Archivi tag: innovaction lab

Aggiornamenti su questa residenza Londinese

Sono passati ormai due mesi da questa mia permanenza in UK, sono cambiate e successe diverse cose.

Al clima, sempre variabile, ormai ho fatto l’abitudine. Sono riuscito ad andare a correre sotto la neve, quindi considero il peggio passato, se, e solo se, i miei amici la smettessero di inviarmi le foto al tramonto di Formia e Gaeta, a questo non mi abituerò mai.

In questi mesi mi sono dedicato alla panificazione, disciplina fantastica che non conoscevo e che mi sta particolarmente divertendo. Ho iniziato così a preparare il pane in casa con lievito di birra, farina, acqua e sale.

Pane.PNG

Sto continuando a studiare e cercare lavoro come Data Scientist, in particolare sto approfondendo PostgreSQL, ho trovato questo sito veramente interessante e di supporto.

Purtroppo verso fine Febbraio ho dovuto fare i conti con il mio inglese e con l’affitto.

Un caro amico mi aveva detto che facevo un po’ di errori che andavano corretti, inoltre quando parlavo con i recruiter spesso mi bloccavo per l’ansia, così ho deciso di scegliere, temporaneamente, un lavoro che mi permettesse di migliorare forzatamente la lingua e di pagare le spese di casa.

Cercando su Indeed e consegnando anche il CV a mano sono riuscito ad accedere alla primo colloquio per lavorare presso Lola Cupcakes, successivamente ho effettuato una giornata di prova di due ore e sono stato assunto.

Oltre a questo lavoro per migliorare la mia padronanza linguistica continuo a seguire delle lezioni di inglese su Fluentify durante il weekend, così che possa avere un insegnante che corregga i miei errori.

Quindi ricapitolando, verso gli inizi di Marzo è cominciata ufficialmente la mia avventura come Sales Assistant presso Lola Cupcakes, una catena di pasticcerie che vende torte e cupcakes.

Lavoro presso la stazione di Marylebone, ogni mattina da un megalaboratorio arrivano alla stazione delle torrette con vari scompartimenti contenenti i cupcakes, che sono stati preparati durante la notte, io mi occupo di “creare il display”, venderli e fare in modo che sia tutto pulito.

E’ abbastanza faticoso, perché devo stare tutto il giorno in piedi, gli orari sono o 07:30-15:30 o 13:00-21:00 per 7.80£/h, ma nonostate la fatica è un’esperienza interessante sotto vari aspetti:

  • Posso pagarmi l’affitto, senza chiedere soldi alla mia famiglia
  • L’organizzazione del lavoro è molto strutturata e (quasi) nulla è lasciato al caso
  • Sin dalla seconda settimana ho avuto la responsabilità di aprire da solo il punto vendita di Marylebone
  • Dalla terza settimana ho iniziato ad occuparmi della chiusura del negozio (Gestione delle rimanenze, aggiornamento del database contenente le informazioni giornaliere su fatturato/# di clienti, raggiungimento o meno del target di fatturato, % di dolci buttati)
  • Parlo costantemente in inglese

Purtroppo questo ha determinato un rallentamento del lavoro sia sul mio canale YouTube, sia su lovabledata.com, perché nel poco tempo libero che mi rimane:

  • Sto cercando offerte di lavoro come Junior Data Scientist
  • Ho iniziato un progetto di analisi dati sull’accessibilità dell’istruzione e le disuguaglianze sociali con un mentor tecnico
  • Sono il City Manager di Londra dell’Associazione Alumni InnovAction Lab

 

Questo è un tipico pranzo domenicale degli  Alumni di InnovAction Lab iniziato alle 13:00 e finito alle 22:00.

29594764_10213509652807861_4066855351748202328_n

Nonostante tutte queste attività e circa 40h di lavoro settimanali, cerco di  andare a correre con una certa costanza almeno due volte a settimana e continuo a leggere cercando di sfruttare anche solo i 30 min di pausa pranzo che ho a disposizione. Attualmente ho finito un libro di poesie di Pablo Neruda , carino, e sto per finirne un altro di Alda Merini La vita facile: 1 che è ancora più bello, veramente emozionante. Devo ringraziare Ludo che me li ha regalati e fatti scoprire, visto che compro sempre saggi tecnici.

Un abbraccio

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Scritti sparsi, Viaggi

NON fate InnovAction Lab, troverete ottime motivazioni in questo articolo

Avete Ottimi motivi per NON fare InnovAction Lab

 

Da anni non faccio che parlare bene di InnovAction Lab, di quanto sia fico qui di come ti cambi la vita ecc, per quest’anno basta.

 

Quest’anno voglio dirvi di NON farlo ed avete tutte le ragioni di questo mondo, io ne individuerò solo 10:

 

  1. Non avete tempo, dovete pensare agli esami, la ragazza/o la partita di calcetto, la serata in discoteca, già la vita è amara non capisco perchè dovete complicarvela con un percorso impegnativo come InnovAction Lab
  2. E’ gratis e come tutte le cose gratuite non funziona ed è mediocre
  3. Se sbagli ti insultano, perchè mai dovresti farti insultare da qualcuno?
  4. E’ un corso pieno di inglesismi che servono solo a darsi un tono
  5. Le startup oltre ad essere la moda del momento sono fuffa, il corso è per fondare una startup quindi ti insegnano la fuffa
  6. Non credo di avere le capacità/essere all’altezza per il corso
  7. Non voglio fare l’imprenditore da grande quindi non mi serve
  8. E’ l’ennesimo corso di formazione, ma tanto si sa che in Italia senza raccomandazioni ed agganci non si va da nessuna parte
  9. Ti obbligano a prendere soldi da Enlabs (questa mi è stata suggerita da un alumno ieri a cena)

 

Ovviamente queste sono tutte un mucchio di sciocchezze (sono infatti 9 motivazioni e non 10).

 

Le persone sveglie, con un minimo di capacità analitiche approfondirebbero ogni affermazione precedentemente descritta.

 

Se hai qualche dubbio se fare o meno InnovAction Lab, o vuoi approfondire di cosa si tratta, contatta un alumnus di InnovAction Lab, guarda i vecchi video di presentazione di Augusto o partecipa all’Hang out di oggi.

 

 

 

La Famiglia degli alumni deve crescere arricchendosi di persone in gamba che si possano aiutare in caso di necessità, questo spiega la ragione di tanto proselitismo.

 

Non entro nel dettaglio sull’importanza della Famiglia degli Alumni, se siete svegli lo capite se non lo capite NON dovete assolutamente fare InnovAction Lab.

 

Più rapidi meno bradipi

le iscrizioni per Roma e Milano chiudono a breve.

 

InnovActionLab

Lascia un commento

Archiviato in Racconti universitari, Startup, Tecnologia

Ciao Wheelab

Ciao Wheelab.
Wheelab è la startup che ho cofondato nel 2012, ma è fallita.
Per una serie di ragioni a Maggio 2014 ho deciso di lasciarla, lasciando così un ambizioso progetto, quello di far percorrere alle persone in scooter ed in moto le strade più sicure.

Solo ora sto dedicando un post specifico, perché deteminate scelte per essere metabolizzate richiedono tempo ed  al di la delle frasi motivanti “fail early fail often”,  fallire è sempre una grande merda.

Ho dato tanto a Wheelab e mi ha dato tanto, proprio per questo voglio riassumere quelli che sono stati:

  • I miei 2 errori più grandi
  • Le 3 lezioni più importanti

E perchè non rimpiango un solo minuto del tempo dedicato.

Primo errore: Non dedicarsi fulltime

Non è possibile non dedicarsi fulltime alla vostra startup.
È meglio mettersi dei soldi da parte nel modo più breve ed economicamente vantaggioso e poi decidere di provarci facendo solo quello.
No università, no altri lavori.

Cercate di slegarvi da qualsiasi situazione familiare.
Se non ci sono soldi, se non ve lo potete permettere, se non riuscite a mettervi da parte dei soldi per (sopra)vivere per sei mesi e presentarvi agli investitori non ci provate.

E’ duro, ingiusto?

E’ così.

Potete sfruttare i weekend per validare alcuni punti della vostra idea, ma è comunque un limite.

Secondo errore: L’inesperienza

Chiamatela se volete la mancanza di competenze.

Nel tempo, grazie alle persone che mi erano intorno e alle cazzate fatte, ero consapevole della mia scarsa capacità a:

  • realizzare test di validazione rapidi
  • capacità gestionali
  • e per quanto può sembrare banale conoscere la lingua inglese

Per recuperare queste lacune ho studiato, ho approfondito, ma non è stato sufficiente.

Quando questi nodi sono venuti al pettine e si sono sovrapposti gli effetti insieme al primo errore si è verificata la presa di coscienza del fallimento.

In parte sono riuscito a recuperare, ad approfondire determinate conoscenze e questi sono stati i canali:

Lezione n°1 Il tempo è fottutamente scarso

Può sembrare una cosa ovvia, ma il tempo è la risorsa chiave di una startup perché è sempre troppo poco e questo significa che bisogna focalizzarsi nel lavorare alle attività che possono validare nel minor tempo possibile l’idea.

Prima di scrivere una sola linea di codice ci sono numerose attività preliminari che i founder devono realizzare.

Sondaggi con i potenziali clienti, definizione dei potenziali “attori” (stakeholder), utilizzo di wireframe ecc.

Lezione n°2 La progettazione è fondamentale

Progettare non è un puro esercizio scolastico, bisogna essere precisi nello stimare tempi, costi, “Il come e quando”, anche in un ambiente complesso e incerto come una startup.

Per riassumerla in una frase di un caro amico “Solo di entusiasmo, senza una strategia non si va da nessuna parte”.

Lezione n°3 Costanza e Responsabilità

Essere costanti e resilienti è tutto, soprattutto per quelle operazioni noiose o pesanti che devono essere fatte.

Un esempio pratico? La contabilità dei risultati.

Dover dire in modo strutturato quando una persona ha performato bene e quando male.

Assumersi le proprie responsabilità nei confronti del team quando si commette un errore e prendersi tutti i rimproveri dovuti.

Perchè non rimpiango neanche un minuto del tempo dedicato a Wheelab

Grazie a Wheelab sono entrato in contatto con persone eccezionali che mi hanno entusiasmato, permesso di scoprire e vedere il mondo con una nuova testa ed occhi nuovi.

 

Wheelab ha scandito un periodo  di crescita fondamentale nella mia vita.

 

 

Questo articolo può sembrare banale per chi è dell’ambiente, contenuti che vengono scritti un po’ ovunque su Business Insider, Inc o altro, ma determinate situazioni non possono essere comprese in pieno se non vivendole.

Lascia un commento

Archiviato in Racconti universitari, Scritti sparsi, Startup, Tecnologia

Startup Weekend Roma: Resilienza. Parte 2

“The brilliance is rarely in the model; it’s in the implementation”

Domenica, resilienza

03:30 del mattino

Ho iniziato a limare il lavoro che aveva fatto Mirko con l’executive summary, il giorno dopo secondo la strategia che avevamo individuato avremmo stampato una copia dell’executive summary per ogni giudice e ogni copia avrebbe avuto la faccia del giudice in altro a destra.

Possiamo chiamarlo Branding/Marketing, o semplicemente paraculaggine.

In un gruppo con soli due sviluppatori e senza un grafico ci saremmo dovuti inventare qualcosa per stupire la platea e competere con  gli altri gruppi che mediamente avevano un grafico e tre sviluppatori.

Era il nostro assist, l’azione che ci avrebbe portato a provare un tiro da tre punti, era la nostra mossa segreta, l’ingrediente magico che avrebbe fatto la differenza tra la nostra ricetta ed un’altra.

04:30 era arrivata l’ora di cercare di dormire.

Mi ero previdentemente portato uno stoino da campeggio perchè “non si sa mai”, rosa confetto perchè “anche nella difficoltà non si deve rinunciare all’eleganza”.

Così ho iniziato a cercare l’angoletto ideale. Sotto la colonna? Vicino i bagni?  Dove c’era il catering?

Dopo un paio di minuti ho trovato il giaciglio, apparentemente ideale. Mi ero sistemato accanto ai tavoli dove la sera c’era il catering(abbastanza sgradevole come servizio) e ho provato a prendere sonno. Purtroppo la coppia di guardie giurate ha pensato bene di chiacchierare tutta la notte sulla attuale crisi economica e di quanto fossero fortunati in fin dei conti ad avere un contratto a tempo indeterminato.

Ore 07:30 Sveglia(chiamiamola così!).

Mi sono diretto verso il Mc Donald, era il primo locale aperto, mentre fissavo l’olio ancora freddo ed ho comprato un caffè ed un muffin. Per rendere meno angosciante la colazione ho deciso di mangiarlo davanti la fontana di Trevi,

Bellissima, ancora dipinta dai colori del mattino. Una delle colazioni più suggestive della mia vita.( perdonatemi se non so scattare le foto)

Fontana diTrevi

Prima di tornare ho deciso di fermarmi ad un altro bar per un secondo caffè ed un pacchetto di gomme.

08:30 si continua con il lavoro!

Ho iniziato a ripetere la presentazione, mentre Marco mi ha avvisato che il lancio della preiscrizione su LaunchRock era pronto.

09:30 il team era di nuovo al completo per macinare.

Mirko ha iniziato ad impaginare l’executive summary, inserendo anche delle info mancanti. Alessio ha iniziato a strutturare la campagna da 10 euro che avremmo lanciato su Facebook.

Era domenica, dove stampare?

Le copisterie che conoscevo aprivano alle 16:00, un imprevisto che non avevo calcolato.

Agostino, inarrestabile, ha iniziato a trovare un posto dove stampare gli executive summary.

C’era una vecchia stampante al Tempio di Adriano, probabilmente l’aveva dimenticata proprio Adriano.

Se si riusciva a farla funzionare era fatta!

Riesce dopo una lunga ricerca di cavi, driver e figure alle quali appellarsi a venire al tavolo con i 12 Executive Summary, ognuno con la foto del giudice.

12:00 Prova di pitch! Le slide erano ancora grezze e mancanti a braccio ho provato il pitch davanti gli altri partecipanti, un disastro, ma poco importava, successivamente ho continuato a ripetere e Stefano con Davide a rifinire la presentazione.

14 30 abbiamo terminato la presentazione, facendo il possibile con la carenza di una vera figura che potesse curare la parte grafica.
La campagna di Facebook da 10 euri era terminata ed avevamo raggiunto oltre le 40 email di preiscrizione.
Un grande successo!

Sempre a quest’ora siamo stati invitati a lasciare il tempio di Adriano perchè la sala sarebbe stata sistemata per dare il via alle presentazioni ufficiali davanti la platea di spettatori e giudici

Ore 15:30 siamo rientrati nel Tempio, eravamo dei cacciatori, puntavamo tutti i giudici, attenti a notare ogni nuovo ospite che entrava e a confrontarlo con gli Executive Summary che erano rimasti

Agostino era riuscito a stampare gli executive summary e riusciamo a consegnarli tutti prima di iniziare a presentare, l’assist era riuscito, la squadra mi aveva consegnato il testimone. Potevo vanificare gli sforzi del gruppo, il sabato sacrificato, le ore non dormite oppure lo potevo concretizzare.

16:00 era il mio turno, il primo.

Si andava in scena, teso, stanco, non ero riuscito ad imparare bene tutta la presentazione.

Ero comunque riuscito più o meno discretamente a driblare le domande scomode dei giudici, tranne una:

quella sul modello di business.

Un gran flop, non ero riuscito esaustivamente a rispondere.

Non ero riuscito a proteggere il nostro tallone di Achille.

Qui trovate due video della presentazione

http://www.youtube.com/watch?v=sRbEfEmNDYk

https://www.facebook.com/photo.php?v=10202220620385531&set=vb.221287608033133&type=2&theater

18:00 Sono nominati i vincitori, siamo terzi, grandi!

Ero contentissimo, un terzo posto sudato, che il team si era conquistato provandoci fino all’ultimo maledetto secondo.

Roma Startup Weekend Terzo Posto

1 Commento

Archiviato in Startup

Startup Weekend Roma: Execution, Team Building e Resilienza. Parte 1

Lo scorso weekend a Roma c’è stato lo Startup Weekend.

Che cos’è?

Qualcosa di particolare, qualcosa da provare almeno una volta nella vita, almeno finché il fisico regge.

E’ un weekend in cui metti in piedi una potenziale futura azienda bruciando tutte le energie in un arco di tempo strettissimo.

Che ci crediate o no è divertentissimo.

Ero andato lì con l’idea di passare un sabato sera diverso (fare anche talent scouting per Wheelab lo ammetto), ma non pensavo potessi cavalcare e allo stesso tempo farmi travolgere dall’emozione e delle persone che erano li.

Venerdì, Team Bulding

Ore 18:40 Sono arrivato in ritardo al Tempio di Adriano 10 minuti, non avevo dormito benissimo la sera prima ed avevo sbagliato fermata della Metro, si comincia bene!

Velocemente mi sono seduto al tavolo dove c’erano un paio di Alumni di InnovAction Lab, ognuno era venuto li con una idea da sviluppare, ma tutti con la voglia di passare un weekend diverso,  ci riconoscevamo subito in mezzo ad un centinaio di persone, come una setta.

Poco dopo Davide Dattoli ha iniziato a presentare l’iniziativa chiedendo a chi avesse voluto di proporre la propria idea in un minuto, non me lo sono fatto ripetere due volte.

Una delle regole era che si sarebbe dovuto cominciare da zero, con un’idea sulla quale non si aveva lavorato prima.

Nella settimana mi era venuta un’idea molto semplice e banale e volevo giocarci per lo Startup Weekend:

“Una applicazione per permettere agli studenti di trovare una persona con cui ripetere, la chiameremo cogito 3.0”, personalmente non avevo l’ambizione di voler lanciare una startup con cui stravolgere il mondo in 54 ore, non era il luogo adatto.

L’idea non aveva suscitato molto entusiasmo, proprio per la sua semplicità e così ero riuscito a convincere ad aggregarsi al team solo due sviluppatori Stefano e Marco(che si improvviseranno grafici) e 4 figure business Agostino, Mirko, Alessio e Daniele.

Ci siamo conosciuti un po’,  abbiamo fatto un po’ di ordine sulle varie idee e sulle varie cose che si sarebbero potute fare.

Ore 23:00 ci siamo salutati e poi  subito verso casa, nonostante la birra in centro che era stata organizzata sapevo che aspettavano due giorni di fuoco e avrei dovuto riposare per reggere lo sforzo.

Ore 01:00 finalmente nel letto ed elettrizzato per il giorno dopo

Sabato, Execution

Ore 09:30 Abbiamo deciso su  cosa focalizzarci, Marco ha iniziato a montare la piattaforma attraverso Drupal, Stefano scriveva il codice per l’applicazione mobile.

Alessio ha  iniziato a fare una stima del costo acquisizione clienti sulla base di eventi e possibili pubblicità da realizzare all’interno delle università ed  Agostino curava il sondaggio su Mokey Survey.

Era importante avere dei numeri e Mirko era il nostro analist, si è così occupato dei scovare i dati di mercato su università e studenti mentre Davide, un altro grande supporto del team, improvvisato grafico, ha iniziato a stendere le basi per il logo.

Io, venendo dalla scuola di “steve blank”, ho iniziato a chiamare i potenziali clienti.

Ho contattato una libreria ed una copisteria dell’area di Roma Tre e che mi hanno comunicato l’interesse per collaborare al progetto.

Ore 13:00 cambio di nome!

Si passa da Cogito 3.0 a 30eLode, la fortuna questa volta girava dalla nostra il dominio  www.30L.it era disponibile e così mettendo 3 euro a testa l’abbiamo comprato.

I sondaggi avevano sfondato la soglia dei 100, pazzesco, abbiamo così deciso che nel pomeriggio si doveva andare fuori e parlare con le persone per Via Del Corso, gli studenti o quelli che avevano studiato, volevamo sapere se sarebbero stati disposti per pagare per una applicazione del genere.

Siamo riusciti a fermare una decina di persone, altre 10 pensavano fossimo dei tossici/venditoridiCalzini/libri/portachiavi, in più siamo riusciti a fare delle foto con loro per testimoniare la cosa.

Mirko nel mentre stava continuando a riflettere sulle potenzialità del mercato e sui competitor, ma avevamo un problema “Il modello di business”.

Anche se il  cuore di questo applicativo era creare traction, costruire una comunità, sapevamo che sarebbe stata la domanda più difficile alla quale rispondere.

Nonostante siamo riusciti a scoprire che le persone sarebbero state disposte a pagare 89 centesimi all’anno, nonostante gli accordi con la libreria e la copisteria era il nostro tallone di Achille.

Contemporaneamente Stefano stava realizzando le schermate grafiche dell’applicazione, avevamo disegnato tutto il processo dall’iscrizione alla scelta del compagno di studi.

Ore 23:00 era arrivata la RedBull, altra caffeina per poter macinare nella nostra Saturday Startup Night Fever.

Ore 00:00 ho iniziato a scrivere il discorso per il pitch, Mirko l’executive summary, Agostino Alessio e gli altri continuano a validare e fare brainstorming sulle possibili varianti delle schermate che avrebbero caratterizzato l’applicativo.

Ore 01:00 rimaniamo io, Stefano e Marco, la metro stava chiudendo e gli altri ragazzi non ce la facevano a reggere tutta la nottata soprattutto per continuare il giorno dopo.

Stefano era un treno diesel di quelli americani, ha continuato con il disegno delle schermate senza sosta fino alle 5 del mattino.

Marco, un altro panzer del gruppo, stava realizzando il futuro logo e settava le impostazioni per realizzare la preiscrizione su LaunchRock.

Ore 03:30 (del mattino) Con Marco e Stefano eravamo ancora svegli a lavorare.Eravamo rimasti in 6-7 nel Tempio di Adriano dei 13 gruppi e 110 partecipanti

Continua…

SWRoma

ps è già pronta la pubblicherò domani 🙂

Lascia un commento

Archiviato in Startup

Milano-Como-Roma siete curiosi di un resoconto?

Ah Como!  Ve lo ricordate?

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda ricomincia per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni”

Io purtroppo ho studiato tutti I Promessi Sposi sui riassunti, primo capitolo escluso, non ero molto diligente al liceo con le materie umanistiche, in realtà studiavo in base al professore se mi stava simpatico o se mi riempiva di legnate, purtroppo la professoressa di italiano di quell’anno non aveva nessuna delle due caratteristiche.

Credetemi un po’ rimpiango di essermi perso grandi opere come i Promessi Sposi, l’Iliade, i grandi classici.

Comunque dopo un periodo veramente  intenso  per emozioni sia positive che negative domani ritorno nella bella Roma con il suo caldo da sessione estiva e condizionatori delle aule universitarie #chenemmenoilpolonord.

Facendo le somme sia a Dublino che a Milano ci siamo fatti valere con Wheelab.

Per la Intel Business Challenge Europe 2013 ci siamo classificati tra le prime 9 idee in tutta Europa, per la Startup Initiative non c’era una classifica ma comunque a Milano abbiamo superato le semifinali e abbiamo presentato l’idea in finale ricevendo preziosi Feedback che sicuramente ci aiuteranno a crescere.

Sono veramente grandi(almeno per me) risultati se pensate che siamo nati meno di un anno fa, senza ricevere finanziamenti pubblici o essere accelerati in qualche incubatore!

Prossimi passi?

Dobbiamo continuare la prototipazione, è finalmente arrivata la prima tranche da 11.000 euro da Working Capital(in realtà sono 15.0000 ma 4.000 li vuole lo stato in tasse)!

Io dovrei iniziarmi a fare una cultura, seria, sul crowdfunding perché potrebbe essere una strada veramente interessante per fare fundraising, anche perché diciamolo seriamente fondare una startup non significa vincere competizioni o avere una bella pagina web, il primo è un canale per velocizzare il processo di “pivoting”  che caratterizza una startup il secondo un biglietto di presentazione.

Luglio sarà un po’ noioso, ci saranno esami universitari da sostenere che rallenteranno il progetto, ma poco importa è soltanto un mese!

Sono rimasto molto sorpreso che sia i Dublinesi che i Milanesi hanno uno stesso modo di dire per esprimere sia la voglia di insistere con i propri propri obiettivi che per esprimere un senso di felicità. Volete sapere qual è?

#daje!

ImmagineImmagine

1 Commento

Archiviato in Ingegneria, Notizie e politica, Racconti universitari, Tecnologia

Tempo necessario per preparare una presentazione

Sono davanti ad una serie di fogli, come sempre in crisi perchè sto preparando un pitch per la fiera delle startup che ci sarà il 17 giugno a Milano, fa sempre parte del percorso della Startup Initiative di Banca Intesa, se andrà bene accederemo alla fase finale in cui si presenterà il progetto davanti una platea di VC ed Angels.

Comunque non è di questo che vi volevo parlare, ho scaricato il libro di Nancy Duarte Slid Ology e mi è molto piaciuto un pezzo (non l’ho letto l’ho solo sfogliato) in cui vengono definiti i tempi necessari alla realizzazione di una buona presentazione.

Li volevo condividere, come sempre sono dei consigli, non sono una verità assoluta, ma credo possano aiutare.

Tempo Stimato per Sviluppare una Presentazione
6–20 hours

Ricerca di dati/statistiche dal Web, colleghi/amici e da chi è del settore

1 hour
Costruire una mappa di quello che vuole sentirsi dire la gente (es. i VC vogliono capire come gli farai fare soldi, tanti soldi)
2 hours

Generare idee con i post-it(quelli del Todis vanno benissimo)
1 hour

Organizzare le idee
1 hour

Ricevere feedback dagli amici/alumni di InnovAction Lab o persone ben più cattive(gli organizzatori di InnovAction Lab) su come è stato “impacchettato” il messaggio

2 hours

Strutturare una bozza della struttura o della sequenza narrativa
20–60 hours

Realizzare le slide per applicare alla presentazione(es se prima c’è una selezione dovete realizzare le slide ed inviargliele)
3 hours
Provare! Provare! Provare! (Con la signora accanto in metro, mentre preparate l’amatriciana, mentre andate a correre, con la vostra ragazza)
36–90 hours total

Le ore non le ho tradotte concedetemi questo gesto di pigrizia.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized