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La differenza tra Vincere ed avere Successo secondo John Wooden

Col nuovo anno Alessandro mi aveva girato questo video del TED di John Wooden

John Wooden è un stato un allenatore di pallacanestro e cestista statunitense.

E’ stato il tecnico più vincente della storia del basket collegiale USA alla guida degli UCLA Bruins.

Nel video del TED definisce dei punti chiave sia sul successo che sull’insegnamento.

No written word, no spoken plea can teach our youth what they should be.
Nor all the books on all the shelves, it’s what the teachers are themselves.

Ha anche citato la sua piramide del successo, non è andato nel dettaglio, ma è molto interessante.

In cima a tutto troviamo la pazienza ed “il crederci”.

Un concetto quello della pazienza che ritorna in discorsi già visti(“La vita è fatta di centimetri” Al Pacino in Ogni Maledetta Domenica o “There is NO Overnight Success” di Gary Vay) denominatore comune per qualsiasi obiettivo che si voglia raggiungere.

Focus sull’obiettivo ed allenamento costante.

Il punto interessante del talk è stata la sua definizione di successo.

La definizione è nata dopo alcune discussioni con dei genitori mentre insegnava in Indiana:

“Il successo rappresenta la serenità acquisita esclusivamente attraverso la soddisfazione personale nel sapere che hai dato il massimo rispetto al tuo potenziale.

Se tu ti impegni al meglio in ciò che sei capace di fare cercando di migliorarti (performance, risultati ecc) allora avrai raggiunto il successo.
E’ simile alla differenza tra carattere e reputazione, la reputazione è ciò che le persone percepiscono di te, il carattere è ciò che realmente sei.

Io penso che il carattere sia molto più importante di quello che gli altri pensino di te. “

Gran bel video!

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“Si me sfragno na gamba e nun po’ lavora’ comunque si seccheno” La Matrice Eisenhower Urgenza Priorità

Ciò che è importante raramente è anche urgente e ciò che è urgente raramente è importante”

-Eisenhower

Un sabato la signora Ilaria era andata a fare la spesa al mercato.
La signora lavorava in una importante società di consulenza e non aveva sempre tempo di andare al mercato personalmente, quando poteva si recava sempre da Mimino* il suo contadino di fiducia, il quale la conosceva da anni, tanto da aver visto crescere i figli di Ilaria.
Quel sabato Ilaria si lamentava proprio con Mimino di come i figli, ormai cresciuti, la ignorassero, sempre presi dalle loro attività o dagli amici.
Mimino con la sua saggezza popolare rispose: “A signo’, ma me scusi, ma s’io a li zucchini e alle melanzane nun je do l’acqua questi seccheno, si li peschi novi che ho piantato inizieno a cresce storti e nun faccio attenzione a mettece na mazzarella so fregato , perchè na vorta chi so storti nun posso fa nulla.”
La signora si giustificava spiegando che comunque lei era una donna che lavorava in una società di consulenza, non era una condizione semplice, sempre in treno o in aereo per raggiungere i clienti.
Il contadino allora le disse: “Signò e tiè ragione, ma si me ammalo, si me sfragno na gamba e nun po’ lavora’ comunque si seccheno, mica stanno a pensa “Poraccio Mimino s’è sfranto na gamba o poraccio c’ha ‘a febbre””
Per caso in quel momento a fare la spesa stava passando Marco un vecchio amico delle media della signora, capo reparto dei vigili del fuoco.
Marco aveva riconosciuto l’amica e aveva ascoltato la conversazione, così dopo essersi salutati  volle dire la sua:
“Sai Ilaria, noi in caserma dobbiamo sempre stare attenti, pronti ad interventire. Così abbiamo imparato a separare le attività importanti e le attività urgenti.
E’ importante per noi esercitarci tutti i giorni o controllare il corretto funzionamento dei macchinari di soccorso, urgente è invece quando ci chiamano per una emergenza.
Per risolvere i tuoi problemi dovresti capire come fare a separare ciò che è urgente da ciò che è importante, se noi facessimo solo l’una o solo l’altra attività non riusciremmo a portare a termine le nostre operazioni di soccorso.
Inoltre cerca di avere un piano di azione come facciamo noi, non definito nel dettaglio, perchè poi è davvero impossibile da adattare ad ogni specifica situazione ma qualcosa con dei margini di manovra e che con buona elasticità ti permetta di portare a termine sia compiti urgenti che le attività importanti.”
Ilaria, presa la spesa se ne tornò a casa riflettendo su quanto detto e ovviamente sul costo delle zucchine che in un anno erano aumentate di quasi 1€/kg.
Quattro anni fa stavo leggendo un libricino sul tempo, una riflessione interessante mi è recentemente tornata in mente ed è legata alla matrice di Eisenhower, implicitamente descritta da Marco il vigile del fuoco.
Ma andiamo per gradi.
Eisenhower, o Dwight David Eisenhower, è stato il generale al comando dello sbarco in Normandia che negli anni successivi fu eletto Presidente degli Stati Uniti D’America.
La matrice da lui teorizzata prevede che definita la funzione “Attività” questa sia dipendente da due variabili, la prima l’ “Urgenza” la seconda l’ “Importanza”.
Un’immagine renderà ancora più chiaro quello che sto dicendo.
Matrice Eisenhower Priorità Produttività Urgenza
E’ un ottimo strumento di vita quotidiana per prendere decisioni ed evitare di distrarsi da ciò che è importante nel lungo termine rapiti dalle urgenze o dalle scadenze a breve termine.
Alcune attività richiedono disciplina, o comunque tenacia nell’esercitarsi  tutti i giorni per raggiungere un determinato risultato, in qualsiasi campo.
Vedendola sotto una prospettiva complementare, per evitare l’insorgere di un problema dobbiamo lavorare tutti i giorni alla sua prevenzione (un po’ come lavarsi i denti).
Ma che tipo di problemi e che tipo di attività?
Adesso la riflessione diventa personale e difficile.
Ipotizziamo di identificare sette dimensioni, o bisogni, che caratterizzano una persona.
Bisogni che ognuno di noi deve soddisfare con pesi differenti per essere felice:
  1. Famiglia
  2. Amici e Comunità
  3. Psicologico
  4. Fisico
  5. Materiale
  6. Extra-Professionale
  7. Lavorativa
Le sette aree ci permettono di identificare le attività da fare necessarie* per sentirci appagati, soddisfatti in quell’ambito.
Degli esempi nello sport come nella musica sono molto banali.
Traslare lo stesso discorso nei rapporti con gli amici o con la famiglia risulta già più difficile perchè molte azioni nel quotidiano si vedono solo nel lungo termine con un forte grado di incertezza.
A questo si aggiunge il problema che alcune scelte sono mutuamente esclusive, capita così che accettiamo di soddisfare una determinata dimensione, negandone un’altra, consapevolmente o inconsapevolmente.
Come fare però a definire cosa è importante e cosa è urgente?
Non è univoca la risposta, questa dipende dalla singola persona, ma due domande possono aiutare nella riflessione:
1) ‘”Che tipo di persona voglio essere in questa fase della mia vita?”
2) “Oggi questa dimensione quanto conta rispetto alle altre?”
Una volta che abbiamo capito quali sono le nostre esigenze, entra in gioco la matrice di Eisenhower.
Prendere un foglio bianco, disegnare la matrice priorità/urgenza e rifletterci a fine giornata o prima di intraprendere un nuovo progetto può essere di aiuto per restare concentrati su ciò che ritenete importante ed evitare che le piante secchino o crescano storte.
*In realtà Mimino è uno storico contadino di Gaeta, che coltiva quasi esclusivamente pomodori, parla dialetto Gaetano e non romano
**anche decidere cosa NON fare è fondamentale

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Tecnica del Pomodoro, consigli per una buona passata

Prima di pubblicare un nuovo post, prima di iniziare il blog in inglese(ci sto lavorando già ho il nome!) per raccontarvi tutto quello che è successo fino ad oggi, delle varie novità vi devo parlare della tecnica del pomodoro.

Non è un post di cucina, qualcuno lo ha intuito  perchè già sa di cosa parlerò, qualcun altro no, qualcun altro ha cliccato sul link sopra.

Che cos’è?

E’ una tecnica per la gestione del tempo.

Come definizione è un pò riduttiva e generica. Preferisco darle una connotazione personale e definirla la tecnica che mi ha permesso di studiare anche 11 ore nette in una giornata, cosa prima difficilmente raggiungibile.

Per qualcuno magari non è un grande numero, sotto il periodo degli esami abitualmente ne studia 12 anche 14, mosso solitamente dall’ansia, ma io che per non so quale ragione perdo la concentrazione dopo pochissimo tempo (dalle elementari che ho questo problema per qualsiasi attività), che subisco l’effetto  dell’ansia per gli esami  (purtroppo/perfortuna) solo il giorno stesso e non prima,  è stato lo strumento che mi ha permesso di aumentare sensibilmente la produttività evitando di sprecare inutilmente il tempo.

Come funziona

La tecnica del pomodoro prevede di lavorare/studiare senza distrarsi per 25 minuti e fare una pausa successivamente di 5.

I 25 minuti prendono il nome di Pomodoro, perchè?

Perchè l’autore della tecnica sfrutta un timer da cucina a forma di pomodoro per conteggiare il tempo.

Non si ragiona più per ore, minuti, ma per pomodori.

Avrete così una diversa scansione del tempo e di come lo destinate alle vostre “to do list”.

L’autore della tecnica non è un tedesco, non è un inglese, uno svizzero, ma … un italiano!

Non solo, ha avuto anche un grande successo in tutto il mondo!

Come ho implementato la tecnica

Quando leggiamo consigli, suggerimenti su come fare qualcosa, il problema maggiore è la sua implementazione.

La famosa “EXECUTION”, se proprio devo usare un termine anglofono.

Prima di iniziare la sessione di esami mi sono letto tutto il libro, è in italiano, in pdf, gratuito e lo trovate qui.

Successivamente ho comprato un bel quadernino rosso(stiamo parlando sempre di pomodori mica potevo prenderlo blu!) e ogni giorno scrivevo su un foglio:

  • la data
  • dove mi trovavo
  • le cose che avrei dovuto fare

Con il cellulare calibravo il timer per 25 minuti ed iniziava lo studio.

Quando il timer squillava, coloravo un quadretto in rosso accanto alla attività che stavo svolgendo, leggevo i messaggi e le mail che mi erano arrivate in quei 25 minuti e andavo a farmi una camminata per i corridoi dell’università.

Questo per tutto il giorno.

Molte persone infatti penso mi abbiano preso per un perditempo professionista visto che ogni 25 minuti mi vedevano girare per l’università(la mia schiena e gli occhi hanno invece ringraziato per il gesto).

Inoltre il timer era impostato per squillare dopo 5 minuti dall’inizio della pausa per ricordarmi che dovevo tornare sui libri.

La sera prima di spegnere il computer o altro scrivevo la lista delle cose che avrei voluto fare il giorno dopo e le cose, attenzione, che non avrei voluto fare. 

Le prime si caratterizzavano per una serie di attività con i pomodori che avrei destinato.

Le seconde invece erano delle attività che non avrei dovuto fare, banalmente riposarsi in quei 5 minuti andando su Facebook.

A partire dalla seconda sera ho iniziato a confrontare quello che avrei voluto fare il giorno prima con quello che avevo fatto il giorno dopo.

L’analisi dei risultati che non raggiungevo mi permetteva di esserne consapevole e capire dove  migliorare (es. pensavo di poter ripetere 20 pagine in un ora in realtà potevo ripeterne 10 se era particolarmente fluido il capitolo )

Come diceva Lord Kelvin:

“Se non lo puoi misurare, non lo puoi migliorare”

Cosa non ha funzionato

L’implementazione della tecnica non è stata così lineare.

Io già tempo fa(credo un annetto) avevo letto della tecnica, mi era piaciuta, ma non ero riuscito ad implementarla.

L’abbandonai dopo una settimana.

Poi con il quaderno è iniziato il cambiamento, è stato proprio l’attività di scrivere e colorare un quadratino che mi dava il ritmo.

Dopo gli esami ho smesso di usare la tecnica del pomodoro, inoltre lavorando al pc l’implementazione era più difficile rispetto allo studio esclusivamente su cartaceo, le distrazioni aumentavano oppure mi dimenticavo di impostare il timer pensando di potermi regolare con le app disponibili per Chrome.

Ho poi provato a sostituire il quadernino con una app per Android, ma mi sono accorto che non era la stessa cosa, perchè il gesto di colorare l’attività, di vedere tutta la lista su carta aveva un effetto diverso e migliore.

Era ed è più concreto.

E’ una mia percezione,  ma funziona.

Così ho ripreso ad utilizzare il quadernino rosso, il timer invece resta digitale.

Molto utile, provatela.

Ingredienti

Ingredienti per la tecnica del pomodoro all’Andrea:

  • Quadernino
  • Penna nera e rossa
  • Timer
  • Pazienza per almeno una settimana di prova
  • Non rispondere a SMS e Whatapp, se è urgente ed importante vi chiameranno

Tecnica Del Pomodoro

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La ricerca dell’equilibrio

E’ quasi passato un anno da quando ho ricevuto il mio smartphone, il mio primo smatphone.

Veramente un grande strumento,  ricevere e-mail  di lavoro e rispondere mentre si è sul treno, avere la possibilità di cercare informazioni attraverso un browser di navigazione, poter tenere traccia dei risultati quando vado a correre o inviare messaggi senza dovermi preoccupare del costo del sms se è Wind Vodafone ecc tutte queste cose sono grandiose.

Purtroppo se da un lato ci sono questi pregi e facilitazioni dall’altro ci sono anche elementi negativi, ad esempio , per me,  l’applicazione di Facebook.

Questo per me che sono una persona “socialmente iper-attiva” si traduce nel condividere tutto, dalla foto al piatto di pasta all’ultima canzone che ho ascoltato.

Non so come lo chiamerebbero gli psicologi, ogni pausa che faccio, ogni momento apparente morto, mi piace (ma più che piacere la chiamerei pulsione) leggere gli aggiornamenti di Facebook.

Questo non solo ammazza la concentrazione perché spesso si dilungano le pause, ma soprattutto potrei fare altro, come facevo un po’ di tempo fa.

Se in autobus non è interessante il paesaggio fuori dal finestrino posso sempre leggere un libro, se la signora di fronte in metro mi guarda storto posso sempre ascoltare una canzone, un album degli anni ’70 dei Beatles.

Delle attività decisamente più significative.

Risolvere la questione è in generale molto semplice, basta non andare su Facebook(generalizzo qualsiasi social network), il problema è la sua implementazione.

La concentrazione, le pulsioni, le controlliamo non solo con la forza di volontà (variabile principale) ma anche immergendoci in un ambiente adatto.

L’immagine che mi viene in mente è quella dei monaci tibetani che meditano nell’assoluto silenzio dentro il monastero.

Se l’ambiente non è adatto e può capitare (qualsiasi sia l’obiettivo, dallo smettere di fumare al cercare di studiare per gli esami), va creato o ricercato, così da rendere più facile il cambiamento di abitudini.

 

Tutto questo per dire cosa?

Volevo raccontarvi che ho cancellato l’applicazione di Facebook dal mio smartphone e volevo farla sembrare una svolta epocale.

Buon Week End!

 

ps. A breve partirò con un nuovo blog in inglese(maccheronico, ma da qualche parte dovrò cominciare) sul mondo delle startup, ma senza volermi spacciare per esperto o luminaredato che non ho il titolo ne le competenze, ho solo voglia di raccontarvi quello che mi stupisce di questo ecosistema
Ovviamente qui continuerò a scrivere!

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La paura dei meeting, a volte sai quando inizi, ma non sai mai quando finisci

Il cappellino di quando si andava in gita ve lo ricordate? Almeno alle elementari noi lo portavamo spessissimo! Voi no?
Oggi sono andato in gita a Santa Palomba, mi piace chiamarla così, è più giovanile ha un sapore più fresco.

Nella sostanza sono stato in visita nello stabilimento di P&G(Procter & Gamble) a Santa Palomba, frazione di Pomezia.

Per chi non è come me che quando è  in bagno legge le etichette di qualsiasi prodotto, P&G è una multinazionale del settore dei detergenti che fattura 21,3 miliardi di dollari (Gilette e Pringles sono state recentemente cedute).

La visita era stata programmata per il corso di Trasporto Merci e Logistica che sto seguendo.

Terminata la visita ai magazzini, visto il sistema di distribuzione, un cartello mi ha molto colpito.

Questo cartello era posizionato all’ingresso della sala meeting e dava dei consigli su una gestione efficente della riunione.

Ve li riporto, magari saranno utili anche a voi, alcuni inconsciamente già li mettevo in pratica:

  1. Era proprio necessario un meeting?  Si, se devi prendere decisioni. No, se devi condividere informazioni.

  2. Sei sicuro di aver invitato solo le persone che veramente hanno un ruolo utile al raggiungimento degli obiettivi?

  3. Hai preparato le persone inviando un agenda con argomenti, obiettivi, tempi e leader del meeting?

  4. Hai inviato un pre-reading in tempo? Consente di focalizzarsi sugli obiettivi e le eventuali decisioni?

  5. Il tempo è una risorsa importante, non sprecare il tuo tempo e quello degli altri arrivando tardi.

  6. Sei presente al meeting? Si? Cellulare, Laptop? No Grazie!

  7. Hai preparato slide essenziali efficaci, schematiche?

  8. Chi scrive il summary? Definire i ruoli su chi fa cosa e quando.

  9. Lo spazio è sufficente, le aule sono attezzate?

  10. Parole, parole, sii produttivo e prevedi un break ogni 90 minuti.

Avete già notato quali utilizzate e quali no?

Io voglio provarci, da wannabe startupper vivo quotidianamente il problema di aggiornare ed essere aggiornato sugli sviluppi del lavoro e l’annoso problema dell’ottimizzazione dei tempi.

La gita è stata bella, il tempo piacevole, la mensa un pò meno, mi hanno regalato un rasoio fusion(senza ricariche chiamali fessi) e ho pensato al livello di complessità della gestione dei magazzini sul quale una startup con un prodotto fisico e non software based deve pensare e riflettere.

Volevo mettermi in fondo al bus dove stanno i più fighi della classe, ma ho preso il treno(arrivando in anticipo sulla tabella di marcia) 🙂

 

Meeting Noioso

 

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Il mio 2012, l’anno degli Imprevisti

Proprio un anno fa mi ero programmato di smettere di:

  1. Agire secondo lo schema LIFO(Last in First out), cioè fare le cose più urgenti che ci capitano e non le più importanti.
  2. Evitare  di tenere il pc acceso durante lo studio, assolutamente deleterio per la produttività soprattutto con FB acceso o la casella di posta elettronica.
  3. Smetterla di passare gran parte del tempo sul web.
  4. Leggere o guardare articoli noiosi o che non ci riguardano particolarmente.

Inoltre mi ero impegnato per migliorare:

  1. Autodisciplina. Dare più retta a quello che ho scritto sull’agenda rispetto a quello che vorrei fare d’istinto.
  2. Sport.
  3. Arte. Riscoprire il valore dell’arte.
  4. Riflessione. Iniziare a dedicare 5min prima di andare a dormire e 5 dopo essermi svegliato domandandomi “Cosa farai? Perchè lo stai facendo?”

Ci sono riuscito?

Si, in parte.

2) Quando ho compiti importanti se mi è possibile disattivo il collegamento wi fi, per migliorare la concentrazione.

3)Purtroppo passo ancora troppo tempo a leggere o su FB, queso è un difettaccio, che però si può curare con un pò di forza di volontà, anche sul punto 1 dovrò migliorare.

4)Sono riuscito ad essere decisamente più selettivo in merito agli articoli che leggo, anche se non sempre è facile capire quali sono effettivamente una perdita di tempo e quali no, purtroppo molto spesso “i vantaggi” sono non sono immediatamente percepibili.

E di quello che avrei cominciato a fare?

2) Ho ripreso soprattutto nell’ultimo mese a correre con una certa costanza, davvero bello, bastanon una ventina di minuti e un paio di scarpe.

3) Sono riuscito a vedere una mostra sui pittori russi  Chagall,Kandinskij, visitare il Centro Archeologico di Minturno e ad andare ad un paio di concerti. Rispetto a un 2011 un pò barbaro sotto questo aspetto è andata alla grande!

4) Assolutamente, continuo a tenere un diario quasi giornaliero in cui annoto considerazioni, fallimenti ed avvenimenti importanti.

Ma gli eventi fantastici di questo 2012 sono quelli che non mi ero programmato!

In primis, non avrei mai pensato di laurearmi così tardi, 10 mesi sono tanti rispetto “ai programmi” che avevo nella mia mente quando iniziai ingegneria civile.

Se però tra le cause del ritardo ci sono stati dei percorsi di formazione alternativi, o complementari all’università, che hanno stravolto la mia forma mentis, non è un danno ma un valore aggiunto.

Dopo aver vissuto l’esperienza nel 2011 di Imprenditori Si Diventa! nel 2012 ho partecipato a Innovaction Lab che mi ha messo in contatto con persone di  livello eccezionale, è stato un impegno “sorriso e sangue”.

Lì,  con i ragazzi di ARIA, l’idea con cui partecipavamo ad InnLab, abbiamo preso veramente tante legnate. Ma dalle ceneri di ARIA è nata una startup Wheelab.

Grazie al contributo di Yuri, Ema e altre persone sono riuscito a salire sul palco del tempio di Adriano per la premiazione di Working Capital 2012, presentando la nostra idea.

Siamo arrivati su oltre 700 idee partecipanti tra i primi 20 in tutta Italia, che si è tradotto in un premio da 25.000€.

A 23 anni, laurearmi con 10 mesi di ritardo  per acquisire competenze e conoscenze che hanno dato il loro contributo al raggiungimento di questo traguardo sono un prezzo che pago molto volentieri.

Ma c’è altro da raccontare! Non mi sarei mai aspettato di iniziare a seguire un corso gratuito on line in inglese, di un professore di Stanford, ne di passare più tempo alla Sapienza che a Roma Tre.

Sopratutto non mi sarei mai aspettato di rivivere vecchie amicizie escoprirne di nuove e particolari.

Parlando di amici, di un evento sono particolarmente orgoglioso, di aver festeggiato la mia laurea con i compagni di banco del liceo, con gli stessi modi “ruspanti”che ci caratterizzavano al liceo, con la santa pazienza dei miei inquilini che li ospitavano a casa.

Ci sono tantissimi altri eventi che riempiono il cuore di emozioni positive, soprattutto sul lato umano che hanno caratterizzato il 2012, ma non è il luogo per raccontarle 🙂

E per il 2013?

Per il 2013 ci sarà un post ad hoc

Un bacio ed un abbraccio con affetto

Andrea

ps questo è l’anno in cui ho tagliato i capelli corti!

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Pensiero Positivo, Felicità e Soddisfazione personale.

“Pensa positivo!, “Devi essere ottimista!” quante volte l’avete sentito?

Magari nella vostra testa vi ripetevate, ma lontani dal dirlo al vostro interlocutore, “Bhè se solo sapessi nemmeno tu riusciresti a pensare positivo”, “Bhè ma è facile a dirsi, tu non stai nella mia condizione”.

Magari un pò vi stuccava pure il conoscente che in quel momento stava cercando di darvi una mano.

In realtà l’ottimismo va coltivato un pò come le piante, un pò come l’allenamento in piscina o la corsa e ripropongo un paio di trucchi che sono stati applicati dai  tax managers di KPMG a New York e New Jersey, anche per avere un pò più di credibilità dei vostri confronti e bruciare sul nascere alcuni fenomeni  di giustificazione.

Senza troppo divagare:

  1. Scrivete tre cose  per le quali vi sentite fortunati
  2. Scrivete un messaggio positivo a qualcuno nella vostra rete di contatti
  3. Meditate quando siete da soli in biblioteca, in camera a studiare, in ufficio, in sala prove per due minuti
  4. Fate 10 minuti di esercizio fisico, non serve andare in palestra vi basta un tappetino a casa e un pò di ginnastica
  5. Prendetevi 2 minuti(non 5, ma due!) per scrivere le esperienze più emozionanti e significative nelle ultime 24 ore.

 

E’ stato dimostrato che questi esercizi hanno un effetto rilevante sulla nostra felicità e modo di pensare, dai riscontri che ci sono stati con gli stessi managers.

Se però pensate, risposta che ricevo da tutti quando do una dritta, a partire da mio padre fino all’ultimo dei miei amici, di non avere tempo per applicare questi consigli è bene evidenziare tre riflessioni .

Questi consigli vi permettono di essere più soddisfatti e felici(magari non a tutti ma finchè non si prova), cosa c’è di più importante dellavostra felicità?

Se adottate un atteggiamento positivo migliorano le vostre performance e la vostra creatività, ergo fare più cose, meglio nella stessa unità di tempo.

Gestite nel peggiore dei modi il vostro tempo e dovreste rifletterci un pochetto per migliorarlo, perchè se sono riusciti a farlo i dipendenti di una società di consulenza (che hanno ritmi disumani) appartenente alle Big Four  vuol dire che il tempo si trova e scusate l’arroganza voi non potete avere alcuno stile di vita più indaffarato.

 

 

 

 

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