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Un anno dopo

E’ passato più di un anno dall’ultimo post su questo blog in cui raccontavo del mio fantastico viaggio a Barcellona, in un anno, guardandomi indietro sono cambiate tante cose e tante ne ho imparate.

Dopo la laurea ho iniziato seriamente a studiare un nuovo linguaggio di programmazione {Python} attraverso DataCamp.com e mi sono appassionato a tutto il mondo dell’analisi dati, che nel gergo è chiamata Data Science.

Per raccontare di questa avventura (ed allenarmi con la lingua inglese) ho creato un nuovo blog con Word press ma su un altro hosting, perché più economico, lovabledata.com

Spero di riprendere seriamente a scrivere qui con cadenza almeno mensile anche dopo l’esperienza di VLog con “Radio Londra” su Youtube.

Un abbraccio,

Andrea

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Pixar, Artists, Founders and Corporate Innovation

innovation

Sorgente: Pixar, Artists, Founders and Corporate Innovation

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Ricordi del Liceo Alberti, di una Autogestione e del “Giornalino Scolastico”

Oggi stavo sistemando la mia stanza a Formia ed ho ritrovato pezzi del mio passato rievocando così ricordi che avevo completamente dimenticato.

Nel 2008, durante l’Autogestione del Liceo, avevo organizzato un corso sulla storia del Rock dalle origini fino ai SOAD.  Il nome era osceno “Storia delle Rocce”  le persone pensavano fosse un corso di geologia. Purtroppo l’Autogestione era vissuta come un momento di svago e rimasi deluso profondamente dalla cosa scrivendo un articolo molto polemico sul giornalino della scuola, che ho riportato in questo post (il mio liceo era frequentato da 700-800 studenti con relativi professori).

Non ho apportato correzioni o modifiche all’articolo originario, mi piaceva riportare su questo blog questo ricordo nudo e crudo come lo fu a suo tempo.

“A proposito di quell’autogestione

Quest’anno dopo un anno di stasi si è svolta la settimana dello studente. Durata dal 6 al 9 febbraio almeno sulla carta si presentava come un progetto costruttivo, che avrebbe permesso allo studente di ampliare la propria cultura fuori da quegli schemi della conoscenza scolastica. La realtà si è invece rivelata diversa ed un po’ deludente. E’ accaduto che nelle prime due ore i corsi venivano frequentati dalla maggioranza degli studenti, soprattutto del biennio, un po’ forzati dalla security poi la frequenza si riduceva fino a sparire completamente.

Mi correggo, più che sparire gli studenti migravano in massa verso i campetti di calcio o il tavolo da ping pong dove si svolgevano i relativi tornei (a pagamento). Faccio fatica a spiegarmi come mai questo grande interesse rispetto a corsi intellettualmente più stimolanti, (per citarne alcuni lo studio del montaggio cinematografico o i vari sulla storia della musica).

La conclusione cui sono pervenuto è la seguente:

l’odore del maschio sudato ha una forza attrattiva più grande di qualsiasi dibattito o approfondimento che possa ampliare la propria cultura.

Ma c’è di più!

Questa massiccia migrazione di studenti ha tolto la materia prima agli organizzatori dei corsi: gli ascoltatori. Così che demoralizzati molti hanno chiuso baracca. Sono stati pochi i corsi che hanno resistito nonostante i pochi interessati, merito della caparbietà di tutti coloro che non si sono lasciati scoraggiare, gli unici che hanno capito il vero valore dell’autogestione.

Sono convintissimo che nella Scuola questa settimana sia stata vissuta dalla maggior parte degli studenti come un momento di puro svago e riposo senza considerare minimamente lo studio ed il lavoro che c’era da parte degli organizzatori anche per una sola ora di lezione.

Avrei apprezzato la partecipazione dei professori durante questo periodo, perché i corsi non erano indirizzati solo agli studenti.

Sarebbe stato piacevole uno scambio di ruolo e percepire una voglia attiva da parte dei docenti di conoscere i nostri pensieri e le nostre idee, ma nulla di ciò è accaduto.

L’unica eccezione che ho potuto constatare è stato il professore Pastorello il quale ha perfino preso la mia chitarra acustica e ha incominciato a suonare insieme ad un video degli ZZ Top! presentando opinioni riguardo eventi musicali.

Questi giorni sono stati per me molto significativi e formativi mi hanno reso cosciente di quanto sia indifferente la maggior parte della mia generazione.

Spiego meglio: se argomenti proposti dagli studenti stessi non interessano potrà mai attrarre una lezione di storia o la spiegazione delle emozioni di un dipinto di Monet?

Ignoro cosa interessi oggigiorno alla massa adolescenziale e ho paura.

Non sono certo determinato a rievocare l’attivismo (giusto o sbagliato che sia stato) di quaranta anni fa, ma sicuramente è necessaria una presa di coscienza della nostra voglia di non-conoscere.

L’autogestione è stata la dimostrazione che la nostra fame di sapere tende allo zero. Questa critica sia ben inteso vale anche per gli studenti “dalla media elevata” che hanno dato l’immagine di persone legate ad un numero, ad una votazione e non interessate ad una oggettiva volontà di conoscere.

L’anno prossimo non dovrei (salvo imprevisti) essere al liceo Alberti, ma mi auguro che la maturità collettiva cresca affinché la prossima settimana studentesca sia costruttiva di quest’ultima.”

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Verdone, Thiel, UnaBomber sul progresso tecnologico della società #ofamostrano

A regà o sapete qual è il problema è che nessuno c’ha più gnente da di’

-Jessica, Viaggi Di nozze

Non conoscevo la storia di Unabomber.
All’anagrafe Theodore Kaczynski è un criminale, matematico, ex docente americano, che tra il 1978 ed il 1995 ha ucciso 3 persone e ferite 23 e viene citato da Peter Thiel (co-fondatore di Paypal) in “Zero to One” nel capitolo 8 facendo riferimento al manifesto che aveva scritto nel 1995 (se volete leggere il manifesto lo trovate qui)
Nel manifesto di Unabomber gli obiettivi venivano classificati in:
  • Facili
  • Difficili
  • Impossibili
La sua visione dell’umanità affermava che si era arrivati ad un livello di progresso tecnologico tale per cui si era scoperto tutto, non potevano esistere per gli scienziati, esploratori e ricercatori obiettivi difficili, ma solo facili ed impossibili.
I primi, raggiungibili anche da un bambino, i secondi, irraggiungibili indipendentemente dagli sforzi.
La facilità e l’impossibilità di raggiungere determinati obiettivi porta alla depressione, diminuisce l’autostima, in generale determina una forte insoddisfazione.
Secondo l’autore (Thiel) l’assunto che tutto sia stato scoperto e tutte le verità rivelabili siano state rivelate è tipico dei fondamentalismi religiosi.
In tali realtà ci sono verità ovvie, comprensibili a tutti, ed i misteri della fede, i quali sono inconoscibili.
In queste realtà non esistono dei gradi intermedi, delle vie di mezzo.
Questo discorso non vale solo per la religione, ma anche per il mercato. Il valore delle cose, azioni, beni fisici, è definito dal mercato. Anche un bambino può conoscere il valore delle azioni di una azienda, ma sapere se queste rispecchiano il vero valore dell’azienda non può essere anticipato.
Il mercato avrà sempre una conoscenza più vasta di quella che tu potrai mai avere.
Ma questo assunto è falso, esistono segreti ancora non rivelati, nella tecnologia e nelle scienze in generale.
Perchè allora non si realizzano nuove e rivoluzionarie scoperte?
Vengono identificate 4 cause:
1) Incrementalismo, si tende ad un graduale sviluppo tale per cui non è possibile inventare o scoprire qualcosa di rivoluzionario. E’ il metodo “step-by-step” che rende impossibile il verificarsi di una scoperta rivoluzionaria
2)Avversione al rischio, fallire è un emozione che si preferisce evitare. L’idea di sbagliare ci spaventa.
3)Compiacenza (o approvazione sociale), per mettere in discussione lo status quo bisogna tenere in conto che una moltitudine di persone la penserà in modo opposto o, come direbbe Augusto Coppola, accettare che molti pensino di voi e dalla vostra idea che siate dei “poveri mentecatti”
4)Omogeneità, tutti in questo mondo globalizzato possiamo scoprire qualcosa di nuovo, ma se c’ho fosse possibile, perchè qualche mente più intelligente e brillante di me, te, in un altro punto del globo non l’ha mai fatto?
Questi 4 punti fanno si che le persone nemmeno inizino a lavorare per la ricerca di una grande nuova scoperta, perchè il mondo sembra essere troppo vasto per il singolo individuo perchè possa dare un contributo unico.
Dopo aver letto il capitolo, mentre cucinavo, mi è tornata in mente la scena di Viaggi di Nozze in cui alla fine di una serata Jessica, Ivano con i suoi amici, discutevano amareggiati su di una società dove ormai tutto era stato scoperto.
Io, personalmente, sono molto in accordo con l’ottimismo dell’autore, seppur con qualche perplessità sulla questione dell’incrementalismo e tutta la sua critica all’approccio Lean di Steve Blank e di Eric Ries.
Oggi molti problemi sono ancora irrisolti e con la globalizzazione ed altri fattori nuove sfide sono nate in ambito ambientale, sociale ed economico, sicuramente non sono di facile risoluzione, ma pensare che siano impossibili è limitante.

In molti hanno discusso sull’uomo, sul progresso e molto si è detto, ma, per me, sarà sempre Dante a descrivere con la massima eleganza il concetto.

« “O frati,” dissi, “che per cento milia

perigli siete giunti a l’occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d’i nostri sensi ch’è del rimanente
non vogliate negar l’esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”. »

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Produttività, metodi discutibili che con me funzionano

Una volta da qualche parte avevo letto questa storia molto interessante:

C’erano due boscaioli canadesi, con le classiche camicie a quadri che volevano sfidarsi in una gara a chi tagliava più alberi. Il primo boscaiolo sembrava avere energie infinite, abbattuto un albero passava al successivo e nemmeno si girava per guardare il suo sfidante, si limitava a sentirlo.

Inoltre il primo era convinto di vincere perché ogni mezz’ora sentiva il suo amico smettere di tagliare alberi per riposarsi.

Dopo tre ore la gara era finita ed incredulo il primo era riuscito a tagliare cinque alberi in meno del secondo, nonostante il secondo si riposasse ogni tanto.

Incuriosito il primo boscaiolo chiese al secondo: “Ma come diamine è possibile che tu abbia tagliato più alberi di me nonostante ti fermassi ogni mezz’ora?”

E rispose il secondo “Perché mi fermavo per pulire ed affilare la lama della mia sega”.

Tra ieri ed oggi, con l’inizio del nuovo semestre e della preparazione al lavoro estivo sono andato a stampare dei fogli da University Lab per tenere traccia del lavoro/studio con cadenza settimanale e giornaliera.

Si basano sulla tecnica del pomodoro ed altre letture. Personalmente mi aiutano a capire cosa si sta facendo e in quanto tempo, inoltre ci sono delle sezioni per nutrire (un mio caro amico direbbe mentire) la mente ed evitare eccessi di studio/lavoro.

Settimanale Giornaliero

A differenza di una agenda l’inserimento della data è manuale, così che possa diventare la routine di inizio giornata per poi proseguire senza distrazioni e con la consapevolezza di cosa si sta facendo e perché.

Tre sono gli aspetti fondamentali:

  • Ciò che vuoi fare ed il tempo che pensi di dedicarci
  • Il tempo che effettivamente dedichi e i risultati che riesci realmente a ottenere
  • L’errore tra la stima fatta e il risultato ottenuto

Può sembrare strano, o esagerato, scrivere di sentire delle persone, ma così facendo si riesce a restare in contatto con molti più amici oltre ai tre-quattro che sentiamo abitualmente.

Spero possa essere di aiuto, sia per gestire meglio differenti impegni e “fronti di lavoro”, sia  per non dimenticarci di chi c’è intorno a noi 🙂

 

 

 

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Novità

Ci sono molte novità da raccontare a breve tornerò a scrivere su questo blog, nel bene e nel male.

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Tempo necessario per preparare una presentazione

Sono davanti ad una serie di fogli, come sempre in crisi perchè sto preparando un pitch per la fiera delle startup che ci sarà il 17 giugno a Milano, fa sempre parte del percorso della Startup Initiative di Banca Intesa, se andrà bene accederemo alla fase finale in cui si presenterà il progetto davanti una platea di VC ed Angels.

Comunque non è di questo che vi volevo parlare, ho scaricato il libro di Nancy Duarte Slid Ology e mi è molto piaciuto un pezzo (non l’ho letto l’ho solo sfogliato) in cui vengono definiti i tempi necessari alla realizzazione di una buona presentazione.

Li volevo condividere, come sempre sono dei consigli, non sono una verità assoluta, ma credo possano aiutare.

Tempo Stimato per Sviluppare una Presentazione
6–20 hours

Ricerca di dati/statistiche dal Web, colleghi/amici e da chi è del settore

1 hour
Costruire una mappa di quello che vuole sentirsi dire la gente (es. i VC vogliono capire come gli farai fare soldi, tanti soldi)
2 hours

Generare idee con i post-it(quelli del Todis vanno benissimo)
1 hour

Organizzare le idee
1 hour

Ricevere feedback dagli amici/alumni di InnovAction Lab o persone ben più cattive(gli organizzatori di InnovAction Lab) su come è stato “impacchettato” il messaggio

2 hours

Strutturare una bozza della struttura o della sequenza narrativa
20–60 hours

Realizzare le slide per applicare alla presentazione(es se prima c’è una selezione dovete realizzare le slide ed inviargliele)
3 hours
Provare! Provare! Provare! (Con la signora accanto in metro, mentre preparate l’amatriciana, mentre andate a correre, con la vostra ragazza)
36–90 hours total

Le ore non le ho tradotte concedetemi questo gesto di pigrizia.

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