Archivi tag: Viaggiare

Barcellona parte 2, bagno (di)vino

Disclaimer 1. Ho saltato una parte del racconto perché mi sono dimenticato di far sviluppare un rullino e senza foto non sarebbe la stessa cosa

Disclaimer 2. Il mio italiano è veramente indecente, alcune parti sono sconnesse ma ho preferito ricopiare il diario fedelmente così come è stato realizzato per lasciarlo il più vero possibile

Disclaimer 3. Alle foto non ho applicato filtri particolari, semplicemente non so fare le foto e con la pellicola questo è palese

Disclaimer 4. E’ evidente che non sappia disegnare, in particolare non ho assoultamente padronanza della prospettiva, migliorerò con i prossimi viaggi!

05/10/16

Barcelloneta

Cambiati un po’ i programmi, prima ho fatto colazione poi ho visitato il mercato, ho ritrovato la mia penna nera.

Particolare il sole qui alle 11, la sabbia non è fantastica, ma il colore del mare è veramente bello.

La sabbia qui è scura con i ciottoli, alcuni molto belli.   bagno

Mi sono fermato in un bar ho preso un bicchiere di rosso ed un panino con il prosciutto herrano, molto turistico, ma sono curioso di scoprire cosa mi porteranno, il bicchiere è costato 3,90€ mentre il panino non ricordo, servito al tavolo, fronte mare. al-bar

Io adesso mangio e poi mi vado a comprare un costume devo assolutamente farmi il bagno.

Il vino ha superato il test. Dolce leggermente acido e poco alcolico. Il panino, un po’ meno, secco il pane, poco prosciutto, devo assolutamente comprare ed assaggiare del Jamon Herrano.

Nel locale dove mi trovo i posacenere hanno l’acqua dentro, che cosa interessante.

tinto

Tinto Synera, il nome del rosso che ho preso.

tinto2

Carrer de Carbonell, questa strada mi ha incuriosito vicino Barcelloneta (o a Barcelloneta), vicino la stazione francese, perché gli spigoli di un palazzo avevano le stesse decorazioni, credo dei bugnati, che mi ricordano alcuni palazzi storici di Formi nello specifico quello accanto a Recco dove si trova al piano terra la pizzeria.

La stazione francese è stata un’altra realtà di Barcellona che ho visitato in mattinata lo stesso stile di Milano Centrale, con la sua struttura caratteristica in ferro.

Nota: il museo storico della Catalunya ricorda molto alcuni edifici presenti alla Giudecca a Venezia

 

05/10/16

14:30

Ho fatto il bagno a Barcellona, una di quelle cose che dovevo fare. Rispetto ai gabbiani che vedo a Gaeta qui ci sono i piccioni, fa un po’ schifo, i ciottoli come dicevo prima sono belli e l’acqua per essere una grande metropoli è pulita. Dopo pochi passi, forse un metro dalla battigia l’acqua diventa molto profonda, due metri dalla riva e già non si tocca. Sarà la temperatura, ma è pieno di inglesi, russi e tedeschi. Ad esempio la famiglia che mi ha guardato la borsa credo sia tedesca.

In spiaggia ci sono molti venditori ambulati, veramente molesti, l’unica cosa positiva che al posto delle granite vendono sangria e mojito.

 IMG_20161018_230442.jpg

Nota: il grande palazzo in vetro che definisce lo skyline di Barcellona è il palazzo del “gas Natural fenosa”. Vicino al mare ci sono strutture di notevole pregio architettonico che però mi sembrano quasi denaturare il rapporto con il mare.

Indubbiamente questi edifici sono forma e sostanza di Barcellona, ma non li vedo in armonia con il mare, se non nell’ottica di una modernità che personalmente non mi piace.

 

Prova gelato, mi trovo in una gelateria artigianale, il piccolo viene 2,80, crema catalana e stracciatella.

Alla fine la prova gelato è fallita (o quasi), qualitativamente il latte della stracciatella era eccezionale, la crema Catalana non saprei. Quello che in verità mi ha lasciato perplesso è stato chiedere una coppa piccola e avendo scelto due gusti mi sono ritrovato una media, quindi 3,30 al posto di 2,80. E’ stato poco chiaro, non è nei 0,50 cent il problema.

Ho capito che la parte moderna di Barcellona non mi affascina, quella dei palazzi storici del 900 e del periodo coloniale le trovo bellissime, anche l’uso della pietra viva di alcuni palazzi mi fa impazzire.

 IMG_20161018_230501.jpg

Il mare a Barcellona ha un colore bellissimo di un blu vivo, sarà il tipo di sabbia ciottolosa, ma è veramente bello.

Anche il sole al tramonto dipinge con colori stupendi Barcellona, peccato che nei prossimo giorni sarà nuvolosa (Sabato dovrebbero esserci anche i temporali)

 

(Nota, la spiaggia di Barcellona era particolarmente piena di cicche di sigarette)

IMG_20161018_230522.jpg

Terrazza dell’ostello

(Notavo solo ora che la terrazza dell’ostello abbozzata nella pagina precedente ha il pavimento sporco di cicche di sigaretta)

 

Lascia un commento

Archiviato in Cibo e bevande, Viaggi

Pavimentazione Flessibile-Rigida

Sto un pò stanco perchè sono tornato da una festa di compleanno in montagna dove, con un gruppo di amici, siamo rimasti a dormire con le tende. Un’aria, un panorama, ma non è di questa avventura che vi parlerò.
Un mio amico che stava con noi si è complimentato dicendomi “Sei la prima persona che conosco che quando va all’estero fa le foto alla realizzazione delle strade”, si riferiva ad alcune foto del mio viaggio a Berlino pubblicate su FB.
Credo che sia normale o dovrebbe essere prassi, per chi si permette una esperienza all’estero di andare con la voglia di conoscere culture, stili, essere incuriosito e scoprire quello che magari aveva solo studiato sui libri o sentito dire.

Ma perchè cavolo mi è saltato in mente di fare delle foto a delle strade a Berlino?

Esempio di pavimentazione rigida lungo un cantiere stradale a Berlino

Altro esempio, con un pò di immondizia di pavimentazione rigida

In poche righe cercherò di sintetizzare un pò di lezioni di “Strade, Ferrovie ed Aeroporti” e “Materiali Stradali”( i relativi prof probabilmente mi falcerebbero per un post del genere).

Le pavimentazioni stradali si dividono in tre categorie:

  • P. Rigide
  • P. Semirigide
  • P. Flessibili

In Italia la maggior parte delle strade realizzate con pavimentazioni flessibili, in Germania rigide, ma cosa cambia?

Le 3 tipologie di pavimentazioni differiscono per svariate caratteristiche, ma le principali sono due:

  • I materiali che le caratterizzano, soprattutto il materiale legante.
  • Il tipo di rottura che porta ad una diverso degrado della infrastruttura.

Le pavimentazioni flessibili vengono realizzate attraverso la sovrapposizione di strati(composti da “pietruzze”, che in gergo tecnico vengono chiamati “Inerti Lapidei” di varia dimensione) legati attraverso il bitume (legante idrocarburico).

Le pavimentazioni rigide invece  utilizzano come legante per gli inerti lapidei il cemento (legante idraulico).

Le prime si degradano per fatica. La fatica è un fenomeno meccanico che caratterizza un materiale, questo sottoposto ciclicamente a determinati carichi tende a deteriorarsi fino a raggiungere la rottura.

Le strade accumulano deformazioni ogni volta che determinate vetture le percorrono(solitamente si parla di carichi superiori ad 1t per asse del veicolo) finchè non si raggiunge un livello di servizio tale da non garantire standard funzionali adeguati e  devono così essere manutenute(quando vedete le strade che vengono “raschiate” e “riasfaltate”).

Degrado Pavimentazione Flessibile

Le seconde invece si degradano raggiungendo la rottura una volta che si supera il carico limite ultimo. Significa che queste pavimentazioni sono progettate per sostenere fino ad un determinato carico superato il quale si fratturano e va sostituita la lastra danneggiata.

Facendo un esempio brutale.

Se su di una strada con una pavimentazione flessibile passano 10 autocarri a due assi, con l’anteriore di 4t e il posteriore di 8t, la pavimentazione acquisterà delle deformazioni permanenti, non tornerà quindi al suo stato iniziale.

Se gli stessi autocarri percorrono una strada con pavimentazione rigida e il suo carico limite ultimo, magari, è 14t dopo il passaggio dei veicoli ritornerà nel suo stato iniziale.

Ma se dovesse passare un autocarro, immaginate un trasporto eccezionale, con un un carico su di un asse maggiore di 14t(un numero elevato) la pavimentazione rigida andrebbe sostituita, la pavimentazione flessibile sarebbe ancora utilizzabile.

Ricapitolando

Pavimentazione Flessibile Rigida
Luogo Italia Germania
Legante Idrocarburico(Bitume) Idraulico(Cemento)
Rottura Fatica Carico Limite Ultimo

Spero non vi siate annoiati troppo e mi sia riuscito a spiegare, ammetto che l’italiano non è il mio forte 🙂

Lascia un commento

Archiviato in Racconti universitari, Viaggi