forte.
Le persone dell’ostello erano felicissime, abbiamo anche realizzato un fantastico video dove abbiamo spiegato il segreto della trippa alla romana in 5 differenti lingue:
inglese, italiano, ebraco, una sorta di hindi (tamil) e spagnolo.
La pasta è stata un successo, apprezzatissima.
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Il famoso sorriso da “Amatriciana fatta da Andrea”

 

Successivamente siamo andati a ballare in una delle discoteche più importanti d’Europa 17€ di ingresso + 4€ per ogni shoot di vodka o jager. il nome dovrebbe essere Raz Mataz.
I DJ erano veramente bravi in tutte e tre le sale hanno realizzato dei bellissimi mix, volevo ballare tutto il tempo.
Alla fine alle cinque siamo andati a dormire anche perchè alle 10:30 avevamo il check out, nonostante la mia proposta per un afterone.
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C’è molto rumore, le cose importanti, le emozioni più belle sono coperte dal rumore e dal chiacchiericcio del nulla.
Quest’oggi sto preparando la trippa e poi mi sposterò all’ostello San Hordi.
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La faccia di Gabriel e Kinga mentre mangiano la trippa alla romana

 

 

Una cosa che mi ha scandalizzato ieri sera è stato [censurato]
mio dio abbiamo una cultura dell’igiene che dovrebbero un po’ studiare negli altri paesi.
Che poi ieri sera camminando verso la discoteca abbiamo incontrato 3 ragazzi italiani di Corigliano, vicino Lecce.
Ad un certo punto Omi e Silvana hanno chiesto informazioni, ma i ragazzi gli hanno detto che parlavano solo italiano e non ignelse, così sono intervenuto io, dopo tre parole, ascoltando solo l’accento, gli ho chiesto:

-Ragazzi ma voi siete di Lecce, ma di Lecce Lecce?

E loro: No di Corigliano, vicino Otranto!
Anche loro si stavano dirigendo al club e così abbiamo camminato insieme a loro.
Ad un certo punto della serata è venuto spontaneo dire ad Omi e Silvana “Mena ragazzi che dobbiamo andare”
Oggi Omi e Silvana sono partiti, io sono un po’ malinconico, non so perchè, ma percepisco una ineluttabile solitudine che carratterizza la nostra vita, credo che le uniche cose che ci permettano di non essere soli siano la famiglia, gli amici ed uno scopo che ci motivi ogni mattina
Rifletto sull’importanza di molte persone e come queste servano a definire la nostra vita e chi siamo.
Questa vacanza mi sta facendo riflettere molto sul cibo ed il mangiare come momento di socializzazione e di cura di se stessi, perchè in fondo il cibo è ciò che facciamo entrare nel nostro corpo ed è importantissimo.
I ritmi , il “progresso” stanno inesorabilmente portando ad una perdita di questa conoscenza, una ignoranza alimentare ed anche i negozi “bio”, “fatti a mano”, “artigianali”, mancano di passione e sembrano forzati e finti.
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Welcome my son, welcome to the Machine

 

E’ interessante come i ragazzi che lavorano all’ostello siano internazionali.
Kinga è dell’Ungheria, Gabriel e Giselle dell’Argentina ed un’altra ragazza tedesca.
Alcuni come Kinga hanno letto online l’annuncio di lavoro e dai loro paesi hanno inviato il CV e poi a Barcellona hanno fatto il colloquio.
In alcuni momenti della giornata hanno la responsabilità di gestire l’ostello ed hanno 24 anni, fantastico.
Tempo di cambiare ostello e visitare un po di giardini.
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Contratti importanti lungo la Ronda de Sant Antoni

Jean Claude Forestier, paesaggista francese 1861-1930 scalinate di Montjuic, introduce il concetto di “giardino mediterraneo” nella Città di Barcellona.
Giardino di Mossen Costa I Llobrera, inaugurato nel 1970, 6 ettari per cactus e piante succulente
Architettto Joaquim Marie Casamor e Joan Panella
Ed ecco qui il segreto per la trippa alla romana , dispoinibile nella versione Inglese, Italiana, Ebraica, Tamil e Spagnola.

Ma come non avete capito? Ma è la MENTUCCIA (che è la morte sua)!

 

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Barcellona Parte 3, Paella Do Brasil

Disclaimer 1 L’italiano in questo è post è decisamente peggio dei precedenti, scritto di getto, alcune parti sono completamente sconnesse, c’è un motivo per il quale alle medie riuscivo a mala pena a raggiungere la sufficenza sufficienza.

Inutile giustificarlo con “Eh ma sai il flusso di coscenza, come se fosse antani” no le mie capacità espositive sono paragonabili ad un sasso di Matera.

Disclaimer 2 Questo post è estremamente smielenso.

Disclaimer 3 Le prossime foto saranno scannerizzate perchè le foto delle foto perdono troppa qualità.

05/10/16

Molo di Barcellona

Scrivere dal molo è veramente scomodo, ho conosciuto le mie compagne di stanza almeno il 50% (sono in una camera mista da 8).

Quelle più fredde, che c’erano anche ieri, sono due sorelle canadesi di Toronto di origine metà irlandese e metà inglese, le altre due ragazze californiane, una Angela asiatica piena di tatuaggi ed un piercing sul naso e l’altra Stevie (mi ha confermato come Stevie Wonder) di origine irlandese.

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Stevie regge due bottiglie di vino senza problemi.

Prima di cena dalla terrazza dell’ostello Kabul ho potuto vedere uno spicchio di luna sopra la Sagrada Familia, meraviglioso!

Non ho con me la macchina fotografica ma resterei qui tutta la notte.

Le onde si frangono dolcemente sugli scogli posti parallelamente al moto ondoso e con più forza verso la battigia. Si percepisce la sovrapposizione di questi due suoni come differenti toni di una stessa voce.

Le luci del lungomare si riflettono sul mare con una naturalezza che sembra essere il loro scopo, riflettere sul mare e definirlo, non il ruolo banale di illuminare la passeggiata. Intorno a me alcuni pescano, alcuni ridono ed io sono qui ad ammirare questo spettacolo.

Ogni città ha più anime, noi dobbiamo sforzarci di conoscerle e scoprire quella di cui innamorarci, l’ho finalmente trovata.

Infine c’è il vento, la brezza, che come in ogni città di mare che si rispetti bacia tutti con freddezza senza chiedere e senza pretendere.

Oggi dimenticavo ho fatto amicizia con due ragazzi di Treviso Federico e Federico.

Tamerici, platani, palme e tigli, nessun albero di ulivo, a me la scelta di queste piante non fa impazzire mi sembrava un minestrone, ma forse un motivo c’è.

[Censurato]

Un gelato 3 gusti sul lungomare 5,50€ 1 gusto 2,70€

Sono tornato sulla terrazza del Kabul e sono riuscito a fare una sorpresa alle 4 ragazze con cui ho parlato prima, sono riuscito a prendere 4 rose a 4 euro anche se il prezzo iniziale era di 2 euro per rosa ed entrare in camera senza farmi notare.

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Angela mi spiegava fisicamente che la chiamano “Chicken” per la postura assunta durante i pranzi dagli asiatici, peccato che la foto sia venuta mossa 😀

Le due canadesi dormo da un po’, le americane invece si devono ancora cambiare. Qui fra 10 minuti chiudono il bar [ndr c’è un bar sopra la terrazza], ogni sera fino alle 01:00 di notte c’è la possibilità di socializzare solo ed esclusivamente con gli altri dell’ostello e mi sembra veramente bello.photoeditor-1477769614844

[—-] [Questa parte è censurata, se vuoi leggerla puoi scrivermi ad andciufo gmail.com]

06/10/16

Boulevard Rosa, struttura con finestre che simulano degli oblò di fronte a palazzi storici, periodo? (Io direi 60-70 più 70)

Devo scrivere della storia di Slava, il russo che a 12 anni con la famiglia si è trasferito in Belgio dalla Siberia, il padre era un operaio di una azienda petrolifera.

12:00

Check-in a Barcellona Central Garden Hostel, non so perché la Postepay non è andata bene.

Slava mi parlava del problema del Belgio di avere 3 lingue ufficiali (Francese, Fiammingo e Tedesco) e che la Polizia e gli atti amministrativi devono essere redatti nella specifica lingua ufficiale per quella regione. Questo è causa dei frequenti incidenti ferroviari in Belgio, fondamentalmente parlano lingue differenti.

21:30

Sto aspettando che si liberi un fornello oggi ho cambiato ostello quello nuovo è molto più pulito e confortevole.  Dovrei evitare di stare in pigiama nella sala comune perché ci si siedono tutti con i vestiti del giorno, se mi vedesse mamma.
Alle 14 sono andato con una ragazza brasiliana a mangiare un piatto di paella, non è il mio stereotipo di ragazza brasiliana (lo stereotipo è culo esagerato riccia ed alta 1,80), lei invece liscia, bassa e noiosa, ma avevo voglia di mangiare paella e ascoltare una storia nuova, però mannaggia la **** e **** il selfie da sola mentre siamo a tavola è il massimo della maleducazione.

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Pamela in una interessante conversazione

Ero senza parole quando l’ho vista infatti alla fine a differenza di come faccio solitamente [che offro] abbiamo smezzato il pranzo.

La storia di Pamela

Pamela è una ragazza di32 anni di una città estremamente piovosa del Brasile.

E’ una store manager di un negozio di scarpe e guadagna 6.000 qualcosa, la moneta brasiliana, 0,25 centesimi di euro per 1 qualcosa brasiliano, 1500 euro mese.

Il fratello è un ingegnere gestionale che lavora alla Exxon.

Ha origini polacche ed ama la Polonia.
Secondo lei, essendo tutta concentrata l’Europa, ha il clima tutto uguale, da Londra a Palermo, nel caso fosse servita la conferma sulle sue scarse capacità intellettive pari ad un sasso di Matera (ma senza il suo pregio culturale architettonico) c’era la sua assoluta ignoranza su cosa fosse la Sangria.

Ora non dico di pianificare anche quando fare la cacca, però studiare i piatti tipici!

Abbiamo mangiato da Palermo quando 11 anni fa la proprietaria dell’ostello, originaria di Buenos Aires si trasferì dall’Italia a Barcellona il vino della casa costava 2€ (ma soprattutto 11 anni fa gia c’era l’euro, ma tutto sto tempo come è passato?) e oggi invece 3,60€ una bottiglia e per essere il vino della casa era lontanissimo dal vino che fa il cugino dello zio Gianni che ognuno di noi ha, accettabilissimo.

La brasiliana dopo era ubriaca, e pensare che l’avevo bevuto quasi tutto io.

La Paella nulla di che, ho visto solo dopo come era conservate le cozze dentro i sacchi a rete in plastica, quando vado a comprare le cozze, come le vongole sono sempre sfuse all’interno di vasche con acqua corrente che viene cambiata. La carne era estremamente asciuttta, dire secca.

Pochi minuti fa sono entrato in camera e la brasiliana con cui condivido insieme ad altre 2 ragazze la stanza ( che non conosco) è sempre su Facebook, mi ha fatto vedere un video della sua città, li adesso è primavera, c’era la grandine ovunque.

Mi aveva detto che li c’era un tempo di merda.

Ah, Pamela nel tempo libero guarda serie TV come House of Cards, Narcos ed ha due cani.

La cosa positiva è che lepiaccioni i Pink Floyd, Deep Purple e BB King, però anche qui, se non conosci “Made in Japan” di che stiamo parlando?

Io sono proprio un cretino, mi sono scorado un asciugamano al vecchio albergo!

Contatterò sia l’albergo che la ragazza americana per sapere se l’ho dimenticato li.

Al pomeriggio 1645 ho riservato l’ingresso alla Sagrada Familia, è stato veramente emozionante. Prima di andare a pranzo con Pamela, che poi è stata la proprietaria dell’ostello ad organizzare questa uscita, da internet ho prenotato l’orario di ingesso, veramente bella come cosa ( non so se in Italia si può fare per qualche opera d’arte)

E’ stato veramente emozionante entrare nella Sagrada Familia, una esperienza rara.

Avevo tutto il tempo il sorriso ebete stampato sul volto.

Aveva spiovuto, il sole iniziava a tramontare illuminando le vetrate rosse dipingendo le fantastiche colonne di Dalì ed il volto dei turisti meravigliati di un rosso bellissimo.

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Non saprei proprio descriverla, tutta la passione di Cristo scolpita su una facciata, ma soprattutto i colori che dominavano spettacolarmente la chiesa erano un brivido lungo la schiena.
Credo di essere stato particolamente fortunato sia per lo spettacolo del sole al tramonto sia perché dopo un’ora ha iniziato pesantemente a piovere.

L’ostello è veramente bello sembra una famiglia. La proprietaria che tipa! Devo assolutamente scrivere dei suoi ragazzi italiani (di cui uno di Bain) del suo pessimismo nei confronti della scomparsa delle tradizioni e di come due ore di macchina non siano nulla.

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I blocchi che caratterizano l’Exploit sono bellissimi. Ildefonso Cerdá riuscì a realizzare qualcosa che trovo spettacolare, anche il fatto che sia una carreggiataa tre corsie ed un unico senso di marcia lo trovo urbanisticamente emozionante.

2 cose prima di andare a dormire.

Primo, la brasiliana nellla stanza apre l’ombrello per farlo asciugare, santo dio ma come? Al di la della sfiga, alla quale possiamo crederci o meno, nel 2016 abbiamo inventato i portaombrelli!

Non dico il bidet, che ormai mi sono fatto una ragione è esclusiva tutta italiana, ma il portaombrelli!

E poi sta cosa che camminavano tutti scalzi e i primi sono quegli zozzi degli ….. sullo stesso pavimento dove si cammina con le scarpe, se li lavassero almeno! No!

Senza pudore con i piedi nel letto.
Madonna che schifo!

C’è una puzza di scarpe in questa stanza pazzesca.

Domani sveglia alle 06:30 per vedere il parco di Gaudì, porcozio all’alba ma dalle 07 alle 08:00 è gratis.

[Spoiler per il prossimo episodio, indovina chi non si è svegliato alle 06:30? ]

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Biologia della Sopravvivenza Aziendale

La Boston Consulting Group ha realizzato un’analisi molto interessante che trovate qui nel dettaglio.

La cosa che più mi ha affascinato è che sul piano qualitativo erano considerazioni non nuove rispetto a quanto trattato durante la preparazione all’esame di Ecologia Applicata.

L’articolo, rispetto a quanto studiato, si caratterizza per una analisi dei dati molto più strutturata e questa è stata una delle ragioni che mi ha spinto a scrivere un nuovo articolo.

Il concetto principale è il seguente:

Abbandonare una modellizzazione lineare dell’azienda e delle sue dinamiche considerando questa e le sue azioni all’interno di un sistema complesso adattivo.

Iniziamo però a snocciolare, come piace a me, un po’ di dati (un po’ presi dall’articolo un po’ aggiunti)

Oggi abbiamo 2,6 miliardi di persone che usano gli smartphone, il progresso ha incrementato sensibilmente la velocità con cui un nuovo prodotto può raggiungere tali persone e conseguentemente il tasso di adozione.

 

Tutto questo in termini quantitativi cosa significa?

 

La BCG ha analizzato la vita di 30.000 aziende quotate in borsa negli Stati Uniti su un arco temporale di 50 anni.

A causa di fusioni, acquisizioni o peggio ancora bancarotta hanno una probabilità su tre di essere “delistate” nei successivi 5 anni.

L’età media delle aziende che vengono “delistate” è passata dai 50 anni abbondanti ai 31.6.

 

Secondo le analisi di Martin Reeves, senior partner alla BCG, questo fallimento è da imputarsi alla incapacità di adattamento delle aziende ai cambiamenti (concedetemi la provocazione, sarebbe anche lecito domandarsi quante di queste aziende delistate abbiano chiesto consulenze in ambito strategico a BCG, Bain o McKinsey).

 

 

Soluzione per adattarsi velocemente al cambiamento, soluzione non nuova, è quella di prendere esempio dalle dinamiche che regolano gli ecosistemi.

 

Vedere l’azienda all’interno di un sistema complesso adattivo.

Sistema, perché formato da una pluralità di attori che interagiscono.

Complesso, in quanto le azioni e reazioni non sono regolate da funzioni lineari, ma non-lineari e conseguentemente meno prevedibili.

Adattivo, perché se perturbate da un elemento esterno al sistema riescono ad adeguarsi (affermava un mio amico biotecnologo riferendosi al corpo umano che in un sistema complesso l’introduzione di un corpo esterno o porta al collasso del sistema stesso o il sistema rigetterà il corpo esterno,  ci sarebbero dei “se” e dei “ma”, non è questo il momento)

I punti chiave identificati da Martin Reeves sono 6:

  • Eterogeneità

Le diversità di una forma di vita permettono un miglior adattamento quando determinate variabili che caratterizzano l’ecosistema cambiano. Ad esempio i differenti ceppi di un Virus permettono a questo lo sviluppo di un resistenza ai farmaci. L’autore evidenzia l’importanza di favorire i piccoli fallimenti aziendali per garantire la nascita e test di nuove idee. E’ da evitarsi l’estrema verticalizzazione dell’azienda e nel concreto il caso citato è quello della Fujifilm che è riuscita a sopravvivere alla rivoluzione del settore delle macchine fotografiche digitali, al contrario della Kodak. Fujifilm investì pesantemente in ricerca e sviluppo oltre ad acquisire più di 40 aziende.

 

  • Modularità

Su questo punto l’autore non è stato chiarissimo o forse sono io lento a capire il concetto (molto più probabile). Partiamo dal grande problema: spesso le aziende organizzate in strutture  funzionali e si determinano delle dinamiche da “silos”, reparti che comunicano poco o male tra di loro. La soluzione è aumentare le connessioni, i contatti per rendere il sistema robusto. La correlazione ecologica è con incendi occasionali che aiutano a garantire una “modularità” del sistema permettendo la nascita di zone della foresta con minore combustibilità.  Il concetto della modularità mi riporta ad una organizzazione per divisione dell’azienda (con tutti i pro e contro).

Anche qui perdonatemi se posso apparire un sofista ma non si capisce se si parla di resilienza o resistenza, due qualità differenti di un ecosistema (resiliente è subendo un danno dall’esterno riesce a ritornare velocemente alla condizione imperturbata, resistente è un sistema che per la perturbazione di un agente esterno viene danneggiato lievemente, ma se la magnitudo dell’agente è elevata un sistema resistente può collassare e non ritornare alla situazione originaria)

 

  • Ridondanza

Nel risk management questo concetto è fortemente sviluppato. Considerate ad esempio la circolazione ferroviaria, nel tempo la gestione della sicurezza si è sempre più sofisticata (nel senso positivo del termine).

L’infrastruttura è suddivisa in più sezioni, il distanziamento minimo tra due treni è tale che se il mezzo di testa si dovesse fermare a causa di un guasto allora il mezzo di coda deve poter effettuare una manovra di arresto.

Il sistema è progettato in modo tale che l’arresto di emergenza non sia vincolato al conducente. Se il conducente non dovesse intraprendere la manovra, il sistema elettronico automaticamente attiverà la manovra di arresto, se per colpa di un guasto tecnico il comando elettronico non dovesse funzionare allora  si attiverà un sistema meccanico tale da permettere l’inizio della manovra di arresto.

Inizialmente pensavo che questo andasse contro i principi “lean”, ma in realtà l’autore cita come caso di studio un evento occorso in Toyota. Un incendio nel 1997 alla Aisin Seiki, dove c’era l’unica fornitura di P-valves, avrebbe potuto bloccare la produzione per settimane. Ma Toyota e Aisin furono in grado di contattare più di 200 partner e riprendere in sei giorni la produzione con ritmo regolare. Attenzione, Aisin era l’unica azienda ad avere l’esperienza e la conoscenza per la produzione delle P-Valves, ma il fitto network di Toyta ha permesso di resistere e superare l’imprevisto.

In chiave ecosistemica questo meccanismo di difesa si riscontra nel sistema immunitario. Infatti abbiamo diverse linee di difesa contro i patogeni, barriere culturali (igiene personale), barriere fisiche (la pelle), un sistema immunitario (globuli bianchi) e la possibilità di ricorrere a trattamenti medici (antipiretici-antibiotici) che permettono di contrastare eventuali agenti patogeni.

  • Consapevolezza dell’imprevisto

Caratteristica di un sistema complesso adattivo è che noi non possiamo predire con certezza uno stato futuro. Nonostante questo possono essere acquisite informazioni e dati che definiscano un potenziale cambiamento.

In ambito aziendale poche cose sono più difficili da predire più del progresso e impatto di nuove tecnologie, ma è possibile, e sicuramente utile, collezionare attivamente le attività di competitor “Inusuali” (o non diretti, il termine inglese utilizzato è “Maverick”) per evitare di essere spazzati via dal mercato. Esempi di aziende che non sono riuscite a percepire questi segnali ci sono, i produttori di macchine fotografiche analogiche o per i produttori di compact disk con l’avvento delle PenDrive. Una strada per rilevare i deboli segnali del cambiamento può essere l’analisi del flusso delle smart money, ossia gli investimenti early stage dei Venture Capital. Successivamente capire se  una startup sta crescendo ed è apprezzata, capire che conseguenze può avere per il  business (sia minacce che opportunità ovviamente).

 

  • Feedback loops e meccanismi di adattamento

I meccanismi di feedback sono elementi che permettono al sistema di rimanere sano ed autoregolarsi. In natura si ha una selezione degli elementi che meglio si adattano al sistema, una mutazione genetica solo se porta ad un beneficio per la specie si conserva nel tempo poichè la specie con quel gene mutato meglio si adatterà alle condizioni del sistema in cui è inserito.  Accettare i fallimenti di progetti pilota per valutare nuove opportunità di business piuttosto che effettuare semplici ottimizzazioni operative. Sulla questione dei feedback nell’articolo si citano i manager giapponesi che spesso si spostano dai piani alti al “gemba” il piano dove ci sono gli operai di livello più basso, “quelli che si sporcano le mani”,  per acquisire informazioni nuove. La questione dell’acquisizione delle informazioni è fondamentale, trattata anche da Andrew Groove in “High Output Management”, da Steve Jobs (la leggenda narra che chiedesse sempre a chi fosse in ascensore con lui “Qual è il contributo che stai dando ad Apple”) .

Questo punto non pone la differenza tra un feedback negativo ed uno positivo, questa omissione mi sembra indebolire la correlazione.  L’autore vuole giustificare la necessità di tutelare l’eterogeneità all’interno di un sistema organizzativo in contrasto con il pensiero manageriale dominante che vede nell’eterogeneità una inefficienza, una dispersione delle risorse.  Il caso di successo che si cita è la Tata Consultancy Services, ma al di la del risultato finanziario 20 milioni di dollari di fatturato nel 1991, 1 miliardo di dollari nel 2003 e 15 miliardi nel 2015 andrebbero anche analizzate altre variabili come lo sviluppo tecnologico indiano, il costo della manodopera in India e la sua informatizzazione, probabilmente è stato trattato e non discusso per motivi di sintesi nell’articolo.

 

  • Fiducia e cooperazione

Affinché un sistema complesso possa conservarsi dinamicamente nel tempo è necessaria una cooperazione tra gli elementi (è estremamente semplificato come concetto, ma questo vale anche per i punti precedenti, è ovvio che in un ecosistema alcune specie competano per la sopravvivenza). Nell’economia dell’ambiente  è stato studiato da Garret Hardin the tragedy of the commons :

“Secondo questa impostazione, se un bene non appartiene a nessuno ma è liberamente accessibile, vi è una tendenza a sovrasfruttarlo. L’individuo che si appropria del bene comune, deteriorandolo, infatti, gode per intero del beneficio, mentre sostiene solo una piccola parte del costo (in quanto questo costo verrà socializzato). Poiché tutti ragionano nello stesso modo, il risultato è il saccheggio del bene. Analogamente, nessuno è incentivato a darsi da fare per migliorare il bene, poiché sosterrebbe un costo a fronte di un beneficio di cui non potrebbe appropriarsi che in parte.”

Secondo invece il primo premio nobel per l’economia di sesso femminile Elinor Ostrom, è possibile superare questo problema attraverso la cooperazione, che si traduce in fiducia tra gli utilizzatori, una conoscenza del rischio in caso di sovra sfruttamento, questa consapevolezza può portare a non massimizzare i profitti individuali, in favore dell’ottimo della collettività. Questo approccio è stato adottato dalla Novo Nordisk per entrare nel mercato farmaceutico Cinese nei primi anni ’90. Negli anni 90 in Cina non erano ancora diffuse in ambito medico delle procedure per l’analisi del diabete. Novo Nordisk ha iniziato a collaborare con il Ministero della Salute Cinese e la “World Diabetes Foundation”  per insegnare ad oltre 200.000 medici procedure per la diagnosi del diabete. Novo Nordisk non si è posizionata solo come un distributore di insulina, ma ha realizzato dei centri di ricerca e sviluppo in Cina oltre che di produzione.

Questi sforzi sono stati bene ricompensati.

Oggi la Novo Nordisk detiene il 60% del mercato dell’insulina in Cina.

 

 

In realtà gli ecosistemi sono sistemi complessi, molto delicati che impiegano migliaia di anni per svilupparsi e spesso basta un elemento esterno come l’uomo per portarli al collasso in poco tempo.

La correlazione, che ho trovato in alcuni punti forzata, è strutturata ed interessante.

Mi incuriosisce particolarmente conoscere l’evoluzione del pensiero delle società di consulenza strategica nei prossimi anni.

Chissà.

 

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“Si me sfragno na gamba e nun po’ lavora’ comunque si seccheno” La Matrice Eisenhower Urgenza Priorità

Ciò che è importante raramente è anche urgente e ciò che è urgente raramente è importante”

-Eisenhower

Un sabato la signora Ilaria era andata a fare la spesa al mercato.
La signora lavorava in una importante società di consulenza e non aveva sempre tempo di andare al mercato personalmente, quando poteva si recava sempre da Mimino* il suo contadino di fiducia, il quale la conosceva da anni, tanto da aver visto crescere i figli di Ilaria.
Quel sabato Ilaria si lamentava proprio con Mimino di come i figli, ormai cresciuti, la ignorassero, sempre presi dalle loro attività o dagli amici.
Mimino con la sua saggezza popolare rispose: “A signo’, ma me scusi, ma s’io a li zucchini e alle melanzane nun je do l’acqua questi seccheno, si li peschi novi che ho piantato inizieno a cresce storti e nun faccio attenzione a mettece na mazzarella so fregato , perchè na vorta chi so storti nun posso fa nulla.”
La signora si giustificava spiegando che comunque lei era una donna che lavorava in una società di consulenza, non era una condizione semplice, sempre in treno o in aereo per raggiungere i clienti.
Il contadino allora le disse: “Signò e tiè ragione, ma si me ammalo, si me sfragno na gamba e nun po’ lavora’ comunque si seccheno, mica stanno a pensa “Poraccio Mimino s’è sfranto na gamba o poraccio c’ha ‘a febbre””
Per caso in quel momento a fare la spesa stava passando Marco un vecchio amico delle media della signora, capo reparto dei vigili del fuoco.
Marco aveva riconosciuto l’amica e aveva ascoltato la conversazione, così dopo essersi salutati  volle dire la sua:
“Sai Ilaria, noi in caserma dobbiamo sempre stare attenti, pronti ad interventire. Così abbiamo imparato a separare le attività importanti e le attività urgenti.
E’ importante per noi esercitarci tutti i giorni o controllare il corretto funzionamento dei macchinari di soccorso, urgente è invece quando ci chiamano per una emergenza.
Per risolvere i tuoi problemi dovresti capire come fare a separare ciò che è urgente da ciò che è importante, se noi facessimo solo l’una o solo l’altra attività non riusciremmo a portare a termine le nostre operazioni di soccorso.
Inoltre cerca di avere un piano di azione come facciamo noi, non definito nel dettaglio, perchè poi è davvero impossibile da adattare ad ogni specifica situazione ma qualcosa con dei margini di manovra e che con buona elasticità ti permetta di portare a termine sia compiti urgenti che le attività importanti.”
Ilaria, presa la spesa se ne tornò a casa riflettendo su quanto detto e ovviamente sul costo delle zucchine che in un anno erano aumentate di quasi 1€/kg.
Quattro anni fa stavo leggendo un libricino sul tempo, una riflessione interessante mi è recentemente tornata in mente ed è legata alla matrice di Eisenhower, implicitamente descritta da Marco il vigile del fuoco.
Ma andiamo per gradi.
Eisenhower, o Dwight David Eisenhower, è stato il generale al comando dello sbarco in Normandia che negli anni successivi fu eletto Presidente degli Stati Uniti D’America.
La matrice da lui teorizzata prevede che definita la funzione “Attività” questa sia dipendente da due variabili, la prima l’ “Urgenza” la seconda l’ “Importanza”.
Un’immagine renderà ancora più chiaro quello che sto dicendo.
Matrice Eisenhower Priorità Produttività Urgenza
E’ un ottimo strumento di vita quotidiana per prendere decisioni ed evitare di distrarsi da ciò che è importante nel lungo termine rapiti dalle urgenze o dalle scadenze a breve termine.
Alcune attività richiedono disciplina, o comunque tenacia nell’esercitarsi  tutti i giorni per raggiungere un determinato risultato, in qualsiasi campo.
Vedendola sotto una prospettiva complementare, per evitare l’insorgere di un problema dobbiamo lavorare tutti i giorni alla sua prevenzione (un po’ come lavarsi i denti).
Ma che tipo di problemi e che tipo di attività?
Adesso la riflessione diventa personale e difficile.
Ipotizziamo di identificare sette dimensioni, o bisogni, che caratterizzano una persona.
Bisogni che ognuno di noi deve soddisfare con pesi differenti per essere felice:
  1. Famiglia
  2. Amici e Comunità
  3. Psicologico
  4. Fisico
  5. Materiale
  6. Extra-Professionale
  7. Lavorativa
Le sette aree ci permettono di identificare le attività da fare necessarie* per sentirci appagati, soddisfatti in quell’ambito.
Degli esempi nello sport come nella musica sono molto banali.
Traslare lo stesso discorso nei rapporti con gli amici o con la famiglia risulta già più difficile perchè molte azioni nel quotidiano si vedono solo nel lungo termine con un forte grado di incertezza.
A questo si aggiunge il problema che alcune scelte sono mutuamente esclusive, capita così che accettiamo di soddisfare una determinata dimensione, negandone un’altra, consapevolmente o inconsapevolmente.
Come fare però a definire cosa è importante e cosa è urgente?
Non è univoca la risposta, questa dipende dalla singola persona, ma due domande possono aiutare nella riflessione:
1) ‘”Che tipo di persona voglio essere in questa fase della mia vita?”
2) “Oggi questa dimensione quanto conta rispetto alle altre?”
Una volta che abbiamo capito quali sono le nostre esigenze, entra in gioco la matrice di Eisenhower.
Prendere un foglio bianco, disegnare la matrice priorità/urgenza e rifletterci a fine giornata o prima di intraprendere un nuovo progetto può essere di aiuto per restare concentrati su ciò che ritenete importante ed evitare che le piante secchino o crescano storte.
*In realtà Mimino è uno storico contadino di Gaeta, che coltiva quasi esclusivamente pomodori, parla dialetto Gaetano e non romano
**anche decidere cosa NON fare è fondamentale

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La ripresa dalle vacanze post mortem sullo standby dei progetti

Negli ultimi giorni ho speso una quantità di tempo decisamente non accettabile (8,5 ore nette), per riprendere la realizzazione delle tavole di un laboratorio di progettazione stradale. Progetto che avevo messo in pausa tra 29 e il 30 di Luglio, quindi meno di 15 giorni fa. Stupidamente, avevo:

1. Interrotto il lavoro durante un’attività delicata di rilievo di quote ed approssimazione di un set di dati 2. Lasciato il foglio di lavoro CAD in disordine con elementi meno recenti che hanno determinato una fisiologica confusione durante la ripresa

Così oggi dopo essere riuscito finalmente a capire “dove ero rimasto”, ho deciso di realizzare un piccolo post-mortem.

Riflessioni sui flussi di lavoro

Riflessioni sui flussi di lavoro

Quando si studia una materia il processo è, generalmente, lineare. Vi sono una serie di capitoli, argomenti, da studiare in sequenza che caratterizzano il programma d’esame, ma non ci sono grosse problematiche se si interrompe il lavoro. Si tratta di ripassare il lavoro precedentemente interrotto, ma personalmente non mai avuto altre complicazioni. Quando si lavora su progetti più complessi* possono essere richieste differenti attività in parallelo da realizzarsi (A1 –A2) necessarie per procedere con l’attività successiva (A3) Se il lavoro deve essere interrotto è ideale fermarsi prima di iniziare una nuova attività, non nel mezzo di una in corso come ho fatto io. Purtroppo non è sempre così e possono determinarsi delle interruzioni obbligate di qualsiasi natura** che impongono di bloccare un progetto nel cuore di una attività chiave (si potrebbe obiettare giustamente, che se fosse una attività chiave non dovrebbe esserci nessun tipo di interruzione, ma non sempre è così). Sono stato a riflettere su come evitare nel futuro che interruzioni impreviste o mal gestite possano ricreare una situazione scomoda come quella precedentemente vissuta. Sono uscite fuori due, banalissime, soluzioni o semplicemente buone abitudini, che nella loro semplicità non sempre vengono sfruttate.

• Lasciare l’ultima versione del disegno pulita. Non importa se ci lavorerete solo voi, il passare di un arco di tempo importante potrebbe determinare dei problemi durante il riavvio dell’attività • Realizzare un documento di riepilogo-memoria contenente in poche righe:

1. Cosa è stato realizzato nelle ultime due  sessioni di lavoro

2. Attività da realizzare nel breve termine

3. Quali difficoltà sono accorse per cui non si è riusciti a terminare il lavoro

*  nota, un grado maggiore di complessità non significa necessariamente un grado di difficoltà maggiore rispetto ad un processo lineare meno complesso (mentre io cercavo di riprendere il punto finale del disegno uno dei miei amici più stretti studiava accanto a me le equazioni della teoria della relatività, arabo puro) ** o essere semplicemente stupidi come nel mio caso

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Produttività, metodi discutibili che con me funzionano

Una volta da qualche parte avevo letto questa storia molto interessante:

C’erano due boscaioli canadesi, con le classiche camicie a quadri che volevano sfidarsi in una gara a chi tagliava più alberi. Il primo boscaiolo sembrava avere energie infinite, abbattuto un albero passava al successivo e nemmeno si girava per guardare il suo sfidante, si limitava a sentirlo.

Inoltre il primo era convinto di vincere perché ogni mezz’ora sentiva il suo amico smettere di tagliare alberi per riposarsi.

Dopo tre ore la gara era finita ed incredulo il primo era riuscito a tagliare cinque alberi in meno del secondo, nonostante il secondo si riposasse ogni tanto.

Incuriosito il primo boscaiolo chiese al secondo: “Ma come diamine è possibile che tu abbia tagliato più alberi di me nonostante ti fermassi ogni mezz’ora?”

E rispose il secondo “Perché mi fermavo per pulire ed affilare la lama della mia sega”.

Tra ieri ed oggi, con l’inizio del nuovo semestre e della preparazione al lavoro estivo sono andato a stampare dei fogli da University Lab per tenere traccia del lavoro/studio con cadenza settimanale e giornaliera.

Si basano sulla tecnica del pomodoro ed altre letture. Personalmente mi aiutano a capire cosa si sta facendo e in quanto tempo, inoltre ci sono delle sezioni per nutrire (un mio caro amico direbbe mentire) la mente ed evitare eccessi di studio/lavoro.

Settimanale Giornaliero

A differenza di una agenda l’inserimento della data è manuale, così che possa diventare la routine di inizio giornata per poi proseguire senza distrazioni e con la consapevolezza di cosa si sta facendo e perché.

Tre sono gli aspetti fondamentali:

  • Ciò che vuoi fare ed il tempo che pensi di dedicarci
  • Il tempo che effettivamente dedichi e i risultati che riesci realmente a ottenere
  • L’errore tra la stima fatta e il risultato ottenuto

Può sembrare strano, o esagerato, scrivere di sentire delle persone, ma così facendo si riesce a restare in contatto con molti più amici oltre ai tre-quattro che sentiamo abitualmente.

Spero possa essere di aiuto, sia per gestire meglio differenti impegni e “fronti di lavoro”, sia  per non dimenticarci di chi c’è intorno a noi 🙂

 

 

 

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