Novità

Ci sono molte novità da raccontare a breve tornerò a scrivere su questo blog, nel bene e nel male.

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1/4 I preparativi per la partenza, quanto tempo stare? Dove dormire?

 

Era l’inizio di ottobre quando avevamo deciso di partire per l’evento organizzato dall’ambasciata italiana a Berlino.

Io, Roberto ed Emanuele.

Purtroppo (o per fortuna del contribuente) l’ambasciata copriva solo parte delle spese (200 € in totale), quindi era mia intenzione quella di massimizzare per Wheelab l’opportunità sia di essere nella capitale tedesca per conoscere l’ecosistema sia di parlare preventivamente con gli investitori che sarebbero stati presenti.

Roberto ed Emanuele avevano delle limitazioni stringenti a causa del loro primo lavoro, io che, per mia fortuna, ho una condizione più flessibile ho potuto prenotare i voli sulla base dell’economicità e lavorare per il perseguimento dei due obiettivi precedenti.

Le date disponibili erano martedì 05 ore 8:55 di mattina e partenza mercoledì 13 ore 21:00.

 

Si poneva il problema del soggiorno, dove dormire?

 

Avevo dei contatti che vivevano o avevano vissuto a Berlino:

 

Lo scambio che avevo immaginato tra me e chi mi avrebbe ospitato era questo

“Ciao purtroppo Wheelab non ha soldi ed io non posso chiederli alla mia famiglia per permettermi una stanza di albergo per un periodo così lungo.

Per permettere a questo progetto in cui credo di continuare a vivere saresti così gentile da ospitarmi?

Posso portarti dall’Italia una bottiglia d’olio e due di Vino in cambio dell’ospitalità.

Mi basta un divano”

 

Quello che avevo immaginato si è tradotto in una mail che riportava in sintesi quello ho scritto sopra.

 

Ho cominciato chiedendo prima al VC, per ovvie ragioni.

Purtroppo era di Monaco e non di Berlino.

Nonostante questo mi aveva fatto i complimenti per il tipo di scambio e per averci comunque provato.

 

Poi ho contattato l’ex  Vice President, lui si era spostato da Berlino in Italia quindi aveva inoltrato il mio messaggio ai suoi contatti, ma purtroppo il periodo era troppo lungo.

Successivamente ho provato con Anthony.

E’ stato l’ultimo tra le persone che avevo contattato anche perché non lo sentivo da Giugno 2013 quando lo avevo conosciuto a Milano per la “Startup Initiative”.

 

Nonostontante il periodo fosse lungo aveva trovato la soluzione più idonea:

“Andrea due giorni dormi da me, due giorni dormi da Anna(Ia sua socia)”

 

Fantastico!

 

Gli altri giorni?
Gli altri giorni invece, con il supporto del Grant che avevamo vinto con Working Capital, ho prenotato una stanza d’albergo.

Con l’aiuto di Francesco ho trovato la soluzione più economica (qualità /prezzo) e così per il periodo di permanenza più limitato di Emanuele ho prenotato una doppia.

 

Colpo di scena!

 

Purtroppo durante la prenotazione dell’Hotel ho fatto un errore.

Avevo prenotato dal 9 all’11, ma in realtà l’11 partiva Roberto!

Emanuele partiva il 12!

Mi ero dimenticato di un giorno e me ne sono accorto il sabato quando è arrivato Emanuele.

Fortunatamente c’era comunque posto in albergo, ma in un’altra stanza.

Così una volta in albergo l’11 ci siamo dovuti spostare.

Dopo la partenza di Emanuele sono rimasto altri due giorni (1 notte) ed ho prenotato un ostello vicino casa di Anthony (perché la sera prima della partenza avrei organizzato il Pasta Day) in una stanza condivisa con altre 7 persone, mai viste.

 

Un tipico esempio di "Natural Deal" tra Startup

Un tipico esempio di “Natural Deal” tra Startup

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Wheelab & Berlino, 6 storie in arrivo

Sto scrivendo dall’aeroporto di Berlino Schoenefeld aspettando per l’apertura del check-in per l’imbarco.

C’è ancora un’oretta buona di attesa e così ho deciso di iniziare a raccontare questa avventura.

Tutto è nato perché l’ambasciata italiana a Berlino ci aveva contattato per presentare il nostro progetto per un evento sulle startup Italiane, le potenzialità di Berlino e del suo ecosistema.

 

Nove giorni sono tanti da raccontare e così questa avventura ve la racconterò in 4 puntate (più 2 post aggiunti in una successiva rielaborazione):

1/4 I preparativi per la partenza, quanto tempo stare? Dove dormire?

2/4 Anthony, Anna e Yann vendere gli asset per fondare una nuova startup

3/4 La bethaus e l’EVCA

4/4 L’evento all’ambasciata, aspettative e considerazioni

5/4 Il Pasta Day Berlinese

(6/4 Sorpresa)

 

Sono stati nove giorni molto dinamici per usare una metrica e rendere l’idea ho dormito in 5 letti diversi.

Un fantastico spazio di coworking a Berlino la betahaus!

Un fantastico spazio di coworking a Berlino la Betahaus!

 

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Startup Weekend Roma: Resilienza. Parte 2

“The brilliance is rarely in the model; it’s in the implementation”

Domenica, resilienza

03:30 del mattino

Ho iniziato a limare il lavoro che aveva fatto Mirko con l’executive summary, il giorno dopo secondo la strategia che avevamo individuato avremmo stampato una copia dell’executive summary per ogni giudice e ogni copia avrebbe avuto la faccia del giudice in altro a destra.

Possiamo chiamarlo Branding/Marketing, o semplicemente paraculaggine.

In un gruppo con soli due sviluppatori e senza un grafico ci saremmo dovuti inventare qualcosa per stupire la platea e competere con  gli altri gruppi che mediamente avevano un grafico e tre sviluppatori.

Era il nostro assist, l’azione che ci avrebbe portato a provare un tiro da tre punti, era la nostra mossa segreta, l’ingrediente magico che avrebbe fatto la differenza tra la nostra ricetta ed un’altra.

04:30 era arrivata l’ora di cercare di dormire.

Mi ero previdentemente portato uno stoino da campeggio perchè “non si sa mai”, rosa confetto perchè “anche nella difficoltà non si deve rinunciare all’eleganza”.

Così ho iniziato a cercare l’angoletto ideale. Sotto la colonna? Vicino i bagni?  Dove c’era il catering?

Dopo un paio di minuti ho trovato il giaciglio, apparentemente ideale. Mi ero sistemato accanto ai tavoli dove la sera c’era il catering(abbastanza sgradevole come servizio) e ho provato a prendere sonno. Purtroppo la coppia di guardie giurate ha pensato bene di chiacchierare tutta la notte sulla attuale crisi economica e di quanto fossero fortunati in fin dei conti ad avere un contratto a tempo indeterminato.

Ore 07:30 Sveglia(chiamiamola così!).

Mi sono diretto verso il Mc Donald, era il primo locale aperto, mentre fissavo l’olio ancora freddo ed ho comprato un caffè ed un muffin. Per rendere meno angosciante la colazione ho deciso di mangiarlo davanti la fontana di Trevi,

Bellissima, ancora dipinta dai colori del mattino. Una delle colazioni più suggestive della mia vita.( perdonatemi se non so scattare le foto)

Fontana diTrevi

Prima di tornare ho deciso di fermarmi ad un altro bar per un secondo caffè ed un pacchetto di gomme.

08:30 si continua con il lavoro!

Ho iniziato a ripetere la presentazione, mentre Marco mi ha avvisato che il lancio della preiscrizione su LaunchRock era pronto.

09:30 il team era di nuovo al completo per macinare.

Mirko ha iniziato ad impaginare l’executive summary, inserendo anche delle info mancanti. Alessio ha iniziato a strutturare la campagna da 10 euro che avremmo lanciato su Facebook.

Era domenica, dove stampare?

Le copisterie che conoscevo aprivano alle 16:00, un imprevisto che non avevo calcolato.

Agostino, inarrestabile, ha iniziato a trovare un posto dove stampare gli executive summary.

C’era una vecchia stampante al Tempio di Adriano, probabilmente l’aveva dimenticata proprio Adriano.

Se si riusciva a farla funzionare era fatta!

Riesce dopo una lunga ricerca di cavi, driver e figure alle quali appellarsi a venire al tavolo con i 12 Executive Summary, ognuno con la foto del giudice.

12:00 Prova di pitch! Le slide erano ancora grezze e mancanti a braccio ho provato il pitch davanti gli altri partecipanti, un disastro, ma poco importava, successivamente ho continuato a ripetere e Stefano con Davide a rifinire la presentazione.

14 30 abbiamo terminato la presentazione, facendo il possibile con la carenza di una vera figura che potesse curare la parte grafica.
La campagna di Facebook da 10 euri era terminata ed avevamo raggiunto oltre le 40 email di preiscrizione.
Un grande successo!

Sempre a quest’ora siamo stati invitati a lasciare il tempio di Adriano perchè la sala sarebbe stata sistemata per dare il via alle presentazioni ufficiali davanti la platea di spettatori e giudici

Ore 15:30 siamo rientrati nel Tempio, eravamo dei cacciatori, puntavamo tutti i giudici, attenti a notare ogni nuovo ospite che entrava e a confrontarlo con gli Executive Summary che erano rimasti

Agostino era riuscito a stampare gli executive summary e riusciamo a consegnarli tutti prima di iniziare a presentare, l’assist era riuscito, la squadra mi aveva consegnato il testimone. Potevo vanificare gli sforzi del gruppo, il sabato sacrificato, le ore non dormite oppure lo potevo concretizzare.

16:00 era il mio turno, il primo.

Si andava in scena, teso, stanco, non ero riuscito ad imparare bene tutta la presentazione.

Ero comunque riuscito più o meno discretamente a driblare le domande scomode dei giudici, tranne una:

quella sul modello di business.

Un gran flop, non ero riuscito esaustivamente a rispondere.

Non ero riuscito a proteggere il nostro tallone di Achille.

Qui trovate due video della presentazione

http://www.youtube.com/watch?v=sRbEfEmNDYk

https://www.facebook.com/photo.php?v=10202220620385531&set=vb.221287608033133&type=2&theater

18:00 Sono nominati i vincitori, siamo terzi, grandi!

Ero contentissimo, un terzo posto sudato, che il team si era conquistato provandoci fino all’ultimo maledetto secondo.

Roma Startup Weekend Terzo Posto

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Startup Weekend Roma: Execution, Team Building e Resilienza. Parte 1

Lo scorso weekend a Roma c’è stato lo Startup Weekend.

Che cos’è?

Qualcosa di particolare, qualcosa da provare almeno una volta nella vita, almeno finché il fisico regge.

E’ un weekend in cui metti in piedi una potenziale futura azienda bruciando tutte le energie in un arco di tempo strettissimo.

Che ci crediate o no è divertentissimo.

Ero andato lì con l’idea di passare un sabato sera diverso (fare anche talent scouting per Wheelab lo ammetto), ma non pensavo potessi cavalcare e allo stesso tempo farmi travolgere dall’emozione e delle persone che erano li.

Venerdì, Team Bulding

Ore 18:40 Sono arrivato in ritardo al Tempio di Adriano 10 minuti, non avevo dormito benissimo la sera prima ed avevo sbagliato fermata della Metro, si comincia bene!

Velocemente mi sono seduto al tavolo dove c’erano un paio di Alumni di InnovAction Lab, ognuno era venuto li con una idea da sviluppare, ma tutti con la voglia di passare un weekend diverso,  ci riconoscevamo subito in mezzo ad un centinaio di persone, come una setta.

Poco dopo Davide Dattoli ha iniziato a presentare l’iniziativa chiedendo a chi avesse voluto di proporre la propria idea in un minuto, non me lo sono fatto ripetere due volte.

Una delle regole era che si sarebbe dovuto cominciare da zero, con un’idea sulla quale non si aveva lavorato prima.

Nella settimana mi era venuta un’idea molto semplice e banale e volevo giocarci per lo Startup Weekend:

“Una applicazione per permettere agli studenti di trovare una persona con cui ripetere, la chiameremo cogito 3.0″, personalmente non avevo l’ambizione di voler lanciare una startup con cui stravolgere il mondo in 54 ore, non era il luogo adatto.

L’idea non aveva suscitato molto entusiasmo, proprio per la sua semplicità e così ero riuscito a convincere ad aggregarsi al team solo due sviluppatori Stefano e Marco(che si improvviseranno grafici) e 4 figure business Agostino, Mirko, Alessio e Daniele.

Ci siamo conosciuti un po’,  abbiamo fatto un po’ di ordine sulle varie idee e sulle varie cose che si sarebbero potute fare.

Ore 23:00 ci siamo salutati e poi  subito verso casa, nonostante la birra in centro che era stata organizzata sapevo che aspettavano due giorni di fuoco e avrei dovuto riposare per reggere lo sforzo.

Ore 01:00 finalmente nel letto ed elettrizzato per il giorno dopo

Sabato, Execution

Ore 09:30 Abbiamo deciso su  cosa focalizzarci, Marco ha iniziato a montare la piattaforma attraverso Drupal, Stefano scriveva il codice per l’applicazione mobile.

Alessio ha  iniziato a fare una stima del costo acquisizione clienti sulla base di eventi e possibili pubblicità da realizzare all’interno delle università ed  Agostino curava il sondaggio su Mokey Survey.

Era importante avere dei numeri e Mirko era il nostro analist, si è così occupato dei scovare i dati di mercato su università e studenti mentre Davide, un altro grande supporto del team, improvvisato grafico, ha iniziato a stendere le basi per il logo.

Io, venendo dalla scuola di “steve blank”, ho iniziato a chiamare i potenziali clienti.

Ho contattato una libreria ed una copisteria dell’area di Roma Tre e che mi hanno comunicato l’interesse per collaborare al progetto.

Ore 13:00 cambio di nome!

Si passa da Cogito 3.0 a 30eLode, la fortuna questa volta girava dalla nostra il dominio  www.30L.it era disponibile e così mettendo 3 euro a testa l’abbiamo comprato.

I sondaggi avevano sfondato la soglia dei 100, pazzesco, abbiamo così deciso che nel pomeriggio si doveva andare fuori e parlare con le persone per Via Del Corso, gli studenti o quelli che avevano studiato, volevamo sapere se sarebbero stati disposti per pagare per una applicazione del genere.

Siamo riusciti a fermare una decina di persone, altre 10 pensavano fossimo dei tossici/venditoridiCalzini/libri/portachiavi, in più siamo riusciti a fare delle foto con loro per testimoniare la cosa.

Mirko nel mentre stava continuando a riflettere sulle potenzialità del mercato e sui competitor, ma avevamo un problema “Il modello di business”.

Anche se il  cuore di questo applicativo era creare traction, costruire una comunità, sapevamo che sarebbe stata la domanda più difficile alla quale rispondere.

Nonostante siamo riusciti a scoprire che le persone sarebbero state disposte a pagare 89 centesimi all’anno, nonostante gli accordi con la libreria e la copisteria era il nostro tallone di Achille.

Contemporaneamente Stefano stava realizzando le schermate grafiche dell’applicazione, avevamo disegnato tutto il processo dall’iscrizione alla scelta del compagno di studi.

Ore 23:00 era arrivata la RedBull, altra caffeina per poter macinare nella nostra Saturday Startup Night Fever.

Ore 00:00 ho iniziato a scrivere il discorso per il pitch, Mirko l’executive summary, Agostino Alessio e gli altri continuano a validare e fare brainstorming sulle possibili varianti delle schermate che avrebbero caratterizzato l’applicativo.

Ore 01:00 rimaniamo io, Stefano e Marco, la metro stava chiudendo e gli altri ragazzi non ce la facevano a reggere tutta la nottata soprattutto per continuare il giorno dopo.

Stefano era un treno diesel di quelli americani, ha continuato con il disegno delle schermate senza sosta fino alle 5 del mattino.

Marco, un altro panzer del gruppo, stava realizzando il futuro logo e settava le impostazioni per realizzare la preiscrizione su LaunchRock.

Ore 03:30 (del mattino) Con Marco e Stefano eravamo ancora svegli a lavorare.Eravamo rimasti in 6-7 nel Tempio di Adriano dei 13 gruppi e 110 partecipanti

Continua…

SWRoma

ps è già pronta la pubblicherò domani :)

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Tecnica del Pomodoro, consigli per una buona passata

Prima di pubblicare un nuovo post, prima di iniziare il blog in inglese(ci sto lavorando già ho il nome!) per raccontarvi tutto quello che è successo fino ad oggi, delle varie novità vi devo parlare della tecnica del pomodoro.

Non è un post di cucina, qualcuno lo ha intuito  perchè già sa di cosa parlerò, qualcun altro no, qualcun altro ha cliccato sul link sopra.

Che cos’è?

E’ una tecnica per la gestione del tempo.

Come definizione è un pò riduttiva e generica. Preferisco darle una connotazione personale e definirla la tecnica che mi ha permesso di studiare anche 11 ore nette in una giornata, cosa prima difficilmente raggiungibile.

Per qualcuno magari non è un grande numero, sotto il periodo degli esami abitualmente ne studia 12 anche 14, mosso solitamente dall’ansia, ma io che per non so quale ragione perdo la concentrazione dopo pochissimo tempo (dalle elementari che ho questo problema per qualsiasi attività), che subisco l’effetto  dell’ansia per gli esami  (purtroppo/perfortuna) solo il giorno stesso e non prima,  è stato lo strumento che mi ha permesso di aumentare sensibilmente la produttività evitando di sprecare inutilmente il tempo.

Come funziona

La tecnica del pomodoro prevede di lavorare/studiare senza distrarsi per 25 minuti e fare una pausa successivamente di 5.

I 25 minuti prendono il nome di Pomodoro, perchè?

Perchè l’autore della tecnica sfrutta un timer da cucina a forma di pomodoro per conteggiare il tempo.

Non si ragiona più per ore, minuti, ma per pomodori.

Avrete così una diversa scansione del tempo e di come lo destinate alle vostre “to do list”.

L’autore della tecnica non è un tedesco, non è un inglese, uno svizzero, ma … un italiano!

Non solo, ha avuto anche un grande successo in tutto il mondo!

Come ho implementato la tecnica

Quando leggiamo consigli, suggerimenti su come fare qualcosa, il problema maggiore è la sua implementazione.

La famosa “EXECUTION”, se proprio devo usare un termine anglofono.

Prima di iniziare la sessione di esami mi sono letto tutto il libro, è in italiano, in pdf, gratuito e lo trovate qui.

Successivamente ho comprato un bel quadernino rosso(stiamo parlando sempre di pomodori mica potevo prenderlo blu!) e ogni giorno scrivevo su un foglio:

  • la data
  • dove mi trovavo
  • le cose che avrei dovuto fare

Con il cellulare calibravo il timer per 25 minuti ed iniziava lo studio.

Quando il timer squillava, coloravo un quadretto in rosso accanto alla attività che stavo svolgendo, leggevo i messaggi e le mail che mi erano arrivate in quei 25 minuti e andavo a farmi una camminata per i corridoi dell’università.

Questo per tutto il giorno.

Molte persone infatti penso mi abbiano preso per un perditempo professionista visto che ogni 25 minuti mi vedevano girare per l’università(la mia schiena e gli occhi hanno invece ringraziato per il gesto).

Inoltre il timer era impostato per squillare dopo 5 minuti dall’inizio della pausa per ricordarmi che dovevo tornare sui libri.

La sera prima di spegnere il computer o altro scrivevo la lista delle cose che avrei voluto fare il giorno dopo e le cose, attenzione, che non avrei voluto fare. 

Le prime si caratterizzavano per una serie di attività con i pomodori che avrei destinato.

Le seconde invece erano delle attività che non avrei dovuto fare, banalmente riposarsi in quei 5 minuti andando su Facebook.

A partire dalla seconda sera ho iniziato a confrontare quello che avrei voluto fare il giorno prima con quello che avevo fatto il giorno dopo.

L’analisi dei risultati che non raggiungevo mi permetteva di esserne consapevole e capire dove  migliorare (es. pensavo di poter ripetere 20 pagine in un ora in realtà potevo ripeterne 10 se era particolarmente fluido il capitolo )

Come diceva Lord Kelvin:

“Se non lo puoi misurare, non lo puoi migliorare”

Cosa non ha funzionato

L’implementazione della tecnica non è stata così lineare.

Io già tempo fa(credo un annetto) avevo letto della tecnica, mi era piaciuta, ma non ero riuscito ad implementarla.

L’abbandonai dopo una settimana.

Poi con il quaderno è iniziato il cambiamento, è stato proprio l’attività di scrivere e colorare un quadratino che mi dava il ritmo.

Dopo gli esami ho smesso di usare la tecnica del pomodoro, inoltre lavorando al pc l’implementazione era più difficile rispetto allo studio esclusivamente su cartaceo, le distrazioni aumentavano oppure mi dimenticavo di impostare il timer pensando di potermi regolare con le app disponibili per Chrome.

Ho poi provato a sostituire il quadernino con una app per Android, ma mi sono accorto che non era la stessa cosa, perchè il gesto di colorare l’attività, di vedere tutta la lista su carta aveva un effetto diverso e migliore.

Era ed è più concreto.

E’ una mia percezione,  ma funziona.

Così ho ripreso ad utilizzare il quadernino rosso, il timer invece resta digitale.

Molto utile, provatela.

Ingredienti

Ingredienti per la tecnica del pomodoro all’Andrea:

  • Quadernino
  • Penna nera e rossa
  • Timer
  • Pazienza per almeno una settimana di prova
  • Non rispondere a SMS e Whatapp, se è urgente ed importante vi chiameranno

Tecnica Del Pomodoro

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Transportation Open Innovation Day

Sono tornato oggi da Milano, ieri ho presentato Wheelab al Transportation Open Innovation Day, organizzato da Intesa San Paolo.

Questa volta ho soggiornato a casa di Stefania, una ragazza che quando è fuori per lavoro affitta la sua stanza su Air b’n’n (ergo prima non la conoscevo).

Lei lavora per la Apple si occupa della disposizione dei tavoli, degli oggetti un area specifica della divisione Marketing and Sales.

Ho avuto la possibilità di salire nel suo ufficio al centro di Milano, la sede della Apple, fantastico!

Mi è stata anche offerta una macedonia e un caffè alla Apple, che soddisfazioni.

Tornando a parlare dell’evento siamo stati contattati perché avevamo partecipato alla Startup Initiative solo che questa volta il tema era verticale sul settore dei trasporti.

A mio avviso quello di ieri è stato l’evento più importante in termini di contatti a cui Wheelab abbia partecipato(se si esclude Wcap dove abbiamo vinto 25.000 euro) fino ad ora, potrei anche sbagliarmi, ma questa è l’impressione che ho avuto.

La presentazione ha entusiasmato i presenti, almeno la maggior parte, purtroppo non a tutti, infatti c’è stato anche un feedback negativo in particolare sul fatto che sarei dovuto essere più formale.

Per rendervi l’idea abbiamo suscitato l’interesse per collaborare con grandi realtà come Tom Tom e Magneti Marelli ed operatori della logistica.

Nei giorni passati prima dell’evento ho avuto paura di essere copiato, dico sul serio, ogni tanto mi viene insieme agli sbalzi di umore che caratterizzano la vita di uno startupper(o wannabe).

Solitamente gestisco la paura  ragionando un po’ e convincendomi che c’è un asset che non può essere duplicato, quell’asset sono le persone, il team di Wheelab.

Il problema sarà domani, una volta validata l’idea, perché dovremo formulare una strategia solida che ci protegga dai cosiddetti “Fast Followers”.

Ma non c’è stato solo il Transportation Open Innovation Day.

La sera prima dell’evento, Mercoledì, ho conosciuto ed avuto una bella chiacchierata con Emil Abirascid presso il TAG di Milano. Yuri lo aveva incontrato a Dublino durante la finale della Intel Business Challenge, è uno dei giornalisti di riferimento in Italia nell’ambiente delle Startup.

Emil ci ha consigliato di applicare per lo yestartup. Inoltre dalla chiacchierata è emerso che l’idea di non lavorare, o comunque avere un focus più debole, con le pubbliche amministrazioni italiane motivata dalle difficoltà di essere pagati è una sciocchezza perché, per esempio, esiste Comunichiamo che fattura.

Il suo feedback era in linea con quello che ci diceva durante InnovAction Lab Alessandro, il nostro mentor, ma in contrasto con quello che ci era stato detto da Augusto.

Il pensiero, molto banale, maturato dalla conversazione e dal libro “The Lean Startup” è che i feedback sono importanti e vanno raccolti(aggiungo che pagare il caffè è un obbligo morale nei confronti di chi ti ha dato il feedback). Poi, però, devono essere effettuati dei test concreti con un Minimo Prodotto Fattibile  che può essere anche una lista di attesa di preordine o un pretotipo, così da avere dei dati da analizzare, con dei risultati sulla base dei quali è possibile fare delle considerazioni più razionali.

E’ arrivata la pizza, scusatemi, ciao!

Ps non mi sono sbagliato a scrivere, il pretotipo è un concetto diverso dal prototipo. Se volete approfondire vi consiglio questo libro assolutamente gratuito(anzi il pretotipo del libro)

La vista dall'ufficio di Stefania

La vista dall’ufficio di Stefania

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