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Innovazione PI-Campus e riflessioni

Il piano di ieri era quello di andare a tornare in giornata da Roma per l’evento del PI-Campus con Carlo Gualandri e Roberto Bonanzinga.

La realtà però è sempre diversa e così, dopo l’evento, mi sono ritrovato a mezzanotte all’inizio del concerto dei Punkreas all’Acrobax in giacca, camicia e pantalone (la foto con occhiaie rende meglio).


Sveglia alle 07 e treno del ritorno per la CaliFormia alle 8:30, fortunatamente ho dormito a casa di due InnLaber, Giorgia e Stefano, Innlab 13.

Il livello qualitativo dell’evento del PI-Campus era elevatissimo, sia per gli oratori che per i partecipanti.

Carlo è stato il fondatore di:

  1. virgilio.it
  2. Fineco
  3. Gioco Digitale

Roberto invece ha lavorato per 7 anni in una delle società di Venture Capital più importanti d’Europa Balderton Capital ed ha investito in:

  • Banjo
  • BlingNation
  • Contentful
  • Depop
  • FutureAdLab
  • LIfeCake
  • SaatchiArt
  • Storylane
  • Tictail
  • Vivino
  • Wooga

A questo aggiungo che è stato veramente un piacere rivedere buona parte della comunità romana di InnovAction Lab ed in particolare essere aggiornato sui loro progetti, i loro successi e, capita, insuccessi (ndr. purtroppo si notava l’assenza di Guglielmo Innlab ’12, Salvucci Innlab ’12, De Carlo Innlab ’13 e Giulio Innlab ’14).

Dall’evento, sia durante la conferenza di Carlo e Roberto, sia durante il successivo aperitivo, sono nate e ri-nate molte riflessioni:

  • Se fondi un’azienda o startup il valore creato per il cliente sarà nella tecnologia innovativa o nel servizio.  Un errore che spesso noto (e che ho commesso anche io con Wheelab) è il focus sui problemi tecnologici e non sui problemi inerenti all’organizzazione del servizio che si vuole offrire
  • Commettere errori è accettabile (non positivo), nel momento in cui stai testando delle ipotesi della tua idea, se commetti errori senza aver elaborato delle ipotesi stai sprecando tempo e denaro, probabilmente nemmeno tuo, ma quello di altri. Su questo punto Roberto è stato chiarissimo “Quando decido in quale startup investire il foglio excel mi interessa per capire come allocheranno nei prossimi 12 mesi i soldi che gli darò, questo è un mestiere fondato sulle eccezioni”
  • La vecchiaia ti porta irreparabilmente ad avere meno energie e, si spera, più esperienza. L’esperienza ti permette di commettere meno errori e conseguentemente risparmiare energie.
  • I founder sono fondamentali, passerai molto più tempo con loro che con tua moglie (ma sarà sempre lei la risposta alla domanda di Ruben(Innlab ’12):  “Cosa ti toglie il fiato in questo periodo?”)
  • Se un determinato processo umano in azienda è ripetuto con una certa frequenza è possibile automatizzarlo?
  • Costruire un’azienda è difficilissimo, farlo in Italia ancora di più, non c’è nessun premio per chi partecipa ad una maratona con una borsa piena di mattoni e non riesce a terminarla, se ci sono ambienti più favorevoli bisogna spostarsi
  • Silvio Gulizia, Innlab 13, caro amico, ha scoperto che esiste un BBQ InnLab che si tiene ogni anno il primo venerdì dopo ferragosto e quest’anno è alla sesta edizione, meglio tardi che mai
  • Per la sesta edizione del BBQ Innlab si stanno già organizzando con le macchine da Bari
  • I tramonti di Roma sono un’emozione immensa, ieri il cielo era terso ed al calar del sole uno spicchio di luna illuminava la Capitale, chi corre con i mattoni lo fa’ per amore, lo capisco pienamente

 


Dopo l’evento, il tutto casualmente, siamo scappati in un’altra villa del PI-Campus a giocare a biliardino, un bagno di sangue, sono vergognosamente fuori allenamento. Successivamente siamo andati al concerto dei Punkreas per l’uscita del loro nuovo EP all’Acrobax.

Sono tornato temporaneamente da Londra e di cose da raccontare ce ne sono tantissime, appena ho un attimo di respiro le racconterò tutte, purtroppo Maggio con tutte queste comunioni è un momento duro, a tratti durissimo.

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La paura dei meeting, a volte sai quando inizi, ma non sai mai quando finisci

Il cappellino di quando si andava in gita ve lo ricordate? Almeno alle elementari noi lo portavamo spessissimo! Voi no?
Oggi sono andato in gita a Santa Palomba, mi piace chiamarla così, è più giovanile ha un sapore più fresco.

Nella sostanza sono stato in visita nello stabilimento di P&G(Procter & Gamble) a Santa Palomba, frazione di Pomezia.

Per chi non è come me che quando è  in bagno legge le etichette di qualsiasi prodotto, P&G è una multinazionale del settore dei detergenti che fattura 21,3 miliardi di dollari (Gilette e Pringles sono state recentemente cedute).

La visita era stata programmata per il corso di Trasporto Merci e Logistica che sto seguendo.

Terminata la visita ai magazzini, visto il sistema di distribuzione, un cartello mi ha molto colpito.

Questo cartello era posizionato all’ingresso della sala meeting e dava dei consigli su una gestione efficente della riunione.

Ve li riporto, magari saranno utili anche a voi, alcuni inconsciamente già li mettevo in pratica:

  1. Era proprio necessario un meeting?  Si, se devi prendere decisioni. No, se devi condividere informazioni.

  2. Sei sicuro di aver invitato solo le persone che veramente hanno un ruolo utile al raggiungimento degli obiettivi?

  3. Hai preparato le persone inviando un agenda con argomenti, obiettivi, tempi e leader del meeting?

  4. Hai inviato un pre-reading in tempo? Consente di focalizzarsi sugli obiettivi e le eventuali decisioni?

  5. Il tempo è una risorsa importante, non sprecare il tuo tempo e quello degli altri arrivando tardi.

  6. Sei presente al meeting? Si? Cellulare, Laptop? No Grazie!

  7. Hai preparato slide essenziali efficaci, schematiche?

  8. Chi scrive il summary? Definire i ruoli su chi fa cosa e quando.

  9. Lo spazio è sufficente, le aule sono attezzate?

  10. Parole, parole, sii produttivo e prevedi un break ogni 90 minuti.

Avete già notato quali utilizzate e quali no?

Io voglio provarci, da wannabe startupper vivo quotidianamente il problema di aggiornare ed essere aggiornato sugli sviluppi del lavoro e l’annoso problema dell’ottimizzazione dei tempi.

La gita è stata bella, il tempo piacevole, la mensa un pò meno, mi hanno regalato un rasoio fusion(senza ricariche chiamali fessi) e ho pensato al livello di complessità della gestione dei magazzini sul quale una startup con un prodotto fisico e non software based deve pensare e riflettere.

Volevo mettermi in fondo al bus dove stanno i più fighi della classe, ma ho preso il treno(arrivando in anticipo sulla tabella di marcia) 🙂

 

Meeting Noioso

 

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In bocca al lupo ai ragazzi di #InnovActionLab 2013 #innovaction

Quasi un anno fa precisamente il giorno 09/04/12 sono stato selezionato per InnovAction Lab e da lì è cominciata un’avventura, quella di Wheelab, che ha dell’incredibile e del pazzesco.

Oggi c’è stata la prima giornata per i ragazzi di di Innovaction Lab Lazio 2013 e volevo permettermi di fare da Innlaber un in bocca al lupo e di dare tre consigli, non di più perchè vi faciliterei la vita, sulla base di quella che è stata la mia personale esperienza:

  1. Rispettate le scadenze, se una deadline dice che si deve consegnare un documento alle 14:30, consegnatelo alle 14:30. Il mio team per un errore del genere non ha avuto accesso alla finale
  2. Credeteci fino in fondo, saranno tre mesi molto duri, ma i più belli della vostra esperienza universitaria. Godeteveli al meglio dando tutte le energie per Innovaction Lab, per gli esami c’è sempre tempo, Innlab no. Nella pratica significa che se c’è da restare svegli tutta la notte per una consegna fatelo, se c’è da fare l’autostop perchè i mezzi sono in sciopero fatelo.
  3. Tenete un diario di lavoro, ho tenuto un diario giornaliero degli obiettivi raggiunti e di quelli da raggiungere, oltre che le impressioni sul team, su come stessimo procedendo. E’ uno strumento di misurazione fantastico che vi permetterà di tenere traccia del percorso e vi farà ricordare tutte le emozioni che avete provato.

Daje ragazzi e #PushItToTheLimit

 

Luiss in Autostop

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Il mio 2012, l’anno degli Imprevisti

Proprio un anno fa mi ero programmato di smettere di:

  1. Agire secondo lo schema LIFO(Last in First out), cioè fare le cose più urgenti che ci capitano e non le più importanti.
  2. Evitare  di tenere il pc acceso durante lo studio, assolutamente deleterio per la produttività soprattutto con FB acceso o la casella di posta elettronica.
  3. Smetterla di passare gran parte del tempo sul web.
  4. Leggere o guardare articoli noiosi o che non ci riguardano particolarmente.

Inoltre mi ero impegnato per migliorare:

  1. Autodisciplina. Dare più retta a quello che ho scritto sull’agenda rispetto a quello che vorrei fare d’istinto.
  2. Sport.
  3. Arte. Riscoprire il valore dell’arte.
  4. Riflessione. Iniziare a dedicare 5min prima di andare a dormire e 5 dopo essermi svegliato domandandomi “Cosa farai? Perchè lo stai facendo?”

Ci sono riuscito?

Si, in parte.

2) Quando ho compiti importanti se mi è possibile disattivo il collegamento wi fi, per migliorare la concentrazione.

3)Purtroppo passo ancora troppo tempo a leggere o su FB, queso è un difettaccio, che però si può curare con un pò di forza di volontà, anche sul punto 1 dovrò migliorare.

4)Sono riuscito ad essere decisamente più selettivo in merito agli articoli che leggo, anche se non sempre è facile capire quali sono effettivamente una perdita di tempo e quali no, purtroppo molto spesso “i vantaggi” sono non sono immediatamente percepibili.

E di quello che avrei cominciato a fare?

2) Ho ripreso soprattutto nell’ultimo mese a correre con una certa costanza, davvero bello, bastanon una ventina di minuti e un paio di scarpe.

3) Sono riuscito a vedere una mostra sui pittori russi  Chagall,Kandinskij, visitare il Centro Archeologico di Minturno e ad andare ad un paio di concerti. Rispetto a un 2011 un pò barbaro sotto questo aspetto è andata alla grande!

4) Assolutamente, continuo a tenere un diario quasi giornaliero in cui annoto considerazioni, fallimenti ed avvenimenti importanti.

Ma gli eventi fantastici di questo 2012 sono quelli che non mi ero programmato!

In primis, non avrei mai pensato di laurearmi così tardi, 10 mesi sono tanti rispetto “ai programmi” che avevo nella mia mente quando iniziai ingegneria civile.

Se però tra le cause del ritardo ci sono stati dei percorsi di formazione alternativi, o complementari all’università, che hanno stravolto la mia forma mentis, non è un danno ma un valore aggiunto.

Dopo aver vissuto l’esperienza nel 2011 di Imprenditori Si Diventa! nel 2012 ho partecipato a Innovaction Lab che mi ha messo in contatto con persone di  livello eccezionale, è stato un impegno “sorriso e sangue”.

Lì,  con i ragazzi di ARIA, l’idea con cui partecipavamo ad InnLab, abbiamo preso veramente tante legnate. Ma dalle ceneri di ARIA è nata una startup Wheelab.

Grazie al contributo di Yuri, Ema e altre persone sono riuscito a salire sul palco del tempio di Adriano per la premiazione di Working Capital 2012, presentando la nostra idea.

Siamo arrivati su oltre 700 idee partecipanti tra i primi 20 in tutta Italia, che si è tradotto in un premio da 25.000€.

A 23 anni, laurearmi con 10 mesi di ritardo  per acquisire competenze e conoscenze che hanno dato il loro contributo al raggiungimento di questo traguardo sono un prezzo che pago molto volentieri.

Ma c’è altro da raccontare! Non mi sarei mai aspettato di iniziare a seguire un corso gratuito on line in inglese, di un professore di Stanford, ne di passare più tempo alla Sapienza che a Roma Tre.

Sopratutto non mi sarei mai aspettato di rivivere vecchie amicizie escoprirne di nuove e particolari.

Parlando di amici, di un evento sono particolarmente orgoglioso, di aver festeggiato la mia laurea con i compagni di banco del liceo, con gli stessi modi “ruspanti”che ci caratterizzavano al liceo, con la santa pazienza dei miei inquilini che li ospitavano a casa.

Ci sono tantissimi altri eventi che riempiono il cuore di emozioni positive, soprattutto sul lato umano che hanno caratterizzato il 2012, ma non è il luogo per raccontarle 🙂

E per il 2013?

Per il 2013 ci sarà un post ad hoc

Un bacio ed un abbraccio con affetto

Andrea

ps questo è l’anno in cui ho tagliato i capelli corti!

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Bussando a #WorkingCapital di Telecom

C’è un ingegnere, un informatico ed un fisico. A voi non sembra l’inizio di una barzelletta? E’ normale, quasi tutte le barzellette se non c’è il carabiniere c’è l’ingegnere.

Questa volta non è una barzelletta, questa volta si fa sul serio.

Vi ricordate quando vi raccontavo di voler bussare alle porte di Working Capital nello scorso articolo?

Bene, quelle porte si sono aperte, forse perché al posto di bussare sono andato a prenderle a testate insieme al mio team.

Domani ci sarà la premiazione con Wheelab siamo arrivati fra i primi 20 progetti di ricerca migliori in Italia(su oltre 700).

Il premio consiste in 25.000€ per poter finanziare il progetto.

La cosa più bella di questa vittoria?

Le persone che ci sostengono, che sono contente e che esultano con noi.

Posso percepire ed ho percepito la gioia ed il loro calore in ogni “Bravo”ed  in ogni “Daje così!”(siamo sempre Startupper Romani).

Comincia un periodo duro e avvincente, come piace  a me.

Good luck Wheelab.

Ps avrei scritto volentieri un articolo più lungo ma non avete idea le pentole che ci sono da lavare in cucina

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Archiviato in Ingegneria, ISD!, Racconti universitari, Tecnologia

Personale, molto personale.

Mi sembra di soffiare su un diario impolverato per cominciare, in modo assolutamente informale e personale, un punto della situazione.

Ho riletto i vecchi articoli e per vecchi intendo quelli non visibili del 2008 sul live spaces. Non saprei proprio da dove iniziare, cavolo sono passato dal pubblicare poesie adolescenzialiposttraumatiche ad analisi e considerazioni sull’economia e le startup.
Un modo può essere quello di chiudere gli occhi e lasciar libero il flusso di pensieri, proviamoci:
dopo la mia esperienza con il progetto della gioventù Imprenditori Si Diventa!, grazie anche ai suggerimenti di Matteo(http://www.startupnumbers.com/) e Salvatore(cofounder di http://www.mrssnc.com/) mi sono lanciato in una fantastica avventura che è InnovAction Lab(http://www.innovactionlab.org/).
Una esperienza consigliatissima a tutti quelli con voglia di intraprendere, di fare e che si sono un po’ seccati degli schemi universitari che profumano di stantio.

Per essere estremamente sintetici e per riutilizzare una mia vecchia metafora, gli organizzatori vi prendono e vi riempiono di legnate, come si fa per le noci di cocco, così da rompere il guscio che racchiude le vostre potenzialità. Fico no? Ed è tutto gratis! In tre, anzi due mesi, con il team(composto da 4 persone) siamo riusciti a fare delle cose grandiose, oltre che una presentazione decente davanti ad un pubblico(cosa non da poco e che mi ha permesso di avere un boato di punti all’esposizione del lavoro finale il giorno della mia laurea).
Con un 10 mesi di ritardo, legati al lavoro durante la triennale per la mia famiglia e la partecipazione a questi progetti, ho conseguito la laurea in ingegneria civile, ad ottobre comincerà la specialistica e devo dire con una prospettiva completamente diversa dalla triennale, non vedo l’ora!!! 😀
Domani invece comincerò a seguire su Udacity il corso di Steve Blank, professore di Stanford, assolutamente gratuito.

Caspita a seguito della laurea, un po’ di giorni dopo la discussione, ho deciso di tagliarmi i capelli, forse per sancire un cambiamento, per incominciare un nuovo periodo.

Scrivo articoli, forse è un parolone, dal 2008, quando ero al liceo e sono contento di vedere che seppure non con la stessa intensità le persone a cui volevo bene ed ero legato al liceo ancora ci sono ed altre si sono aggiunte, perchè alla fine si possono fare tutti i progetti di questo mondo, laurearsi con il massimo dei voti, suonare negli stadi, ma la vera ricchezza sono le persone che ci circondano con sincerità.
Ovviamente è una considerazione del tutto personale.

Si, in questo momento sono veramente orgoglioso delle persone che mi circondano, sarà anche la possibilità di sentirsi quando si è distanti senza problemi.
Bello, bello, bello!

Mi dispiace che purtroppo non riesco a mantenere fede ai miei impegni è successo in due occasioni in questo blog:
Scrivere un articolo per un amico abbastanza e giustamente incazzato per i movimenti neofascisti, soprattutto nel campo musicale, non si rendono conto che questo estremismo gli avrebbe negato lo stesso loro genere di punta almeno in Italia(quel punk, spesso un modo per giustificare l’incapacità a suonare uno strumento, vedi i zetazeroalfa).

Un articolo sulle pavimentazioni stradali si poneva il problema tra la scelta di una pavimentazione rigida rispetto una flessibile, al quale ancora non saprei dare una risposta sicura.

Ah, che colpo al cuore, devo dirvelo, purtroppo non suono con la stessa costanza di prima(un’ora regolare tutti i giorni) però a breve riprenderò, ne sono certo!
Mh… Continuo ad ascoltare da un pò di tempo sempre gli stessi gruppi Santana, gli Iron Maiden, Queen e Led Zeppelin… Non mi sembra ci sia sulla scena attuale qualcosa di veramente “disruptive”, ovviamente se invece voi li conoscete segnalatemeli! 😉

Con Artikolate ho avuto modo di conoscere i 1000moods interessanti per il loro genere (Stoner Rock,  una variante all’hard rock con i toni un pò più bassi, i puristi mi scusino per questa mia definizione).

Progetti futuri?
Sto per lanciarmi, o forse lo sono già, in una avventura straordinaria come startupper, per il 30 con un paio di persone completamente folli e dall’identità super segreta busseremo alle porte del Working Capital.
Vorrei laurearmi nel minor tempo possibile e con il massimo rendimento.
Riprendere in mano quella fantastica opera che è la chitarra.
Rinnovare il blog con un sito personale.

Riuscirci?
Vedremo, per ora di volare basso non ho minimamente voglia, ci sono tante opportunità che devono essere colte ora, perchè questi sono i tempi.

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Rilanciare l’ #Europa puntando su #creatività e spirito #imprenditoriale, #conferenza #Luiss

Ma quanta polvere ha preso la mansarda? L’ultimo post risale al 28 gennaio! Mi sembra ne sia passato di tempo, non trovate?
Purtroppo avrei dovuto scrivere un post di carattere musicale per un amico, ma non è semplice e richiede delle considerazioni fatte con calma e attenzione, che cercherò di trovare nei prossimi giorni.

Oggi è un giorno in cui si ricordano due eventi importanti, il primo è la morte di Peppino Impastato giovane che ha dato la vita per le sue idee, per dire quanto sia una merda la mafia, il secondo è la festa dell’Europa, nel 1950 si mise la prima pietra per costruire il percorso non facile dell’Europa Unita.

In occasione della giornata oggi presso l’Università LUISS c’è stata una conferenza “Rilanciare l’Europa puntando su creatività e spirito imprenditoriale” dove hanno parlato rispettivamente:
Emma Marcegaglia, Presidente Luiss e Confindustria
Antonio Tajani, Vice Presidente della Commissione Europea

Sinceramente? Non sono stato troppo soddisfatto, anzi sono rimasto perplesso.

Il discorso della Marcegaglia riprende i soliti discorsi che sento oramai da tutte le parti:

  • L’importanza dei giovani e la loro formazione
  • Il credito delle aziende nei confronti delle PA che non pagano
  • La ricerca, lo sviluppo e l’innovazione per uscire dalla crisi

Che siano importanti non credo lo capiscano tutti dato che:
Il tasso di disoccupazione giovanile tocca punte del 50% al sud, cosa state facendo in quella direzione?

In Italia l‘esposizione debitoria della PubblicaAmministrazione verso le aziende ecc è di 50-70 miliardi, nel 2009 era di 37 miliardi, le associazioni di categoria sono riuscite a fare poco, se non nulla, perchè?
Bisogna aspettare l’applicazione forzata delle direttive europee per vedere dei risultati di cambiamento?

La ricerca, lo sviluppo e l’innovazione altro tema dolente, investimenti pubblici sono praticamente assenti rispetto il resto d’Europa anzi se c’è da tagliare è la prima voce che si colpisce.
Ci sono i ragazzi della Sapienza Corse, che elaborano prototipi fantastici, che passano le giornate in laboratorio a modellare un telaio(gratis) e le altre componenti, un lavoro estremamente complesso.  Per andare a gareggiare in Germania devono pagarsi aereo e soggiorno, oltre che tutti i pezzi della macchina e nonostante tutto riescono a classificarsi in posizioni ottime.
Ci sono i ragazzi di MRS una start up che si focalizza sulla progettazione di sistemi meccanici per il recupero di materiali metallici nei processi di deposizione di film sottile, processi caratterizzati da forti sprechi di materiali e complicate procedure di manutenzione, che lavorano come folli, sono arrivati al terzo posto in una competizione di interesse europeo sulle idee più innovative a Parigi, ma non hanno visto ancora un euro da parte del pubblico o del privato.

Quando mi confronto con queste realtà esento le persone che mi parlano dell’importanza dei giovani e dell’innovazione,  urtano il mio sistema nervoso.

E’ stato interessante e mi ha molto colpito il discorso di Antonio Tajani, che vedeva nel settore dell’aerospazio una eccellenza made in Italy, anche dopo i successi del satellite Vega e in un quadro generale del progetto Galileo.
Quando inizialmente ho sentito “Dobbiamo investire nel settore spaziale”, nella mia testa l’unica cosa che veniva in mente era: “Qui me stanno a cojonà”.
Dico questo perchè il 13 febbraio scorso è stato lanciato con successo il satellite Vega. L’Italia ha coperto il 65% dei costi ma si è accollata la responsabilità progettuale e industriale.
Riuscite ad immaginare gli ingegneri che hanno lavorato al progetto? La conoscenza e la complessità che c’è dietro?
Da vantarsene per ore, della serie “Abbiamo vinto i mondiali siamo i meglio”, ma perchè in tutte le storie strafighe c’è sempre il “ma”, non c’è futuro o comunque la strada non sembra chiara.
Che vuol dire?
Vuol dire che senza soldi non si canta messa.
ELV è la società che ha gestito il sistema, questa società è costituita al 70% dalla Avio e al 30% dalla ASI(Agenzia Spaziale Italiana).
Punto uno, per il calibro dell’operazione le risorse arrivano dallo stato che però ha ridotto il bilancio dell’ASI.
Punto due la Avio è al’85% del fondo Cinven che lo ha messo in vendita e il 15% di Finmeccanica.
Accade che lo spazio non è il “core business” della Avio, ma è l’aereonautica e gli acquirenti di quel’85% sono la francese Safran e l’americana General Eletric.
GE è interessata a sviluppare e migliorare il settore aereonautico, non l’aerospazio, un fondo non fa ricerca fa soldi, Safran invece è una società del settore che non ha interesse a sviluppare una tecnologia spaziale in Italia, dato che la Francia detiene, vuoto per pieno, il monopolio del settore.
Se venisse la Avio acquistata resterebbe poco del know how che ci ha distinto nel lancio di Vega.
Intanto accade che dopo il progetto 27 ingegneri aerospaziali sono stati mandati a casa ed altri li seguiranno.
E’ tutta gente molto preparata e se in Italia non potranno lavorare, all’estero sicuramente verranno apprezzati.

Quando ho chiesto a Tajani come conciliava il suo discorso con la situazione italiana mi è stato detto che sono stati investiti 7 miliardi nel sistema di navigazione Galileo.

Ok fantastico, ma di questi 7 miliardi quanti andranno all’Italia e si riuscirà ad evitare l’impoverimento del nostro sapere o vogliamo continuare a regredire?

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