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Non solo Teoria

Ho ricevuto dei feedback negativi sull’ultimo post molto interessanti, sia da Filippo che da Francesco, organizzerò una cena a Formia per trattarli meglio. Una bella grigliata, una bottiglia di vino, un confronto in amicizia (in realtà io vorrei anche provare questo vermouth artigianale –>  https://amzn.to/2v0oles  che mi ha suggerito Luigi della Caffetteria, si dovrebbe trovare intorno ai 18/20€) ed imparare a fare un Negroni decente.

Ma non è di questo che voglio parlarvi!

Voglio parlarvi della dicotomia tra pratica e teoria.

Che sia il medico, che sia qualsiasi altra professione, studiare soltanto non è sufficiente, c’è bisogno di pratica.

Ma la pratica a sua volta ha bisogno di studio per affinare la tecnica.

Voi non vi fareste mai operare da un medico che ha studiato tutto sui libri ma non ha esperienza pratica, ne fareste fare esperienza sulla vostra pelle ad un medico che non ha studiato nulla.

Io tendo ad essere molto teorico, a studiare un problema in tutte le sue sfaccettature prima di arrivare al risultato finale e questa tendenza può essere estremamente negativa se non la si compensa con un po’ di pratica.

Questo è verissimo soprattutto con Python.

 

“La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perchè. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c’è niente che funzioni e nessuno sa il perchè”-Albert Einstein *

Durante le prossime settimane riuscirò a dedicare 20h a Python e l’errore che potrei commettere è quello di stare solo sui libri o sui corsi online e focalizzarmi sulla teoria.

Per evitare questo ho creato delle etichette per le attività che registro attraverso la Tecnica del Pomodoro.

Queste etichette servono per un piccolo programma (uno script) che riceve come input le informazioni su come ho distribuito il tempo nell’ultima settimana e mi restituisce la % di completamento, sulla base di una proporzione che deve esserci tra Pratica, Teoria e Comunicazione del Lavoro Svolto, in sintesi:

  • Lavoro 10 h
  • Studio 6 h
  • Marketing 4h

Lo script è molto grezzo e perfettibile, potevo sfruttare dei cicli for e renderlo più leggibile (vi ringrazio in anticipo per ogni feedback positivo su cosa va potenziato e negativo su cosa va migliorato).

 

La prima parte del programma mi aggiorna sul come sta procedendo l’esperienza con Python, uno script di cui vi avevo già parlato, la seconda parte è quella che valuta il “mix”.

 

Un abbraccio e grazie per aver letto il mio articolo.

 

Andrea

 

ps se noti qualche errore scrivimi pure, se ti è piaciuto ricondividilo! 🙂

 

In [2]:
import pandas as pd 
import matplotlib.pyplot as plt
import numpy as np
from datetime import datetime, timedelta


va='Python'
tvoi='Length'

csvname="logs2.csv"
#read the csv	
columns_name=['Year', 'Month', 'Day', 'Time', 'Length', 'Start', 'End', 'Activity']
dfraw=pd.read_csv(csvname,names=columns_name,sep=',',skiprows=1,skipfooter=0, index_col=False)


dfraw[tvoi] = dfraw[tvoi].astype('str')
mask = (dfraw[tvoi].str.len() == 6) 
dfraw = dfraw.loc[mask]

dfraw[tvoi]=dfraw[tvoi].str.strip()

dfraw[tvoi]=pd.to_datetime(dfraw[tvoi], format='%M:%S')
dfraw['Date'] = dfraw.apply(lambda row: datetime(row['Year'], row['Month'], row['Day']), axis=1)


pythondf=dfraw[(dfraw['Activity'].str.contains("Python",na=False)) | (dfraw['Activity'].str.contains("python",na=False))] 
numacti=pythondf.groupby('Date').count()
numacti=numacti['Activity']
numacti=numacti.divide(2)
cumulata=numacti.cumsum()


day=pd.concat([numacti, cumulata], axis=1)
day.columns=['pgiorno','cumulata']
maxh=cumulata.max()
plt.plot(day.index,day['cumulata'])
plt.xticks(rotation=90)
plt.title('Totale ore di studio e lavoro con Python (%d ore)' %(maxh))
plt.tight_layout()
plt.show()
In [26]:
#Questa parte è per l'analisi della settimana 
python_work=10
python_study=6
sutdy='study'
marketing='marketing'

python_marketing=4
total=python_work+python_study+python_marketing

#Selezioniamo solo gli ultimi giorni oggetto di analisi 
days=7
cutoff_date= pythondf['Date'].iloc[-1]- pd.Timedelta(days=days)
print(cutoff_date)
last_7days= pythondf[pythondf['Date'] > cutoff_date] 
#Qualsiasi attivita' che non abbia come label "marketing" o "study" "datacamp" "ripasso" "libro" é considerata "work"
#Per del codice migliore cercherò nei prossimi log di avere solo tre label study work marketing come metag
study_mask=(last_7days['Activity'].str.contains("ripasso",na=False) | last_7days['Activity'].str.contains("datacamp",na=False)) | (last_7days['Activity'].str.contains("Libro",na=False))
pythondf_study=last_7days[study_mask]

pythondf_marketing=last_7days[last_7days['Activity'].str.contains("marketing",na=False)]


pythondf_work=last_7days[~study_mask]

#Ricordando che i pomodori sono slot da 30 min 
#dobbiamo contare per categoria il numero di pomodori e dividere per 2
#Qui sotto si poteva realizzare un ciclo for, scusate la pigrizia, suggerimenti ben accetti 

print("Weekly % of Python Working",round(pythondf_work['Activity'].count()/2/python_work*100,2))
print("Weekly % of Python Study", round(pythondf_study['Activity'].count()/2/python_study*100,2))
print("Weekly % of Python Marketng",round(pythondf_marketing['Activity'].count()/2/python_marketing*100,2))
2018-07-18 00:00:00
Weekly % of Python Working 45.0
Weekly % of Python Study 58.33
Weekly % of Python Marketng 0.0

 

*fonte da verificare

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La vita non è un biglietto della lotteria.

Il fallimento di un nostro progetto è una evento molto frequente ed ogni volta che mi capita di viverlo in prima persona o capita a qualche amico, oltre alla profonda tristezza che mi assale, vivo un intenso periodo di riflessione.
La cosa più sbagliata da fare è non pensarci, catastrofico è non assumere un atteggiamento critico verso i propri pensieri ed il progetto in se.
Questa mattina dopo aver chiuso dei lavori preliminari stavo aiutando un amico ad un progetto che temo non sia andato bene. Dopo esserci salutati, mi è venuta in mente una frase di Andy Groove:

When you say “yes” to one thing, you are inevitably saying “no” to another

Quando dici “si” a qualcuno o qualcosa, inevitabilmente stai dicendo “no” a qualcos’altro

La frase è tratta dal libro di Andy Groove che ho letto un paio di anni fa “High Output Management”, una lettura suggerita in un’intervista da uno dei fondatori di Airbnb.
Il tempo resta una risorsa scarsissima e spesso commettiamo, inconsapevolmente, numerose azioni che portano a procrastinare le attività importanti per terminare delle attività che nello scenario migliore sono classificabili come urgenze, più frequentemente sono attività posticipabili.

 

Molto spesso siamo noi ad autosabotarci (metti che scopriamo di essere bravi?), ma di questo ne vorrei parlare con il mio amico psicologo Francesco Tramontana https://francescotramontana.com e realizzare un bel video divulgativo.

 

Bisogna programmare il proprio tempo con tutta l’incertezza che governa la nostra vita, impegnarci nel definire in modo chiaro il tempo da dedicare ai nostri progetti importanti, altrimenti i nostri discorsi, azioni e riflessioni saranno incentrate sulla fortuna/sfortuna del caso.

Le variabili esterne ci sono, sempre, ma spesso sono una giustificazione nei confronti di una sbagliata organizzazione.

Nella sfortuna i perseveranti emergono sempre.

Qui sotto il link del libro  vi interessa la lettura:

High Output Management

 

Un abbraccio e grazie per aver letto il mio articolo.

 

Andrea

 

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23/07/2018 · 14:47

Back In Black

Giugno è stato un mese veramente intenso!

Partiamo dalle cose importanti, sono riuscito a rivedere con un aperitivo di InnovAction Lab Roma Nicola Greco!

L’ultima volta che l’avevo visto era due tre anni fa a Roma, insieme ad Enrico Bruschini, prima che entrasse al MIT a Boston, avevamo organizzato una cena molto ruspante a base di pomodori e mozzarella di bufala nel periodo di Natale. Ora  sta lavorando per File Coin l’azienda che ha realizzato la più grande ICO  Italiana (257 Milioni di dollari)

Non so spiegare bene cosa facciano questo video invece ci riesce egregiamente:

Inoltre sia il Negroni Sbagliato che il Cosmopolitan erano fatti a regola d’arte, particolare che non mi sento di trascurare.

Cambiando discorso, vi rircordate il rapporto che dovevo realizzare per la società di dolci?

La stesura del rapporto è quasi finita, tanto sudore e matrici, ma forse è più corretto chiamarlo “modello predittivo” che rapporto.

Se ho fatto bene i conti, forse, sono riuscito ad implementare una regressione linerare polinomiale che garantisce una accuratezza migliore del 50% sulle stime (per i tecnici del mestiere, valutazione effettuata su un campione di dati che ho splittato nel classico 70/30, con il tempo forse nei prossimi giorni implementerò una crossvalidation del modello)

Nonostante questo la presentazione del lavoro è ancora mediocre, senza considerare l’inglese con la quale l’ho scritta, anche questo da migliorare.

 

Tutto procede come imprevisto

Sarei dovuto ripartire a breve, fino ad un mese fa questo era il programma,  ma uno dei lavori che sto curando qui in Italia durerà fino a fine Settembre.

Ovviamente Tramontana (fondatore di una delle pagine italiane facebook più importanti di psicologia “Talking“)aveva previsto la mia permanenza estiva qui in Italia già in tempi non sospetti vincendo una scommessa.

Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura – Pier Paolo Pasolini

Vi ricordate la mia lista di libri?

Sto ancora leggendo Conrad Heart Of Darkness in lingua inglese e  nonostante siano solo un 100 di pagine ho scoperto di avere un dizionario veramente limitato

(Questo il link se volete prenderlo su Amazon)
Sabato mattina mi sono segnato tutte le ultime parole che avevo letto e delle quali non conoscevo il significato ed ho creato queste scorecard su Quizlet che potete usare.

https://quizlet.com/_50wbpb

Visto che io mi scordo tutto, in questo modo posso rileggere a distanza di tempo i termini che non conoscevo e rinforzare il processo di memorizzazione.

Il libro è particolare, le descrizioni dei luoghi molto belle, ma sicuramente non è un libro “allegro”.

Era dalla scorsa estate che non leggevo un romanzo, in generale mi sento più propenso alla lettura di saggi e libri tecnici, ma ogni tanto bisogna variare.

 

Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai in compagnia – Antico Proverbio Africano

 

Giovedì ho partecipato ad una conferenza sulle Reti Neurali da Enlabs.

Le reti neurali sono dei modelli matematici che simulano il funzionamento di una rete neurale biologica in modo estremamente semplificato.

Rientra nel fantastico mondo del Machine Learning e dell’Intelligenza Artificiale.

I campi di applicazione  sono veramente disparati, il dipartimento di Ingegneria Civile di Roma Tre negli anni ’90 (credo) , li utilizzava per determinare le cause degli incidenti stradali e trattati nel corso di Teoria delle Infrastrutture Viarie 

Durante la conferenza è stato presentato questo video meraviglioso:

Personalmente gli attuali sviluppi tecnologici delle reti neurali che più mi affascinano sono:

  • Individuazione dei tumori alla pelle attraverso analisi delle immagini con una precisione superiore a quella media dei dermatologi  https://cs.stanford.edu/people/esteva/nature/
  • Predizione della domanda/valore di determinate azioni in borsa
  • Riconoscimento di immagini ed elementi all’interno di queste sempre più sofisticati, esempio per analisi preliminari di immagini satellitari per valutare il cambiamento di fiumi, corsi d’acqua ecc… potrebbero essere utilizzati ad esempio nella lotta all’abusivismo edilizio

Personalmente con python e l’analisi dati mi sto affacciando ai modelli ARIMA sulle serie storiche ed anche in questo ambito, dei modelli predittivi, i risultati che stanno dando le reti neurali sono molto positivi in alcuni casi migliori dei modelli ARIMA come mostrato in questo studio https://www.hindawi.com/journals/jam/2014/614342/.

 

 

L’ultima grande scoperta di Giugno è http://philosophizethis.org l’autore del sito ha su spotify un podcast di Filosofia (in Inglese) spettacolare!

Capisco che per alcuni la cosa è strana (già mi è stato evidenziato da più persone), ma avere la possibilità di riscoprire Hegel, Sant’Agostino o la Scuola di Fracoforte mentre si è in treno o bloccati nel traffico è meraviglioso.

 

Un abbraccio e grazie per aver letto il mio articolo.

 

Andrea

 

ps se noti qualche errore scrivimi pure, se ti è piaciuto ricondividilo! 🙂

 

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Giugno dolci dati ed ottimizzazioni

La vita è sempre trionfo dell’improbabile e miracolo dell’imprevisto.


Sono tornato da Londra e sicuramente resterò qui in Italia fino a metà Luglio.

Da metà Marzo fino alla prima settimana di Maggio ho lavorato una catena che produce cupcakes Lola.

Il negozio era un chiosco all’interno della stazione di Marylebone, veramente una bella esperienza, mi sono divertito ed ho imparato molto.

 

Dopo una settimana ero responsabile dell’apertura del negozio.

Dopo tre settimane della chiusura

Dopo cinque settimane l’amministratore delegato è venuto a parlarmi perché voleva mettermi a capo di un progetto di riduzione degli sprechi di cibo dandomi accesso a tutti i dati storici sul fatturato e costi della società.

Come è successo?

Curiosità e noia.

La chiusura del negozio prevede la stesura di un report di fine giornata dove vengono inserite da parte dell’operatore (in questo caso io) informazioni relative a:

  • Fatturato effettivo della giornata
  • Target che era stato definito
  • Sprechi (i cupcakes sono freschi e vengono buttati a fine giornata)
  • Cosa l’azienda avrebbe dovuto fare diversamente da qui ad un anno
  • Idee creative che fossero venute in mente durante la giornata

Una cosa che mi aveva colpito mentre lavoravo era la differenza tra Fatturato – Target – Wastage che non sembrava ottimizzata. (spoiler: c’è un ampio margine di miglioramento 🙂 )

Così un giorno in cui c’erano pochi clienti e mi stavo annoiando ho aperto il pc e con largo anticipo ho iniziato a scrivere il report evidenziando che l’ordine quotidiano di dolci effettuato dalla store manager doveva basarsi su un modello predittivo (una regressione lineare) che considerasse una pluralità di variabili (dati storici sulle vendite, condizioni meteo, flusso di persone della stazione) e che c’era la necessità di studiare la correlazione tra le variabili del modello ed i dati storici.

A  seguito del mio report il CEO ha scritto una email alla store manager dicendole che voleva assolutamente parlarmi, mi ha portato a cena, mi ha proposto di occuparmi di realizzare il nuovo progetto per la riduzione degli sprechi di cibo una volta tornato dall’Italia e di fare la mia offerta economica per il progetto.

Attualmente sto lavorando a distanza, mi sto occupando di tutta una fase preliminare di analisi della quantità e qualità di dati effettivamente disponibili.

It’s easier to fool people than to convice them that they’ve been fooled


Oltre a questo progetto di riduzione degli sprechi, giovedì mi è stato proposto un ulteriore progetto sempre su Londra di ottimizzazione e big data, di questo non posso condividere ulteriori dettagli.

E’ un progetto molto complesso e se l’incarico dovesse essere confermato vedrà l’applicazione di almeno tre differenti algoritmi di Machine Learning.

Continua sempre il mio supporto all’Associazione di InnovAction Lab, ma devo essere più presente, siamo ancora in alto mare con il DB (colpa mia), l’ultimo evento su Roma è stato un flop, ma il BBQ di Agosto è già in agenda.

Per non farmi mancare nulla dovrò sistemare alcune questioni amministrative ed operative per l’azienda di famiglia e devo (da almeno due mesi) rifare il sito di Wheelab per raccontare quello che è stato,  il rinnovo del sito mi è stato suggerito e richiesto da molti recruiter.

Gli impegni per Giugno sono tanti, le energie sono sempre le stesse e non dormire sarebbe solo un problema per la produttività.

La produttività è sempre un tema particolare.

La nostra capacità di concentrazione è crollata sensibilmente, in alcuni casi paragonabile a quella di un pesce rosso (http://time.com/3858309/attention-spans-goldfish/) e purtroppo guardiamo lo schermo del cellulare ogni 10-12 minuti, circa 80 volte al giorno(http://www.businessinsider.com/dscout-research-people-touch-cell-phones-2617-times-a-day-2016-7?IR=T).

A ragione di questo ho deciso che temporaneamente per tutto il mese di Giugno non sarò presente sui social network. 

  • Eliminazione di Instagram-Linkedin-Twitter dal cellulare
  • Cambio password di Facebook e disconnessione dell’account

Quando sarà Luglio uscirò dalla caverna.

 

Se ci riuscirò scriverò qualche articolo sugli ultimi libri letti nei mesi passati, sto rispettando abbastanza bene la lista che avevo fatto a Gennaio.

Un abbraccio e grazie per aver letto il mio articolo.

 

Andrea

 

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Aggiornamenti su questa residenza Londinese

Sono passati ormai due mesi da questa mia permanenza in UK, sono cambiate e successe diverse cose.

Al clima, sempre variabile, ormai ho fatto l’abitudine. Sono riuscito ad andare a correre sotto la neve, quindi considero il peggio passato, se, e solo se, i miei amici la smettessero di inviarmi le foto al tramonto di Formia e Gaeta, a questo non mi abituerò mai.

In questi mesi mi sono dedicato alla panificazione, disciplina fantastica che non conoscevo e che mi sta particolarmente divertendo. Ho iniziato così a preparare il pane in casa con lievito di birra, farina, acqua e sale.

Pane.PNG

Sto continuando a studiare e cercare lavoro come Data Scientist, in particolare sto approfondendo PostgreSQL, ho trovato questo sito veramente interessante e di supporto.

Purtroppo verso fine Febbraio ho dovuto fare i conti con il mio inglese e con l’affitto.

Un caro amico mi aveva detto che facevo un po’ di errori che andavano corretti, inoltre quando parlavo con i recruiter spesso mi bloccavo per l’ansia, così ho deciso di scegliere, temporaneamente, un lavoro che mi permettesse di migliorare forzatamente la lingua e di pagare le spese di casa.

Cercando su Indeed e consegnando anche il CV a mano sono riuscito ad accedere alla primo colloquio per lavorare presso Lola Cupcakes, successivamente ho effettuato una giornata di prova di due ore e sono stato assunto.

Oltre a questo lavoro per migliorare la mia padronanza linguistica continuo a seguire delle lezioni di inglese su Fluentify durante il weekend, così che possa avere un insegnante che corregga i miei errori.

Quindi ricapitolando, verso gli inizi di Marzo è cominciata ufficialmente la mia avventura come Sales Assistant presso Lola Cupcakes, una catena di pasticcerie che vende torte e cupcakes.

Lavoro presso la stazione di Marylebone, ogni mattina da un megalaboratorio arrivano alla stazione delle torrette con vari scompartimenti contenenti i cupcakes, che sono stati preparati durante la notte, io mi occupo di “creare il display”, venderli e fare in modo che sia tutto pulito.

E’ abbastanza faticoso, perché devo stare tutto il giorno in piedi, gli orari sono o 07:30-15:30 o 13:00-21:00 per 7.80£/h, ma nonostate la fatica è un’esperienza interessante sotto vari aspetti:

  • Posso pagarmi l’affitto, senza chiedere soldi alla mia famiglia
  • L’organizzazione del lavoro è molto strutturata e (quasi) nulla è lasciato al caso
  • Sin dalla seconda settimana ho avuto la responsabilità di aprire da solo il punto vendita di Marylebone
  • Dalla terza settimana ho iniziato ad occuparmi della chiusura del negozio (Gestione delle rimanenze, aggiornamento del database contenente le informazioni giornaliere su fatturato/# di clienti, raggiungimento o meno del target di fatturato, % di dolci buttati)
  • Parlo costantemente in inglese

Purtroppo questo ha determinato un rallentamento del lavoro sia sul mio canale YouTube, sia su lovabledata.com, perché nel poco tempo libero che mi rimane:

  • Sto cercando offerte di lavoro come Junior Data Scientist
  • Ho iniziato un progetto di analisi dati sull’accessibilità dell’istruzione e le disuguaglianze sociali con un mentor tecnico
  • Sono il City Manager di Londra dell’Associazione Alumni InnovAction Lab

 

Questo è un tipico pranzo domenicale degli  Alumni di InnovAction Lab iniziato alle 13:00 e finito alle 22:00.

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Nonostante tutte queste attività e circa 40h di lavoro settimanali, cerco di  andare a correre con una certa costanza almeno due volte a settimana e continuo a leggere cercando di sfruttare anche solo i 30 min di pausa pranzo che ho a disposizione. Attualmente ho finito un libro di poesie di Pablo Neruda , carino, e sto per finirne un altro di Alda Merini La vita facile: 1 che è ancora più bello, veramente emozionante. Devo ringraziare Ludo che me li ha regalati e fatti scoprire, visto che compro sempre saggi tecnici.

Un abbraccio

 

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Barcellona prt. 5 la pasta al sugo Australo-Tedesca

09/10/16 Saint Jordi Hostel

E’ comunque interessante riflettere sulla differenza di età tra me Omi e Silvana. Dei tre io ero il più grande, Omi 23 e Silvana 21, tutti e tre eravamo in viaggio in solitaria, ma per i loro genitori non c’erano problemi di viaggio.

Inoltre Omi ha svolto 3 anni di servizio militare perché in Israele è obbligatorio, sia per gli uomini che per le donne, quest’ultime rispetto ai ragazzi devono fare un anno in meno.

Passeggiando con Omi ho potuto vedere delle differenze tra i nostri sistemi educativi (anche con Silvana).

Ad esempio Omi non ha studiato Storia Dell’Arte, probabilmente viene da una sorta di Istituto Tecnico, ma ha studiato programmazione iniziando con Pascal.

Ora lui lavora come sviluppatore in una startup che ha raccolto 100milioni di euro con 60 dipendenti, clienti come Netflix e uffici a Londra e Parigi.

Suo padre è ingegnere elettronico, la madre dentista, il fratello maggiore ingegnere meccanico e la sorella ingegnere biomedico.

Oggi ho camminato tantissimo ed ho visto i giardini botanici (due).

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Devo iniziare a pensare cosa regalare a Claudia.

Oggi inoltre è successa una cosa strana, non so come, ne quando …[Censurato]

10/10/16

Saint Jordi Hostel

Sto per andare a dormire, domani vorrei vedere il museo di storia di Barcellona e la Pedrera.

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A cena ho cucinato una carbonara, mentre cucinavo sono arrivati due ragazzi lei bionda giacca di pelle converse e calzini che nascondevano qualche origine del nord Europa, lui invece scarpe bucate calzino alto di spugna, felpa scambiata e pantaloncini.

Lei 18 anni australiana, con genitori tedeschi (il calzino non mente) e anche lui 18 da New York.

Entrambi trascorrevano un anno sabatico prima di cominciare l’università, si sono conosciuti lavorando in una fattoria in Portogallo 20/30 ore alla settimana in cambio di vitto e alloggio gratuiti.

Avevo calato più pasta di proposito per conoscere qualcuno. Così quando la ragazza australiana mi ha fatto i complimenti per l’aspetto del piatto mentre mescolavo la pasta con la carbonara, ha preparato un piatto anche per lei e lui, inutile dire quanto fossero felici.

Per ricambiare il favore hanno fatto un piatto della loro pasta per me.
Come hanno preparato la pasta?  (Davvero volete saperlo?)

Hanno preso l’acqua e senza aspettare che bollisse hanno buttato dentro la pasta, una volta cotta (senza assaggiare) hanno aperto il sugo pronto di pomodoro (a freddo, come la morte) e l’hanno versato sopra, tutti e due felici di condividere con me questo momento di gloria culinaria.

pasta

Un mal di pancia allucinante.

La salsa più la pasta erano salatissime, ma non ho fatto lo spocchioso e così il mio commento è stato “normale” e aggiungendo che il giorno dopo gli avrei insegnato a cucinare.

Visto che mi è avanzato un bel pezzo di guanciale e formaggio preparerò una amatriciana.

Appuntamento alle 19:30 nella cucina dell’ostello.

La Pedrera note sparse:

  • Sagrada Familia -> le colonne si diramano secondo le equazioni di paraboloidi iperbolici che ritroviamo negli alberi, l’uso di colonne in Cemento Armato Precompresso ha permesso di raggiungere altezze superiori alle basiliche tradizionali, rendendola una delle più alte al mondo
  • Ferro battuto riciclato nei parapetti della Pedrera

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  • Mattone per archi catenari per sostenere la terrazza.
  • Conoscenza maniacale di Dali per la geometria descrittiva.
  • I comignoli non sono sterili elementi funzionali, questi ispireranno George Lucas per le truppe dell’Impero

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  • Le facciate autoportanti della Pedrera permettono di realizzare grandi finestre
  • La famiglia Guell era una borghesia che pagava i lavori avrebbe poi venduto quelle abitazioni

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  • Gaudi studio molto i frattali nello specificole geometrie degli oggetti naturali (mais, pigne, palme). Cercava di identificare equazioni dietro queste forme
  • I mobili in rovere e frassino sono coerenti con l’edificio
  • Sono stati effettuati degli studi ergonomici sulle sedie
  • L’ergonomia della maniglia: calco in argilla così da sapere qual è la forma più opportuna. Vivere il problema per capire come progettare la soluzione.
  • La sedia era stata progettata con uno spazio centrale per impugnarla nel caso fosse servito spostarla

img_20161203_225129

  • E’ possibile quindi identificare di una progettazione integrata dell’abitazione, dove tutto è gli spazi sono pensati in funzione degli arrendi e viceversa, non sono due fasi della progettazione indipendenti

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Che poi una volta che la guida inizia a raccontare dello studio della geometria descrittiva di Gaudi pensare alla forma Gaussiana della finestra è un attimo.

IMG_20161205_181431.jpg

Io non so disegnare credo si noti 🙂

La cucina ha i fornelli senza fiamma ed una piastra veniva scaldata con un bruciatore e su questa posizionata la pentola, sarà questo che ha portato ad alcuni paesi ad usare le piastre piuttosto che la fiamma viva?

IMG_20161203_225113.jpg

Superiormente decorazione in gesso.

Ho visto alla Pedrera il primo bidet in Spagna, forse devo ricredermi e la regola vale solo per gli ostelli dove sono stato, chissà!

Interessante come alla fine della visita sia obbligatorio attraversare lo shop o l’invito ad acquistare qualcosa per avere una foto stampata gratis con lo sfondo della Pedrera (ti fanno la foto con un telo bianco dietro e poi applicano uno sfondo).

Sono al Bar Pinotxo, molto carino era sulla lista dei migliori posti dove mangiare a Barcellona.

Il vino nulla di che.

Ho ordinato della carne grigliata e del codfish fritto con pomodori.

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Il nome del locale deriva dal cane del figlio di uno dei proprietari.

Il pesce è fritto da loro nella farina di mais, pazzesco!

Il caffè è buono, la miscela deve avere una certa quantità di robusta.

Mangiare qui è stato un vero piacere.

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Biologia della Sopravvivenza Aziendale

La Boston Consulting Group ha realizzato un’analisi molto interessante che trovate qui nel dettaglio.

La cosa che più mi ha affascinato è che sul piano qualitativo erano considerazioni non nuove rispetto a quanto trattato durante la preparazione all’esame di Ecologia Applicata.

L’articolo, rispetto a quanto studiato, si caratterizza per una analisi dei dati molto più strutturata e questa è stata una delle ragioni che mi ha spinto a scrivere un nuovo articolo.

Il concetto principale è il seguente:

Abbandonare una modellizzazione lineare dell’azienda e delle sue dinamiche considerando questa e le sue azioni all’interno di un sistema complesso adattivo.

Iniziamo però a snocciolare, come piace a me, un po’ di dati (un po’ presi dall’articolo un po’ aggiunti)

Oggi abbiamo 2,6 miliardi di persone che usano gli smartphone, il progresso ha incrementato sensibilmente la velocità con cui un nuovo prodotto può raggiungere tali persone e conseguentemente il tasso di adozione.

 

Tutto questo in termini quantitativi cosa significa?

 

La BCG ha analizzato la vita di 30.000 aziende quotate in borsa negli Stati Uniti su un arco temporale di 50 anni.

A causa di fusioni, acquisizioni o peggio ancora bancarotta hanno una probabilità su tre di essere “delistate” nei successivi 5 anni.

L’età media delle aziende che vengono “delistate” è passata dai 50 anni abbondanti ai 31.6.

 

Secondo le analisi di Martin Reeves, senior partner alla BCG, questo fallimento è da imputarsi alla incapacità di adattamento delle aziende ai cambiamenti (concedetemi la provocazione, sarebbe anche lecito domandarsi quante di queste aziende delistate abbiano chiesto consulenze in ambito strategico a BCG, Bain o McKinsey).

 

 

Soluzione per adattarsi velocemente al cambiamento, soluzione non nuova, è quella di prendere esempio dalle dinamiche che regolano gli ecosistemi.

 

Vedere l’azienda all’interno di un sistema complesso adattivo.

Sistema, perché formato da una pluralità di attori che interagiscono.

Complesso, in quanto le azioni e reazioni non sono regolate da funzioni lineari, ma non-lineari e conseguentemente meno prevedibili.

Adattivo, perché se perturbate da un elemento esterno al sistema riescono ad adeguarsi (affermava un mio amico biotecnologo riferendosi al corpo umano che in un sistema complesso l’introduzione di un corpo esterno o porta al collasso del sistema stesso o il sistema rigetterà il corpo esterno,  ci sarebbero dei “se” e dei “ma”, non è questo il momento)

I punti chiave identificati da Martin Reeves sono 6:

  • Eterogeneità

Le diversità di una forma di vita permettono un miglior adattamento quando determinate variabili che caratterizzano l’ecosistema cambiano. Ad esempio i differenti ceppi di un Virus permettono a questo lo sviluppo di un resistenza ai farmaci. L’autore evidenzia l’importanza di favorire i piccoli fallimenti aziendali per garantire la nascita e test di nuove idee. E’ da evitarsi l’estrema verticalizzazione dell’azienda e nel concreto il caso citato è quello della Fujifilm che è riuscita a sopravvivere alla rivoluzione del settore delle macchine fotografiche digitali, al contrario della Kodak. Fujifilm investì pesantemente in ricerca e sviluppo oltre ad acquisire più di 40 aziende.

 

  • Modularità

Su questo punto l’autore non è stato chiarissimo o forse sono io lento a capire il concetto (molto più probabile). Partiamo dal grande problema: spesso le aziende organizzate in strutture  funzionali e si determinano delle dinamiche da “silos”, reparti che comunicano poco o male tra di loro. La soluzione è aumentare le connessioni, i contatti per rendere il sistema robusto. La correlazione ecologica è con incendi occasionali che aiutano a garantire una “modularità” del sistema permettendo la nascita di zone della foresta con minore combustibilità.  Il concetto della modularità mi riporta ad una organizzazione per divisione dell’azienda (con tutti i pro e contro).

Anche qui perdonatemi se posso apparire un sofista ma non si capisce se si parla di resilienza o resistenza, due qualità differenti di un ecosistema (resiliente è subendo un danno dall’esterno riesce a ritornare velocemente alla condizione imperturbata, resistente è un sistema che per la perturbazione di un agente esterno viene danneggiato lievemente, ma se la magnitudo dell’agente è elevata un sistema resistente può collassare e non ritornare alla situazione originaria)

 

  • Ridondanza

Nel risk management questo concetto è fortemente sviluppato. Considerate ad esempio la circolazione ferroviaria, nel tempo la gestione della sicurezza si è sempre più sofisticata (nel senso positivo del termine).

L’infrastruttura è suddivisa in più sezioni, il distanziamento minimo tra due treni è tale che se il mezzo di testa si dovesse fermare a causa di un guasto allora il mezzo di coda deve poter effettuare una manovra di arresto.

Il sistema è progettato in modo tale che l’arresto di emergenza non sia vincolato al conducente. Se il conducente non dovesse intraprendere la manovra, il sistema elettronico automaticamente attiverà la manovra di arresto, se per colpa di un guasto tecnico il comando elettronico non dovesse funzionare allora  si attiverà un sistema meccanico tale da permettere l’inizio della manovra di arresto.

Inizialmente pensavo che questo andasse contro i principi “lean”, ma in realtà l’autore cita come caso di studio un evento occorso in Toyota. Un incendio nel 1997 alla Aisin Seiki, dove c’era l’unica fornitura di P-valves, avrebbe potuto bloccare la produzione per settimane. Ma Toyota e Aisin furono in grado di contattare più di 200 partner e riprendere in sei giorni la produzione con ritmo regolare. Attenzione, Aisin era l’unica azienda ad avere l’esperienza e la conoscenza per la produzione delle P-Valves, ma il fitto network di Toyta ha permesso di resistere e superare l’imprevisto.

In chiave ecosistemica questo meccanismo di difesa si riscontra nel sistema immunitario. Infatti abbiamo diverse linee di difesa contro i patogeni, barriere culturali (igiene personale), barriere fisiche (la pelle), un sistema immunitario (globuli bianchi) e la possibilità di ricorrere a trattamenti medici (antipiretici-antibiotici) che permettono di contrastare eventuali agenti patogeni.

  • Consapevolezza dell’imprevisto

Caratteristica di un sistema complesso adattivo è che noi non possiamo predire con certezza uno stato futuro. Nonostante questo possono essere acquisite informazioni e dati che definiscano un potenziale cambiamento.

In ambito aziendale poche cose sono più difficili da predire più del progresso e impatto di nuove tecnologie, ma è possibile, e sicuramente utile, collezionare attivamente le attività di competitor “Inusuali” (o non diretti, il termine inglese utilizzato è “Maverick”) per evitare di essere spazzati via dal mercato. Esempi di aziende che non sono riuscite a percepire questi segnali ci sono, i produttori di macchine fotografiche analogiche o per i produttori di compact disk con l’avvento delle PenDrive. Una strada per rilevare i deboli segnali del cambiamento può essere l’analisi del flusso delle smart money, ossia gli investimenti early stage dei Venture Capital. Successivamente capire se  una startup sta crescendo ed è apprezzata, capire che conseguenze può avere per il  business (sia minacce che opportunità ovviamente).

 

  • Feedback loops e meccanismi di adattamento

I meccanismi di feedback sono elementi che permettono al sistema di rimanere sano ed autoregolarsi. In natura si ha una selezione degli elementi che meglio si adattano al sistema, una mutazione genetica solo se porta ad un beneficio per la specie si conserva nel tempo poichè la specie con quel gene mutato meglio si adatterà alle condizioni del sistema in cui è inserito.  Accettare i fallimenti di progetti pilota per valutare nuove opportunità di business piuttosto che effettuare semplici ottimizzazioni operative. Sulla questione dei feedback nell’articolo si citano i manager giapponesi che spesso si spostano dai piani alti al “gemba” il piano dove ci sono gli operai di livello più basso, “quelli che si sporcano le mani”,  per acquisire informazioni nuove. La questione dell’acquisizione delle informazioni è fondamentale, trattata anche da Andrew Groove in “High Output Management”, da Steve Jobs (la leggenda narra che chiedesse sempre a chi fosse in ascensore con lui “Qual è il contributo che stai dando ad Apple”) .

Questo punto non pone la differenza tra un feedback negativo ed uno positivo, questa omissione mi sembra indebolire la correlazione.  L’autore vuole giustificare la necessità di tutelare l’eterogeneità all’interno di un sistema organizzativo in contrasto con il pensiero manageriale dominante che vede nell’eterogeneità una inefficienza, una dispersione delle risorse.  Il caso di successo che si cita è la Tata Consultancy Services, ma al di la del risultato finanziario 20 milioni di dollari di fatturato nel 1991, 1 miliardo di dollari nel 2003 e 15 miliardi nel 2015 andrebbero anche analizzate altre variabili come lo sviluppo tecnologico indiano, il costo della manodopera in India e la sua informatizzazione, probabilmente è stato trattato e non discusso per motivi di sintesi nell’articolo.

 

  • Fiducia e cooperazione

Affinché un sistema complesso possa conservarsi dinamicamente nel tempo è necessaria una cooperazione tra gli elementi (è estremamente semplificato come concetto, ma questo vale anche per i punti precedenti, è ovvio che in un ecosistema alcune specie competano per la sopravvivenza). Nell’economia dell’ambiente  è stato studiato da Garret Hardin the tragedy of the commons :

“Secondo questa impostazione, se un bene non appartiene a nessuno ma è liberamente accessibile, vi è una tendenza a sovrasfruttarlo. L’individuo che si appropria del bene comune, deteriorandolo, infatti, gode per intero del beneficio, mentre sostiene solo una piccola parte del costo (in quanto questo costo verrà socializzato). Poiché tutti ragionano nello stesso modo, il risultato è il saccheggio del bene. Analogamente, nessuno è incentivato a darsi da fare per migliorare il bene, poiché sosterrebbe un costo a fronte di un beneficio di cui non potrebbe appropriarsi che in parte.”

Secondo invece il primo premio nobel per l’economia di sesso femminile Elinor Ostrom, è possibile superare questo problema attraverso la cooperazione, che si traduce in fiducia tra gli utilizzatori, una conoscenza del rischio in caso di sovra sfruttamento, questa consapevolezza può portare a non massimizzare i profitti individuali, in favore dell’ottimo della collettività. Questo approccio è stato adottato dalla Novo Nordisk per entrare nel mercato farmaceutico Cinese nei primi anni ’90. Negli anni 90 in Cina non erano ancora diffuse in ambito medico delle procedure per l’analisi del diabete. Novo Nordisk ha iniziato a collaborare con il Ministero della Salute Cinese e la “World Diabetes Foundation”  per insegnare ad oltre 200.000 medici procedure per la diagnosi del diabete. Novo Nordisk non si è posizionata solo come un distributore di insulina, ma ha realizzato dei centri di ricerca e sviluppo in Cina oltre che di produzione.

Questi sforzi sono stati bene ricompensati.

Oggi la Novo Nordisk detiene il 60% del mercato dell’insulina in Cina.

 

 

In realtà gli ecosistemi sono sistemi complessi, molto delicati che impiegano migliaia di anni per svilupparsi e spesso basta un elemento esterno come l’uomo per portarli al collasso in poco tempo.

La correlazione, che ho trovato in alcuni punti forzata, è strutturata ed interessante.

Mi incuriosisce particolarmente conoscere l’evoluzione del pensiero delle società di consulenza strategica nei prossimi anni.

Chissà.

 

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