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Giugno dolci dati ed ottimizzazioni

La vita è sempre trionfo dell’improbabile e miracolo dell’imprevisto.


Sono tornato da Londra e sicuramente resterò qui in Italia fino a metà Luglio.

Da metà Marzo fino alla prima settimana di Maggio ho lavorato una catena che produce cupcakes Lola.

Il negozio era un chiosco all’interno della stazione di Marylebone, veramente una bella esperienza, mi sono divertito ed ho imparato molto.

 

Dopo una settimana ero responsabile dell’apertura del negozio.

Dopo tre settimane della chiusura

Dopo cinque settimane l’amministratore delegato è venuto a parlarmi perché voleva mettermi a capo di un progetto di riduzione degli sprechi di cibo dandomi accesso a tutti i dati storici sul fatturato e costi della società.

Come è successo?

Curiosità e noia.

La chiusura del negozio prevede la stesura di un report di fine giornata dove vengono inserite da parte dell’operatore (in questo caso io) informazioni relative a:

  • Fatturato effettivo della giornata
  • Target che era stato definito
  • Sprechi (i cupcakes sono freschi e vengono buttati a fine giornata)
  • Cosa l’azienda avrebbe dovuto fare diversamente da qui ad un anno
  • Idee creative che fossero venute in mente durante la giornata

Una cosa che mi aveva colpito mentre lavoravo era la differenza tra Fatturato – Target – Wastage che non sembrava ottimizzata. (spoiler: c’è un ampio margine di miglioramento 🙂 )

Così un giorno in cui c’erano pochi clienti e mi stavo annoiando ho aperto il pc e con largo anticipo ho iniziato a scrivere il report evidenziando che l’ordine quotidiano di dolci effettuato dalla store manager doveva basarsi su un modello predittivo (una regressione lineare) che considerasse una pluralità di variabili (dati storici sulle vendite, condizioni meteo, flusso di persone della stazione) e che c’era la necessità di studiare la correlazione tra le variabili del modello ed i dati storici.

A  seguito del mio report il CEO ha scritto una email alla store manager dicendole che voleva assolutamente parlarmi, mi ha portato a cena, mi ha proposto di occuparmi di realizzare il nuovo progetto per la riduzione degli sprechi di cibo una volta tornato dall’Italia e di fare la mia offerta economica per il progetto.

Attualmente sto lavorando a distanza, mi sto occupando di tutta una fase preliminare di analisi della quantità e qualità di dati effettivamente disponibili.

It’s easier to fool people than to convice them that they’ve been fooled


Oltre a questo progetto di riduzione degli sprechi, giovedì mi è stato proposto un ulteriore progetto sempre su Londra di ottimizzazione e big data, di questo non posso condividere ulteriori dettagli.

E’ un progetto molto complesso e se l’incarico dovesse essere confermato vedrà l’applicazione di almeno tre differenti algoritmi di Machine Learning.

Continua sempre il mio supporto all’Associazione di InnovAction Lab, ma devo essere più presente, siamo ancora in alto mare con il DB (colpa mia), l’ultimo evento su Roma è stato un flop, ma il BBQ di Agosto è già in agenda.

Per non farmi mancare nulla dovrò sistemare alcune questioni amministrative ed operative per l’azienda di famiglia e devo (da almeno due mesi) rifare il sito di Wheelab per raccontare quello che è stato,  il rinnovo del sito mi è stato suggerito e richiesto da molti recruiter.

Gli impegni per Giugno sono tanti, le energie sono sempre le stesse e non dormire sarebbe solo un problema per la produttività.

La produttività è sempre un tema particolare.

La nostra capacità di concentrazione è crollata sensibilmente, in alcuni casi paragonabile a quella di un pesce rosso (http://time.com/3858309/attention-spans-goldfish/) e purtroppo guardiamo lo schermo del cellulare ogni 10-12 minuti, circa 80 volte al giorno(http://www.businessinsider.com/dscout-research-people-touch-cell-phones-2617-times-a-day-2016-7?IR=T).

A ragione di questo ho deciso che temporaneamente per tutto il mese di Giugno non sarò presente sui social network. 

  • Eliminazione di Instagram-Linkedin-Twitter dal cellulare
  • Cambio password di Facebook e disconnessione dell’account

Quando sarà Luglio uscirò dalla caverna.

 

Se ci riuscirò scriverò qualche articolo sugli ultimi libri letti nei mesi passati, sto rispettando abbastanza bene la lista che avevo fatto a Gennaio.

Un abbraccio e grazie per aver letto il mio articolo.

 

Andrea

 

ps se noti qualche errore scrivimi pure
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“Si me sfragno na gamba e nun po’ lavora’ comunque si seccheno” La Matrice Eisenhower Urgenza Priorità

Ciò che è importante raramente è anche urgente e ciò che è urgente raramente è importante”

-Eisenhower

Un sabato la signora Ilaria era andata a fare la spesa al mercato.
La signora lavorava in una importante società di consulenza e non aveva sempre tempo di andare al mercato personalmente, quando poteva si recava sempre da Mimino* il suo contadino di fiducia, il quale la conosceva da anni, tanto da aver visto crescere i figli di Ilaria.
Quel sabato Ilaria si lamentava proprio con Mimino di come i figli, ormai cresciuti, la ignorassero, sempre presi dalle loro attività o dagli amici.
Mimino con la sua saggezza popolare rispose: “A signo’, ma me scusi, ma s’io a li zucchini e alle melanzane nun je do l’acqua questi seccheno, si li peschi novi che ho piantato inizieno a cresce storti e nun faccio attenzione a mettece na mazzarella so fregato , perchè na vorta chi so storti nun posso fa nulla.”
La signora si giustificava spiegando che comunque lei era una donna che lavorava in una società di consulenza, non era una condizione semplice, sempre in treno o in aereo per raggiungere i clienti.
Il contadino allora le disse: “Signò e tiè ragione, ma si me ammalo, si me sfragno na gamba e nun po’ lavora’ comunque si seccheno, mica stanno a pensa “Poraccio Mimino s’è sfranto na gamba o poraccio c’ha ‘a febbre””
Per caso in quel momento a fare la spesa stava passando Marco un vecchio amico delle media della signora, capo reparto dei vigili del fuoco.
Marco aveva riconosciuto l’amica e aveva ascoltato la conversazione, così dopo essersi salutati  volle dire la sua:
“Sai Ilaria, noi in caserma dobbiamo sempre stare attenti, pronti ad interventire. Così abbiamo imparato a separare le attività importanti e le attività urgenti.
E’ importante per noi esercitarci tutti i giorni o controllare il corretto funzionamento dei macchinari di soccorso, urgente è invece quando ci chiamano per una emergenza.
Per risolvere i tuoi problemi dovresti capire come fare a separare ciò che è urgente da ciò che è importante, se noi facessimo solo l’una o solo l’altra attività non riusciremmo a portare a termine le nostre operazioni di soccorso.
Inoltre cerca di avere un piano di azione come facciamo noi, non definito nel dettaglio, perchè poi è davvero impossibile da adattare ad ogni specifica situazione ma qualcosa con dei margini di manovra e che con buona elasticità ti permetta di portare a termine sia compiti urgenti che le attività importanti.”
Ilaria, presa la spesa se ne tornò a casa riflettendo su quanto detto e ovviamente sul costo delle zucchine che in un anno erano aumentate di quasi 1€/kg.
Quattro anni fa stavo leggendo un libricino sul tempo, una riflessione interessante mi è recentemente tornata in mente ed è legata alla matrice di Eisenhower, implicitamente descritta da Marco il vigile del fuoco.
Ma andiamo per gradi.
Eisenhower, o Dwight David Eisenhower, è stato il generale al comando dello sbarco in Normandia che negli anni successivi fu eletto Presidente degli Stati Uniti D’America.
La matrice da lui teorizzata prevede che definita la funzione “Attività” questa sia dipendente da due variabili, la prima l’ “Urgenza” la seconda l’ “Importanza”.
Un’immagine renderà ancora più chiaro quello che sto dicendo.
Matrice Eisenhower Priorità Produttività Urgenza
E’ un ottimo strumento di vita quotidiana per prendere decisioni ed evitare di distrarsi da ciò che è importante nel lungo termine rapiti dalle urgenze o dalle scadenze a breve termine.
Alcune attività richiedono disciplina, o comunque tenacia nell’esercitarsi  tutti i giorni per raggiungere un determinato risultato, in qualsiasi campo.
Vedendola sotto una prospettiva complementare, per evitare l’insorgere di un problema dobbiamo lavorare tutti i giorni alla sua prevenzione (un po’ come lavarsi i denti).
Ma che tipo di problemi e che tipo di attività?
Adesso la riflessione diventa personale e difficile.
Ipotizziamo di identificare sette dimensioni, o bisogni, che caratterizzano una persona.
Bisogni che ognuno di noi deve soddisfare con pesi differenti per essere felice:
  1. Famiglia
  2. Amici e Comunità
  3. Psicologico
  4. Fisico
  5. Materiale
  6. Extra-Professionale
  7. Lavorativa
Le sette aree ci permettono di identificare le attività da fare necessarie* per sentirci appagati, soddisfatti in quell’ambito.
Degli esempi nello sport come nella musica sono molto banali.
Traslare lo stesso discorso nei rapporti con gli amici o con la famiglia risulta già più difficile perchè molte azioni nel quotidiano si vedono solo nel lungo termine con un forte grado di incertezza.
A questo si aggiunge il problema che alcune scelte sono mutuamente esclusive, capita così che accettiamo di soddisfare una determinata dimensione, negandone un’altra, consapevolmente o inconsapevolmente.
Come fare però a definire cosa è importante e cosa è urgente?
Non è univoca la risposta, questa dipende dalla singola persona, ma due domande possono aiutare nella riflessione:
1) ‘”Che tipo di persona voglio essere in questa fase della mia vita?”
2) “Oggi questa dimensione quanto conta rispetto alle altre?”
Una volta che abbiamo capito quali sono le nostre esigenze, entra in gioco la matrice di Eisenhower.
Prendere un foglio bianco, disegnare la matrice priorità/urgenza e rifletterci a fine giornata o prima di intraprendere un nuovo progetto può essere di aiuto per restare concentrati su ciò che ritenete importante ed evitare che le piante secchino o crescano storte.
*In realtà Mimino è uno storico contadino di Gaeta, che coltiva quasi esclusivamente pomodori, parla dialetto Gaetano e non romano
**anche decidere cosa NON fare è fondamentale

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Produttività, metodi discutibili che con me funzionano

Una volta da qualche parte avevo letto questa storia molto interessante:

C’erano due boscaioli canadesi, con le classiche camicie a quadri che volevano sfidarsi in una gara a chi tagliava più alberi. Il primo boscaiolo sembrava avere energie infinite, abbattuto un albero passava al successivo e nemmeno si girava per guardare il suo sfidante, si limitava a sentirlo.

Inoltre il primo era convinto di vincere perché ogni mezz’ora sentiva il suo amico smettere di tagliare alberi per riposarsi.

Dopo tre ore la gara era finita ed incredulo il primo era riuscito a tagliare cinque alberi in meno del secondo, nonostante il secondo si riposasse ogni tanto.

Incuriosito il primo boscaiolo chiese al secondo: “Ma come diamine è possibile che tu abbia tagliato più alberi di me nonostante ti fermassi ogni mezz’ora?”

E rispose il secondo “Perché mi fermavo per pulire ed affilare la lama della mia sega”.

Tra ieri ed oggi, con l’inizio del nuovo semestre e della preparazione al lavoro estivo sono andato a stampare dei fogli da University Lab per tenere traccia del lavoro/studio con cadenza settimanale e giornaliera.

Si basano sulla tecnica del pomodoro ed altre letture. Personalmente mi aiutano a capire cosa si sta facendo e in quanto tempo, inoltre ci sono delle sezioni per nutrire (un mio caro amico direbbe mentire) la mente ed evitare eccessi di studio/lavoro.

Settimanale Giornaliero

A differenza di una agenda l’inserimento della data è manuale, così che possa diventare la routine di inizio giornata per poi proseguire senza distrazioni e con la consapevolezza di cosa si sta facendo e perché.

Tre sono gli aspetti fondamentali:

  • Ciò che vuoi fare ed il tempo che pensi di dedicarci
  • Il tempo che effettivamente dedichi e i risultati che riesci realmente a ottenere
  • L’errore tra la stima fatta e il risultato ottenuto

Può sembrare strano, o esagerato, scrivere di sentire delle persone, ma così facendo si riesce a restare in contatto con molti più amici oltre ai tre-quattro che sentiamo abitualmente.

Spero possa essere di aiuto, sia per gestire meglio differenti impegni e “fronti di lavoro”, sia  per non dimenticarci di chi c’è intorno a noi 🙂

 

 

 

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