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La vita non è un biglietto della lotteria.

Il fallimento di un nostro progetto è una evento molto frequente ed ogni volta che mi capita di viverlo in prima persona o capita a qualche amico, oltre alla profonda tristezza che mi assale, vivo un intenso periodo di riflessione.
La cosa più sbagliata da fare è non pensarci, catastrofico è non assumere un atteggiamento critico verso i propri pensieri ed il progetto in se.
Questa mattina dopo aver chiuso dei lavori preliminari stavo aiutando un amico ad un progetto che temo non sia andato bene. Dopo esserci salutati, mi è venuta in mente una frase di Andy Groove:

When you say “yes” to one thing, you are inevitably saying “no” to another

Quando dici “si” a qualcuno o qualcosa, inevitabilmente stai dicendo “no” a qualcos’altro

La frase è tratta dal libro di Andy Groove che ho letto un paio di anni fa “High Output Management”, una lettura suggerita in un’intervista da uno dei fondatori di Airbnb.
Il tempo resta una risorsa scarsissima e spesso commettiamo, inconsapevolmente, numerose azioni che portano a procrastinare le attività importanti per terminare delle attività che nello scenario migliore sono classificabili come urgenze, più frequentemente sono attività posticipabili.

 

Molto spesso siamo noi ad autosabotarci (metti che scopriamo di essere bravi?), ma di questo ne vorrei parlare con il mio amico psicologo Francesco Tramontana https://francescotramontana.com e realizzare un bel video divulgativo.

 

Bisogna programmare il proprio tempo con tutta l’incertezza che governa la nostra vita, impegnarci nel definire in modo chiaro il tempo da dedicare ai nostri progetti importanti, altrimenti i nostri discorsi, azioni e riflessioni saranno incentrate sulla fortuna/sfortuna del caso.

Le variabili esterne ci sono, sempre, ma spesso sono una giustificazione nei confronti di una sbagliata organizzazione.

Nella sfortuna i perseveranti emergono sempre.

Qui sotto il link del libro  vi interessa la lettura:

High Output Management

 

Un abbraccio e grazie per aver letto il mio articolo.

 

Andrea

 

ps se noti qualche errore scrivimi pure, se ti è piaciuto ricondividilo! 🙂
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23/07/2018 · 14:47

Giugno dolci dati ed ottimizzazioni

La vita è sempre trionfo dell’improbabile e miracolo dell’imprevisto.


Sono tornato da Londra e sicuramente resterò qui in Italia fino a metà Luglio.

Da metà Marzo fino alla prima settimana di Maggio ho lavorato una catena che produce cupcakes Lola.

Il negozio era un chiosco all’interno della stazione di Marylebone, veramente una bella esperienza, mi sono divertito ed ho imparato molto.

 

Dopo una settimana ero responsabile dell’apertura del negozio.

Dopo tre settimane della chiusura

Dopo cinque settimane l’amministratore delegato è venuto a parlarmi perché voleva mettermi a capo di un progetto di riduzione degli sprechi di cibo dandomi accesso a tutti i dati storici sul fatturato e costi della società.

Come è successo?

Curiosità e noia.

La chiusura del negozio prevede la stesura di un report di fine giornata dove vengono inserite da parte dell’operatore (in questo caso io) informazioni relative a:

  • Fatturato effettivo della giornata
  • Target che era stato definito
  • Sprechi (i cupcakes sono freschi e vengono buttati a fine giornata)
  • Cosa l’azienda avrebbe dovuto fare diversamente da qui ad un anno
  • Idee creative che fossero venute in mente durante la giornata

Una cosa che mi aveva colpito mentre lavoravo era la differenza tra Fatturato – Target – Wastage che non sembrava ottimizzata. (spoiler: c’è un ampio margine di miglioramento 🙂 )

Così un giorno in cui c’erano pochi clienti e mi stavo annoiando ho aperto il pc e con largo anticipo ho iniziato a scrivere il report evidenziando che l’ordine quotidiano di dolci effettuato dalla store manager doveva basarsi su un modello predittivo (una regressione lineare) che considerasse una pluralità di variabili (dati storici sulle vendite, condizioni meteo, flusso di persone della stazione) e che c’era la necessità di studiare la correlazione tra le variabili del modello ed i dati storici.

A  seguito del mio report il CEO ha scritto una email alla store manager dicendole che voleva assolutamente parlarmi, mi ha portato a cena, mi ha proposto di occuparmi di realizzare il nuovo progetto per la riduzione degli sprechi di cibo una volta tornato dall’Italia e di fare la mia offerta economica per il progetto.

Attualmente sto lavorando a distanza, mi sto occupando di tutta una fase preliminare di analisi della quantità e qualità di dati effettivamente disponibili.

It’s easier to fool people than to convice them that they’ve been fooled


Oltre a questo progetto di riduzione degli sprechi, giovedì mi è stato proposto un ulteriore progetto sempre su Londra di ottimizzazione e big data, di questo non posso condividere ulteriori dettagli.

E’ un progetto molto complesso e se l’incarico dovesse essere confermato vedrà l’applicazione di almeno tre differenti algoritmi di Machine Learning.

Continua sempre il mio supporto all’Associazione di InnovAction Lab, ma devo essere più presente, siamo ancora in alto mare con il DB (colpa mia), l’ultimo evento su Roma è stato un flop, ma il BBQ di Agosto è già in agenda.

Per non farmi mancare nulla dovrò sistemare alcune questioni amministrative ed operative per l’azienda di famiglia e devo (da almeno due mesi) rifare il sito di Wheelab per raccontare quello che è stato,  il rinnovo del sito mi è stato suggerito e richiesto da molti recruiter.

Gli impegni per Giugno sono tanti, le energie sono sempre le stesse e non dormire sarebbe solo un problema per la produttività.

La produttività è sempre un tema particolare.

La nostra capacità di concentrazione è crollata sensibilmente, in alcuni casi paragonabile a quella di un pesce rosso (http://time.com/3858309/attention-spans-goldfish/) e purtroppo guardiamo lo schermo del cellulare ogni 10-12 minuti, circa 80 volte al giorno(http://www.businessinsider.com/dscout-research-people-touch-cell-phones-2617-times-a-day-2016-7?IR=T).

A ragione di questo ho deciso che temporaneamente per tutto il mese di Giugno non sarò presente sui social network. 

  • Eliminazione di Instagram-Linkedin-Twitter dal cellulare
  • Cambio password di Facebook e disconnessione dell’account

Quando sarà Luglio uscirò dalla caverna.

 

Se ci riuscirò scriverò qualche articolo sugli ultimi libri letti nei mesi passati, sto rispettando abbastanza bene la lista che avevo fatto a Gennaio.

Un abbraccio e grazie per aver letto il mio articolo.

 

Andrea

 

ps se noti qualche errore scrivimi pure

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Tecnica del Pomodoro, consigli per una buona passata

Prima di pubblicare un nuovo post, prima di iniziare il blog in inglese(ci sto lavorando già ho il nome!) per raccontarvi tutto quello che è successo fino ad oggi, delle varie novità vi devo parlare della tecnica del pomodoro.

Non è un post di cucina, qualcuno lo ha intuito  perchè già sa di cosa parlerò, qualcun altro no, qualcun altro ha cliccato sul link sopra.

Che cos’è?

E’ una tecnica per la gestione del tempo.

Come definizione è un pò riduttiva e generica. Preferisco darle una connotazione personale e definirla la tecnica che mi ha permesso di studiare anche 11 ore nette in una giornata, cosa prima difficilmente raggiungibile.

Per qualcuno magari non è un grande numero, sotto il periodo degli esami abitualmente ne studia 12 anche 14, mosso solitamente dall’ansia, ma io che per non so quale ragione perdo la concentrazione dopo pochissimo tempo (dalle elementari che ho questo problema per qualsiasi attività), che subisco l’effetto  dell’ansia per gli esami  (purtroppo/perfortuna) solo il giorno stesso e non prima,  è stato lo strumento che mi ha permesso di aumentare sensibilmente la produttività evitando di sprecare inutilmente il tempo.

Come funziona

La tecnica del pomodoro prevede di lavorare/studiare senza distrarsi per 25 minuti e fare una pausa successivamente di 5.

I 25 minuti prendono il nome di Pomodoro, perchè?

Perchè l’autore della tecnica sfrutta un timer da cucina a forma di pomodoro per conteggiare il tempo.

Non si ragiona più per ore, minuti, ma per pomodori.

Avrete così una diversa scansione del tempo e di come lo destinate alle vostre “to do list”.

L’autore della tecnica non è un tedesco, non è un inglese, uno svizzero, ma … un italiano!

Non solo, ha avuto anche un grande successo in tutto il mondo!

Come ho implementato la tecnica

Quando leggiamo consigli, suggerimenti su come fare qualcosa, il problema maggiore è la sua implementazione.

La famosa “EXECUTION”, se proprio devo usare un termine anglofono.

Prima di iniziare la sessione di esami mi sono letto tutto il libro, è in italiano, in pdf, gratuito e lo trovate qui.

Successivamente ho comprato un bel quadernino rosso(stiamo parlando sempre di pomodori mica potevo prenderlo blu!) e ogni giorno scrivevo su un foglio:

  • la data
  • dove mi trovavo
  • le cose che avrei dovuto fare

Con il cellulare calibravo il timer per 25 minuti ed iniziava lo studio.

Quando il timer squillava, coloravo un quadretto in rosso accanto alla attività che stavo svolgendo, leggevo i messaggi e le mail che mi erano arrivate in quei 25 minuti e andavo a farmi una camminata per i corridoi dell’università.

Questo per tutto il giorno.

Molte persone infatti penso mi abbiano preso per un perditempo professionista visto che ogni 25 minuti mi vedevano girare per l’università(la mia schiena e gli occhi hanno invece ringraziato per il gesto).

Inoltre il timer era impostato per squillare dopo 5 minuti dall’inizio della pausa per ricordarmi che dovevo tornare sui libri.

La sera prima di spegnere il computer o altro scrivevo la lista delle cose che avrei voluto fare il giorno dopo e le cose, attenzione, che non avrei voluto fare. 

Le prime si caratterizzavano per una serie di attività con i pomodori che avrei destinato.

Le seconde invece erano delle attività che non avrei dovuto fare, banalmente riposarsi in quei 5 minuti andando su Facebook.

A partire dalla seconda sera ho iniziato a confrontare quello che avrei voluto fare il giorno prima con quello che avevo fatto il giorno dopo.

L’analisi dei risultati che non raggiungevo mi permetteva di esserne consapevole e capire dove  migliorare (es. pensavo di poter ripetere 20 pagine in un ora in realtà potevo ripeterne 10 se era particolarmente fluido il capitolo )

Come diceva Lord Kelvin:

“Se non lo puoi misurare, non lo puoi migliorare”

Cosa non ha funzionato

L’implementazione della tecnica non è stata così lineare.

Io già tempo fa(credo un annetto) avevo letto della tecnica, mi era piaciuta, ma non ero riuscito ad implementarla.

L’abbandonai dopo una settimana.

Poi con il quaderno è iniziato il cambiamento, è stato proprio l’attività di scrivere e colorare un quadratino che mi dava il ritmo.

Dopo gli esami ho smesso di usare la tecnica del pomodoro, inoltre lavorando al pc l’implementazione era più difficile rispetto allo studio esclusivamente su cartaceo, le distrazioni aumentavano oppure mi dimenticavo di impostare il timer pensando di potermi regolare con le app disponibili per Chrome.

Ho poi provato a sostituire il quadernino con una app per Android, ma mi sono accorto che non era la stessa cosa, perchè il gesto di colorare l’attività, di vedere tutta la lista su carta aveva un effetto diverso e migliore.

Era ed è più concreto.

E’ una mia percezione,  ma funziona.

Così ho ripreso ad utilizzare il quadernino rosso, il timer invece resta digitale.

Molto utile, provatela.

Ingredienti

Ingredienti per la tecnica del pomodoro all’Andrea:

  • Quadernino
  • Penna nera e rossa
  • Timer
  • Pazienza per almeno una settimana di prova
  • Non rispondere a SMS e Whatapp, se è urgente ed importante vi chiameranno

Tecnica Del Pomodoro

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La paura dei meeting, a volte sai quando inizi, ma non sai mai quando finisci

Il cappellino di quando si andava in gita ve lo ricordate? Almeno alle elementari noi lo portavamo spessissimo! Voi no?
Oggi sono andato in gita a Santa Palomba, mi piace chiamarla così, è più giovanile ha un sapore più fresco.

Nella sostanza sono stato in visita nello stabilimento di P&G(Procter & Gamble) a Santa Palomba, frazione di Pomezia.

Per chi non è come me che quando è  in bagno legge le etichette di qualsiasi prodotto, P&G è una multinazionale del settore dei detergenti che fattura 21,3 miliardi di dollari (Gilette e Pringles sono state recentemente cedute).

La visita era stata programmata per il corso di Trasporto Merci e Logistica che sto seguendo.

Terminata la visita ai magazzini, visto il sistema di distribuzione, un cartello mi ha molto colpito.

Questo cartello era posizionato all’ingresso della sala meeting e dava dei consigli su una gestione efficente della riunione.

Ve li riporto, magari saranno utili anche a voi, alcuni inconsciamente già li mettevo in pratica:

  1. Era proprio necessario un meeting?  Si, se devi prendere decisioni. No, se devi condividere informazioni.

  2. Sei sicuro di aver invitato solo le persone che veramente hanno un ruolo utile al raggiungimento degli obiettivi?

  3. Hai preparato le persone inviando un agenda con argomenti, obiettivi, tempi e leader del meeting?

  4. Hai inviato un pre-reading in tempo? Consente di focalizzarsi sugli obiettivi e le eventuali decisioni?

  5. Il tempo è una risorsa importante, non sprecare il tuo tempo e quello degli altri arrivando tardi.

  6. Sei presente al meeting? Si? Cellulare, Laptop? No Grazie!

  7. Hai preparato slide essenziali efficaci, schematiche?

  8. Chi scrive il summary? Definire i ruoli su chi fa cosa e quando.

  9. Lo spazio è sufficente, le aule sono attezzate?

  10. Parole, parole, sii produttivo e prevedi un break ogni 90 minuti.

Avete già notato quali utilizzate e quali no?

Io voglio provarci, da wannabe startupper vivo quotidianamente il problema di aggiornare ed essere aggiornato sugli sviluppi del lavoro e l’annoso problema dell’ottimizzazione dei tempi.

La gita è stata bella, il tempo piacevole, la mensa un pò meno, mi hanno regalato un rasoio fusion(senza ricariche chiamali fessi) e ho pensato al livello di complessità della gestione dei magazzini sul quale una startup con un prodotto fisico e non software based deve pensare e riflettere.

Volevo mettermi in fondo al bus dove stanno i più fighi della classe, ma ho preso il treno(arrivando in anticipo sulla tabella di marcia) 🙂

 

Meeting Noioso

 

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